Il volume di Giovanni Dughera coinvolge un pubblico vasto, dagli appassionati di storia locale ai semplici curiosi desiderosi di esplorare le bellezze nascoste dei dintorni di Torino
Giovanni Dughera, autore del volume “Cascine, Ville e Castelli del contado di Torino”, pubblicato da Edizioni del Faro nel 2021, narra nella sua Premessa come l’idea del libro gli si è affacciata alla mente quando percorreva in bicicletta la periferia torinese consultando la Carta corografica e dimostrativa del territorio di Torino pubblicata dall’architetto e topografo Giovanni Lorenzo Amedeo Grossi negli anni 1790-91.
Il libro rappresenta quindi il risultato della sua personale ricerca sugli edifici, cascine, ville e castelli ancora esistenti a Torino e dintorni, dove le informazioni storiche e architettoniche provengono non solo da fonti autorevoli, ma anche da narrazioni di persone incontrate.
L’autorevole studioso Luca Mana, nella sua Prefazione, considera le pubblicazioni successive alle due opere di fine Settecento di Giovanni Lorenzo Amedeo Grossi, la Carta corografica e dimostrativa del territorio di Torino e relativa Guida. Queste sono Alle porte di Torino (1926) di Pietro Abate Daga e Cascine e ville della pianura torinese (1968) di Elisa Gribaudi Rossi. Mana definisce così Dughera come “l’epigono di una serie di studiosi” che hanno raccontato la campagna torinese a partire dal XVIII secolo.
Il libro, di 286 pagine, è suddiviso in due parti. La prima esplora il panorama di Torino dalla sua collina, fortificazioni, cascine, ville, cappelle, parchi e giardini. Considera anche l’Arcadia, dove la villa è vista come un luogo di feste per la società cittadina che si spostava in campagna, e approfondisce l’architettura, le decorazioni e l’arredo delle ville, le cappelle, i piloni e i castelli.
L’autore interpreta la Carta del Grossi anche in un tentativo di comprendere l’animo dell’uomo settecentesco, la sua concezione del tempo, dello spazio e il rapporto con il Creato e il Divino. Nonostante le differenze con il nostro tempo, è ancora possibile ammirare, di quell’epoca, campagne, cascine e interni di ville non aperte al pubblico.
La seconda parte, più estesa, è dedicata a tredici itinerari che coprono diverse aree come Torino da corso Francia e il Parco della Pellerina, Collegno, Borgaro, Venaria Reale, Grugliasco, Nichelino, Moncalieri, Lucento, Madonna del Pilone, Meisino, Settimo Torinese, Brandizzo e San Mauro Torinese. Il tredicesimo itinerario è dedicato agli edifici scomparsi e l’autore elenca anche cascine non incluse nel volume perché di minore rilevanza o in cattivo stato.
“Cascine, Ville e Castelli del contado di Torino” si conclude con una serie di brevi Suggestioni, che includono osservazioni su margari, la tosatura delle pecore e interviste con un anziano agricoltore, oltre a riflessioni sul rapporto tra nobiltà e agricoltori e sull’epoca di compilazione della Carta del Grossi.
È veramente notevole l’apparato iconografico, interamente a colori, con foto principalmente eseguite dall’autore, e con un vasto repertorio di riproduzioni di mappe, incisioni, cabrei, fotografie e tele d’epoca, presenti nei musei e archivi storici di Torino e in collezioni private.
Il volume di Giovanni Dughera, “Cascine, Ville e Castelli del contado di Torino”, consente di riscoprire un patrimonio spesso poco noto, evidenziando la presenza inaspettata di elementi settecenteschi come cascine e gli interni di ville private, non aperte al pubblico.
Si rivela di fondamentale importanza per la diffusione della conoscenza del patrimonio architettonico e paesaggistico dei dintorni di Torino, aprendo nuove prospettive per la loro valorizzazione, anche a scopo turistico. Può infatti ispirare percorsi turistici alternativi, meno convenzionali, focalizzati sulla riscoperta del patrimonio rurale e delle sue architetture. Questo non solo valorizzerebbe questi beni, ma offrirebbe ai visitatori un’esperienza più autentica e profonda del territorio torinese, contribuendo a diffondere una conoscenza più ampia e consapevole della sua storia e delle sue tradizioni.
L’importanza del libro risiede anche nella sua capacità di coinvolgere il lettore in un percorso non solo storico-architettonico, ma anche emotivo e culturale. Gli itinerari proposti guidano alla scoperta di aree periferiche spesso trascurate, come quelle percorse dall’autore in bicicletta, rivelando la persistenza di un paesaggio rurale autentico. Le Suggestioni finali arricchiscono ulteriormente il quadro, offrendo spunti di riflessione sul rapporto tra uomo e territorio nel corso del tempo.
L’accessibilità e la facilità di consultazione del testo, unite alla ricchezza della documentazione fotografica e alle riproduzioni di mappe, incisioni e immagini d’epoca, lo rendono uno strumento ideale per un pubblico vasto, dagli appassionati di storia locale ai semplici curiosi desiderosi di esplorare le bellezze nascoste dei dintorni di Torino.
Giovanni Dughera
Cascine, ville e castelli del contado di Torino
Prefazione di Luca Mana
Edizioni del Faro – Gruppo Editoriale Tangram Srl – Trento – 2021 – 286 pp. – 25,00 €
www.edizionidelfaro.it – info@edizionidelfaro.it
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Grazie per le informazioni utili come sempre.
Complimenti!!!
Continuate così.
Questo libro, trattato in chiave moderna, mancava nel panorama editoriale torinese, sempre nel rispetto della memoria.