26 Aprile 2026

10 thoughts on “«Cristallo di rocca» di Adalbert Stifter

  1. Semplicemente commovente e che mi riporta indietro ai miei Natali trascorsi tra le valli dove sono cresciuta, dove le abbondanti nevicate sommergevano il paese… e leggendo la tua descrizione così profonda e dettagliata non può che portarmi ad acquistare questa meravigliosa fiaba che termina felicemente

  2. Si avverte,nelle righe della recensione,molta. “Attenzione” alla vicenda narrata da Stifter. Mi pare di capire da ciò che scrive Russo che non si tratta di una melensa fiaba Natalizia Caterina

  3. Non ho letto la novella, ma la lettura della recensione mi ha reso simpatici, Corrado e Sanna, i bambini protagonisti della storia.
    La parte finale della recensione mi è parsa un racconto del racconto.
    Beatrice

  4. Fiato sospeso fino a quando i fratellini sono stati soccorsi e salvati
    Mi sentivo “dentro” il racconto

  5. Non c’è terrore più ancestrale del perdersi. E’ la paura atavica di ogni bambino. E’ timore più inconscio nell’adulto. Non c’è rinascita più autentica del ritrovarsi. E’ una presa di coscienza. E’ dare senso al dipanarsi della vita. La recensione di Francesco Rodolfo Russo ci svela che nessuna perdita e nessuna rinascita possono avvenire al di fuori di un nucleo sociale. Non è l’individuo da solo che si perde e si ritrova, ma è attraverso il riconoscimento sociale che avviene questo “incantesimo”. E’ forse questa la rivelazione del Natale? La rinascita ciclica della luce, purezza chiarificatrice, vivificazione del sé, testimoniata attraverso gli occhi del mondo. Grazie Francesco Rodolfo Russo per la bellissima recensione di questo racconto che ci stimola verso la ricerca di una dimensione di autenticità ed armonia.

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