Di Alessandro Mella
Sono tante, innumerevoli, le storie di giovani travolti dalla furia di quella guerra che Benedetto XV definì, con parole auliche ma calzanti, “Inutile strage”.
E non basterebbe una vita a raccontarle tutte ma ognuna di queste, se scoperta e scritta, rappresenta in qualche modo anche le altre e così è per quella raccontata in questo testo.
Achille Romersi nacque a Torino il 27 ottobre del 1893 figlio di Luigi e di Carolina Billia e giovanissimo si iscrisse alla Regia Università per seguire i corsi in medicina e chirurgia. (1)
Tuttavia, non gli fu possibile completarli poiché, all’indomani dell’ingresso dell’Italia nella guerra europea, fu tra i primi richiamati già nel luglio 1915 e venne subito destinato al corso allievi ufficiali dopo un breve periodo al 44 reggimento fanteria. Al termine del corso, a novembre, ebbe i gradi di sottotenente di complemento e fu assegnato al 12 reggimento fanteria. (2)

Fu nei quadri di questo che arrivò nei pressi di Gorizia ove si combatteva furiosamente per la liberazione della città e dei territori circostanti. Il luogo e la situazione erano terribili e la morte regnava sovrana tra esplosioni, spari ed orrore quotidiano. Nondimeno Achille non si perse d’animo e tentò di fare del suo meglio come soldato e come ufficiale finché, il 23 luglio 1916, nel pieno dei combattimenti dell’Isonzo, volle dare un esempio ai soldati al suo comando.
Si offrì, infatti, di raggiungere un avamposto isolato attraversando una porzione di territorio sul quale l’artiglieria austriaca indirizzava tutta la sua furia. Non ebbe scampo e vi trovò la propria fine:
ROMERSI Achille, di Luigi studente del secondo anno di Medicina nella R. Università di Torino, nato a Torino, caduto sul Podgora il 23 luglio 1916. Sottotenente di Fanteria. (3)

I suoi militi ne raccolsero le spoglie, le inumarono come si poté nei pressi di Pubrida ed i suoi superiori, dopo averne dato notizia alla famiglia, ammirati, lo proposero per una decorazione al valor militare che fu concessa in argento alla memoria:
Romersi Achille, da Torino, sottotenente complemento reggimento fanteria. Offertosi spontaneamente, dopo che erano già falliti vari tentativi, per raggiungere, attraverso una zona completamente scoperta e battuta, un nostro piccolo posto avanzato distante venti metri dalle posizioni nemiche e col quale era necessario avere comunicazioni, trovava morte gloriosa sul campo, dando alto esempio di serenità d’animo e di forte sentimento del dovere. Monte Calvario, 23 luglio 1916. (4)
A Torino l’Università, il 27 maggio 1918, volle conferirgli ad honorem la laurea che il nostro Achille non aveva potuto conseguire. Un provvedimento di giustizia ed umanità che fu riservato agli studenti caduti. (5) Passò il tempo e la guerra, finalmente, andò a finire ed un omaggio al nostro giovane fu reso inserendo il suo nome nella lapide commemorativa dei caduti in guerra posta nel 1922 nell’Ospedale San Giovanni. (6)

Due anni dopo, in un grigio giorno d’autunno, un treno arrivò dal Veneto, via Mestre, con a bordo i resti di tanti eroi di un’Italia lontana. Ad attendere quel treno alla stazione c’erano anche Luigi Romersi e Carolina Billia con gli altri loro figli e figlie:
Ieri mattina sono giunte alla stazione di Porta Nuova da Mestre diciannove salme gloriose di caduti in guerra. Di esse sono destinate a Torino le seguenti: tenente Attilio Demo; sottotenenti Mario Campagna, Achille Romersi e Attilio Palazzo; caporale maggiore Leandro Gallino; soldato Ricciotti Visconti. A cura dei necrofori municipali, assistiti dall’ispettore del servizio prof. Rambaudi, le preziose bare, ravvolte nel tricolore nazionale, vennero deposte nella cappella ardente della stazione di Porta Nuova. (7)

Dal cimitero di Pubrida, è giunta per essere tumulata nella tomba di famiglia, la salma di ACHILLE ROMERSI S. Tenente del I2.o Fanteria Dottore in medicina ad honorem, Medaglia d’argento. I genitori LUIGI e CAROLINA BILLIA, i fratelli, le sorelle ed i parenti mentre ne danno partecipazione ringraziano quanti vorranno unirsi nei suffragi e nelle onoranze. La sepoltura avrà luogo mercoledì 22 corr., alle ore 9. partendo do via Sacchi, 3. Si prega di non inviare, fiori. (8)
Era cambiata molto l’Italia da quando Achille era partito per il fronte, da quando da eroe vi era caduto. Lui tornava a Torino avvolto nel tricolore sabaudo, accompagnato nell’ultimo viaggio da quegli affetti più cari che, come tanti altri, non aveva potuto salutare od abbracciare nell’ultimo giorno della sua coraggiosa vita. Eroi da ricordare, da non dimenticare e da custodire.
Alessandro Mella
NOTE
1) L’Università di Torino ai suoi prodi caduti per la patria 1915-1918, Stamperia Reale Paravia, Torino, 1920 p. 111.
2) Bollettino Ufficiale, Ministero della Guerra, Dispensa 83, 13 novembre 1915, p. 2820.
3) Bollettino Ufficiale del Ministero dell’Istruzione Pubblica, 35, Anno XLIV, Volume II, 30 agosto 1917, p. 1886.
4) Archivio dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Decorati al Valor Militare.
5) Romersi Achille di Luigi, studente del 2° corso di Medicina e Chirurgia, nato a Torino il 27 ottobre 1893, caduto sul Podgora (Gorizia) il 23 luglio 1916. Chiamato in servizio militare alla fine di luglio 1915, venne assegnato al 44° Regg. Fanteria. Nel novembre aveva la nomina a Sottotenente di Complemento, passando al 12° Regg. e ben presto veniva inviato in zona di guerra, nel periglioso settore di Gorizia, dove seppe farsi onore. Il 23 luglio 1916, sul mortale Podgora (Monte Calvario), offertosi spontaneamente per raggiungere un nostro posto avanzato attraverso una zona scoperta battuta dall’artiglieria nemica, vi trovava morte gloriosa. Ebbe perciò la medaglia d’argento al valore, e dall’Università, il 27 maggio 1918, la laurea ad honorem. (L’Università di Torino ai suoi prodi caduti per la patria 1915-1918, Stamperia Reale Paravia, Torino, 1920 p. 111).
6) La Stampa, 19, Anno LVI, 23 gennaio 1922, p. 3.
7) Ibid., 251, Anno LVIII, 20 ottobre 1924, p. 3.
8) Ibid., 252, Anno LVIII, 21 ottobre 1924, p. 6.
