I Carabinieri della Compagnia di Alba, agli ordini del Capitano Giuseppe Santoro, decapitano l’ennesima organizzazione criminale di matrice albanese.
In un territorio di Langa sempre più insicuro, amministrato da soggetti politici che non hanno chiaro il tema della sicurezza, i militari della Compagnia Carabinieri di Alba – sotto l’egida della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti – “hanno notificato 18 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di cittadini italiani e albanesi, al termine di una complessa attività investigativa denominata “Pater-Turnover 2”.
A darci contezza dei fatti il Comandante del Nucleo Investigativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, Capitano Marco Dainese, che, entrando nel merito aggiunge: “L’indagine, durata circa un anno, ha preso avvio dall’arresto in flagranza di uno degli indagati avvenuto nel maggio 2024. Gli accertamenti successivi hanno permesso di ricostruire un articolato sistema di spaccio di cocaina al dettaglio, gestito direttamente da soggetti albanesi dimoranti in patria, i quali – tramite applicazioni di messaggistica istantanea e social network – organizzavano a distanza la distribuzione della sostanza stupefacente in Italia”.
Il tema dell’immigrazione criminale è uno dei più trattati da chi si occupa di cronaca e lo fa con perseveranza. Questo va sottolineato perché l’Albania sta insistendo per entrare nell’Unione Europea e, visto il numero di cittadini albanesi che affollano le nostre carceri, sarebbe il caso di pensarci ben bene.
Al netto della “Pater-Turnover 2” possiamo notificare che “per la vendita al dettaglio sul territorio albese, i referenti albanesi si avvalevano della collaborazione di cittadini italiani e di connazionali giunti in Italia con visto turistico di tre mesi, al termine del quale facevano rientro in Albania”.
Questo sistema di turnover lo avevamo già raccontato nel dettaglio il 17 luglio 2025 quando avevamo narrato che la Compagnia Carabinieri di Bra aveva smantellato un’organizzazione di criminalità albanese nell’“Operazione Djali”.
L’odierna Operazione “Pater-Turnover 2” è figlia della precedente “Turnover” del settembre 2023 quando le Compagnie Carabinieri di Alba e Bra, in sinergia, avevano smantellato un primo sodalizio criminale.
Oggi possiamo dire che “le attività d’indagine e le perquisizioni, condotte dall’Aliquota Operativa della Compagnia di Alba e delegate dalla Procura di Asti, hanno consentito non solo di documentare la rete di spaccio al dettaglio, ma anche di individuare un sistema di riciclaggio dei proventi illeciti”.
Ancora una volta bisogna sottolineare l’altissima professionalità dei militari della Compagnia Carabinieri di Alba, con speciale menzione per il Nucleo Operativo, sotto il comando del Luogotenente Paolo Cavelli, che operano nel silenzio e nel nascondimento in un vasto e complicato comprensorio di oltre 50 comuni del territorio albese.
L’acume investigativo dei militari dell’Arma ha permesso di rilevare il fatto che “gli spacciatori trasferivano il denaro, verosimilmente frutto dell’attività delittuosa, attraverso bonifici “money transfer” di importo inferiore o pari a 999 euro, inviati ai vertici dell’organizzazione criminale in Albania o a soggetti a loro riconducibili”.
I Carabinieri – seguendo le orme del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, dei Procuratori Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – hanno seguito il flusso del denaro, le transazioni sospette, ed hanno efficacemente rilevato un “trasferimento complessivo di 123.863,49 euro, di cui 20.675,20 euro riconducibili direttamente ad alcuni degli indagati oggi destinatari degli avvisi di conclusione indagine”.
Per dovere di informazione e per completezza di cronaca è necessario evidenziare come questa operazione “conferma l’impego costante dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti e al riciclaggio internazionale di denaro, con particolare attenzione ai collegamenti transnazionali tra Italia ed Albania”.
Il territorio di Langa è sempre più prono alle associazioni criminali, spesse volte è prostrato dinanzi al fenomeno intollerabile dell’immigrazione criminale, ma ha la fortuna di avere un più che valente Ufficiale al Comando della Compagnia Carabinieri di Alba.

Il Capitano Giuseppe Santoro, da quando è giunto in Granda, ha effettuato brillanti operazioni, formidabili arresti, ed ha decapitato diverse organizzazioni criminali che, da anni, agivano in modo impunito.
Il Comando Generale dell’Arma ha una rosa di eccellenti Ufficiali sui quali poter fare affidamento. Questo è assai consolatorio per i cittadini onesti e per bene che vorrebbero veder decapitata – una volta per tutte – la cupola criminale che gestisce il traffico e lo spaccio della droga in quella che – un tempo – era una provincia tranquilla e sicura.
La politica smetta di porre la testa sotto la sabbia, come fanno gli struzzi, ed inizi a legiferare in modo da permettere l’espulsione a tempo indeterminato di immigrati che vengono nel nostro Paese solo per compiere atti criminali.

Questa rete di criminalità di vario genere ai nostri danni mi fa pensare all’edera che si attorciglia intorno ad un albero, pianta le radici e attraversando la corteccia arriva a succhiare la linfa finché l’albero muore. Possibile che non si riesca a capire che non è una cosa buona sopportare di essere vampirizzati da questa gentaglia? Eppure c’è chi cerca di farci sentire cattivi se ce ne vogliamo liberare!!!Allora CHI È CHE LO VUOLE? E PERCHÉ SI VUOLE CHE L’ITALIA SIA DISTRUTTA E PRIVATA DI TUTTO?a cominciare dalla libertà di AUTO DIFESA????? Ci rispondano i giudici e magistrati