Polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno bloccato la zona intorno allo stabile, eseguendo perquisizioni e liberando il centro, occupato dal 1996. Giornata di tensione e assalti ripetuti dei dimostranti armati di laser contro le forze dell’Ordine. Dieci poliziotti feriti per il lancio di pietre e bottiglie
Decisione attesa da anni che ha preso il via solamente ieri, dopo pochi giorni dal cambio del questore. Il blitz è scattato prima dell’alba al centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita 47, a Torino. Polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno bloccato la zona intorno allo stabile, eseguendo perquisizioni e sgomberando il centro, occupato dal 1996 e protagonista di uno scontro politico legato al patto di “regolarizzazione” fra il Comune e un gruppo di cittadini.
Durante l’operazione le forze dell’ordine hanno trovato sei attivisti all’interno dell’edificio. E proprio questo aspetto ha spinto il sindaco Stefano Lo Russo a un improvviso e fulmineo dietro front, nel far saltare l’intesa stretta con il centro sociale a poche ore dall’avvio del blitz, diffondendo questa nota:” La Prefettura di Torino ha comunicato alla Città l’accertamento della violazione delle prescrizioni relative all’interdizione all’accesso ai locali di corso Regina Margherita 47”. Il fatto che dentro l’edificio vivessero delle persone secondo il sindaco “configura un mancato rispetto delle condizioni del patto di collaborazione che pertanto è cessato”.
Da anni i partiti di opposizione e larghi strati dell’opinione pubblica chiedevano di sgomberare questo covo di eversivi, ma il sindaco faceva orecchie da mercante e ha continuato a investire denaro pubblico per destinare il centro sociale a luogo di loisir gestito dagli stessi protagonisti delle violenze e dei saccheggi. Pazzesco!
Anche i grillini bacchettano il sindaco: “Su Askatasuna Lo Russo ha sbagliato tutto. Ha gestito questa vicenda in modo politicamente fallimentare e le conseguenze della gestione successiva ricadono interamente su di lui. Per questo chieda scusa ai torinesi e si dimetta”. Lo ha dichiarato il capogruppo del Movimento 5 stelle in Comune, Andrea Russi
Nel corso dell’operazione, che ha coinvolto decine di agenti, le forze dell’ordine hanno portato via bombole del gas e porte e hanno chiuso l’acqua allo stabile. La Digos ha autorizzato gli attivisti a recuperare due gatti rimasti all’interno e altro materiale. Poco dopo sono iniziate le operazioni per murare gli ingressi dell’edificio, che risulta di fatto sgomberato.
L’ufficialità dello sgombero arriva dallo stesso ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Sgomberato il centro sociale Askatasuna di Torino. Dallo Stato un segnale chiaro: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro paese”.
Durante l’operazione la Digos ha trovato sei persone all’interno dello stabile, dettaglio che conferma la violazione delle prescrizioni relative all’accesso all’edificio da parte degli attivisti.
La Giunta comunale di Torino il 18 marzo aveva approvato il rinnovo del patto di collaborazione per la trasformazione del centro sociale Askatasuna in bene comune. La delibera rinnovava l’accordo, scaduto il 15 marzo, con un gruppo spontaneo di cinque cittadini per la cura e la rigenerazione dell’immobile di proprietà comunale, in corso Regina Margherita 47. Un comitato di garanti si era fatto carico di un progetto sui beni comuni, con la previsione di attività da svolgere al piano terra, mentre gli altri tre piani dell’edificio erano stati dichiarati inagibili e tra le clausole per il mantenimento del patto c’era proprio il divieto di utilizzare gli altri piani della palazzina. Un divieto che però non è stato rispettato.
Lo sgombero non ha tacitato gli aderenti e gli scontri sono seguiti sino alla serata. Verso le 14.30, la polizia ha deciso di disperdere con gli idranti il presidio che i militanti avevano allestito con tavoli e gazebo di fronte al centro sociale sgomberato. Alcuni manifestanti si erano seduti al centro di corso Regina Margherita per bloccare i mezzi delle forze dell’ordine ancora al lavoro sul posto, dopo lo sgombero del mattino. Al presidio sono comparsi anche striscioni no Tav. Nella zona di Venaus anche nelle scorse settimane gli eversori di questo centro sociale si erano scatenati nella caccia al poliziotto e nella demolizione di steccati, con il consueto lancio di bombe e blocco della circolazione autostradale.
Nel corso del pomeriggio di ieri, abbiamo pubblicato su Civico20News le dichiarazioni di esponenti del centro destra che approvano l’intervento del ministero degli Interni. Secondo il presidente della Regione Alberto Cirio «l’operazione in corso su Askatasuna conferma quanto la Regione sostiene da tempo, ovvero che il centro sociale opera al di fuori delle regole e della convivenza democratica: l’intervento della magistratura e del ministero dell’Interno va nella direzione del ripristino della legalità. Grazie alle forze dell’ordine impegnate sul campo per garantire il rispetto della legge».
Con una nota l’On Augusta Montaruli esulta: “Finalmente lo sgombero di Askatasuna. Grazie al ministro Piantedosi e al Governo Meloni, i professionisti della violenza, non avranno più il loro covo che qualcuno voleva addirittura sanare – ha scritto sui social Augusta Montaruli, vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia che aveva chiesto lo sgombero dello stabile -. Le luci accese ogni notte e il continuo attivismo da noi denunciato ancora due giorni fa erano la prova di una beffa oltre al danno già arrecato con i continui assalti e aggressioni. Siamo orgogliosi di essere andati fino in fondo senza intimorire e cedere al racconto della sinistra, in primis del Sindaco di Torino. Andiamo e andremo avanti su questa strada”.
Nel tardo pomeriggio di ieri, come annunciato, sono riprese le ostilità da parte degli adenti del centro sociale. I manifestanti hanno tentato di rientrare nell’edificio e sono stati respinti dal cordone di sicurezza delle forze di polizia, che ha utilizzato anche l’idrante. Da parte dei manifestanti piovono bottiglie e grossi petardi. Il corteo composto da un migliaio di manifestanti si è poi diretto verso il campus Einaudi, sede universitaria dove si trovano Giurisprudenza e Scienze politiche. Sono proseguiti gli scontri tra i violenti del centro sociale e le forze dell’Ordine.
Una decina di agenti dei reparti mobili della Polizia è rimasta ferita, secondo quanto riferito dalla questura, a causa del lancio di oggetti contundenti.Dopo un lungo stop in largo Berardi, il corteo ha ripreso a muoversi in direzione di via Vanchiglia. Un gruppo di attivisti e simpatizzanti che voleva rientrare nello stabile sgomberato, è stato però nuovamente respinto su corso Regina Margherita verso il Po.
Le forze dell’ordine hanno continuato a bloccare l’avanzata utilizzando idranti e lacrimogeni lungo le vie del quartiere.
Il corteo si è formalmente sciolto poco dopo le 21 di ieri. È stato però annunciato un ulteriore raduno per sabato in piazza santa Giulia per esaltare la violenza degli adepti ad Askatasuna. Con buona pace dei commercianti e torinesi in movimento, nei giorni che precedono il Natale.
