Commissione Europea - Bruxelles
In Europa non si lesina sulla discriminazione ai Cristiani. Anche per i giornalisti vige la censura della Fede.
Quando si parla di Unione Europea, in teoria, si dovrebbe parlare di un agglomerato di Stati che mettono da parte una porzione della loro sovranità nazionale per costruire ponti di fraternità e condivisione con gli altri.
Si è detto “in teoria” perché, nella fattispecie non è così.

Il compianto Monsignor Aldo Giordano, Osservatore Permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, nel 2013, in un dialogo fruttuoso e schietto con il collega Alberto Campoleoni, scriveva che “Un’altra Europa è possibile”.
Il cuneese Aldo Giordano, apprezzatissimo Segretario Generale del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE), con sede a St. Gallen, in Svizzera, citando l’indimenticato Papa Benedetto XVI, ha scritto: “Benedetto XVI fa riferimento a diverse situazioni di discriminazione”.
Sembra strano, o esagerato, ma è proprio così.
“Si arriva a pretendere che i credenti agiscano nell’esercizio della loro professione senza riferimento alle loro convinzioni religiose e morali, e persino in contraddizione con esse, come, per esempio, là dove sono in vigore leggi che limitano la libertà di espressione e il diritto all’obiezione di coscienza degli operatori sanitari o di certi operatori del diritto, particolarmente in tema di aborto”, scrive monsignor Giordano.
Impossibile dargli torto.

Benedetto XVI si è speso per anni contro il relativismo del pensiero e l’appiattimento del pensiero dell’uomo a vantaggio di un “pensiero unico”, ovviamente anti-cristiano.
Nel mondo dell’informazione, purtroppo, molti giornalisti hanno accettato questa “dittatura del relativismo”. Non a caso, un coraggiosissimo monsignor Giordano scrive: “sono soprattutto europei i tentativi di bandire dalla vita pubblica feste e simboli religiosi, in nome del rispetto di quanti appartengono ad altre religioni o di coloro che non credono o in nome di una certa concezione della neutralità religiosa”.
Negli anni quante volte si è assistita alla sterile e tendenziosa polemica su giornalisti e giornaliste che andavano in onda – specialmente in RAI – con simboli cristiani?
Un caso che molto fece discutere fu quello di Marina Nalesso, giornalista RAI, che – alla conduzione del TG2 – si presentò con il crocifisso al collo.

Tuonò immediatamente il bolscevico Michele Serra che, su “Repubblica” aveva scritto: “Amici del Tg2, che ne direste di sospendere almeno per pochi minuti della messa in onda la vostra fervente battaglia? Basta infilare il crocefisso sotto la camicetta, badando che non urti il microfono”.
E a lui si era accodato il Caporedattore di “TgZero” su “Radio Capital”, Edoardo Buffoni, che su “Twitter” aveva scritto: “Anche oggi, Tg2 con crocifisso. Con tanti saluti ai contribuenti Rai non cristiani”.
Polemiche sterili e grottesche dal momento che, per esempio, vi sono contribuenti della RAI che debbono tollerare nella televisione pubblica soggetti come Mimmo Lucano, Roberto Saviano, Ilaria Salis, Ilaria Cucchi, ed altri soggetti che hanno posizioni estremamente divisive ed offensive per buona parte dei pubblici contribuenti.
Però, dal Gruppo GEDI, legato a De Benedetti, si alzano polveroni solo per il crocifisso che, con tutta evidenza, gli crea repulsione e disgusto.
Straordinaria è stata la replica della collega Marina Nalesso: “Qualcuno mi ha espresso solidarietà, alcuni si sono avvicinati, però devo dire che c’è stato molto silenzio. Probabilmente molte persone non condividono, ma in fondo ognuno è fatto in modo diverso. Ma dirò la verità, io sono serena a prescindere, con o senza attacchi, con o senza solidarietà. Sto bene, non ho mai avuto alcun tipo di freno e ripensamento o riflessione. Non mi pongo assolutamente il problema”.
Chi vi scrive capisce perfettamente la posizione della collega Nalesso in quanto anch’egli vittima di battute, frecciatine e discriminazioni da parte degli stessi colleghi.
Il solo fatto di indossare un piccolo crocifisso in legno, proveniente da Bethlehem, crea, in molti soggetti repulsione e pregiudizio.
Come dicono nel mondo paracadutistico militare italiano: “MENEFREGO!”.
Ciò che lascia perplessi è il clima di discriminazione contro i Cristiani che serpeggia nelle diverse categorie professionali ma che, in quella del giornalismo, non dovrebbe esserci in quanto “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, articolo 21 della Costituzione.
Il tema è complesso ed articolato ma di una cosa possiamo essere certi: l’Europa è un vecchio continente, animato da ideali cristiani e prospettive ispirate ai valori bimillenari del Vangelo. Ai maomettani disturba? Come dicono al 9 Reggimento Paracadutisti d’Assalto “Col Moschin”: “MENEFREGO!”.

Oltre al MENEFREGO che approvo totalmente, aggiungerei:” Se ai maomettani dispiace, TORNINO A CASA LORO e io personalmente non andrò mai in paesi musulmani per non subire l’affronto di dover nascondere i segni della cristianità che SEMPRE VOGLIO PORTARE ADDOSSO “
Aggiungo che l’Europa ha rinnegato la tradizione cristiana per compiacere la “dominante massoneria “ anche attraverso i mezzi di comunicazione, che hanno influenzato il popolo, il quale, come è noto, è bue. Attenzione però, giornalisti e politici associati nel misfatto: Dio perdona 70 volte 7, ma la 491 esima volta saranno guai inimmaginabili, FATIMA DOCET
Carissimi fratelli tutti in Cristo!
Sono passati già parecchi decenni (ho 78 anni) da quando, pur molto giovane, sentivo nell’aria un soffio che non veniva dallo Spirito Santo ma da mefitici “ambienti sotterranei”…. Purtroppo, mi viene dato oggi di vedere la battaglia per la fede, in tutto il mondo occidentale, persa a favore dell’odio contro Gesù Cristo. La virulenza imponente di questo stesso odio è la prova del nove dell’origine satanica della opposizione a Nostro Signore Gesù Cristo. Se è sotto gli occhi di tutti la persecuzione sempre meno sottile e più smaccata e senza remore contro noi credenti, sappiamo che la guerra, invece, è già stata vinta definitivamente, da Gesù, sul Calvario e con la Sua Onnipotente Resurrezione. Con certezza, ci aspettano tempi sempre più duri, con sofferenze, angustie e tribolazioni. Ma, come dice Gesù: “‘Non temete! Nel mondo avrete tribolazioni, ma io ho già vinto il mondo..,.,”‘
Sursum corda, dunque!
Pienamente d’accordo!!!
Bravissima Margherita,
condivido pienamente sia l’ articolo sia i tuoi commenti
Come non farlo ?
Sono quasi 10 anni che in silenzio e preghiera mi documento e prendo parte attiva con chi ha colto segnali e richiami a reagire a questa pressione e oppressione indefinita, surreale.
Lottiamo contro una forza invisibile, estranea al nostro vissuto di persone amanti della Vita che desiderano costruire Pace.
Costa fatica e coerenza essere testimoni anche in Parrocchia.
Ma noi perseveriamo nel Bene e confidiamo in Maria, cui Gesu’ ci ha affidati.
Il Signore ci benedica