Bergoglio non era il santo che molti descrivono. Il Cardinale Beniamino Stella lo descrive come un despota.
Mentre certo giornalismo si ostina a descrivere Jorge Mario Bergoglio come santo e immacolato, ci sono Principi della Chiesa che hanno deciso di dire la loro, senza infingimenti e senza paura, anche se tardivamente.
Tra questi spiccano nomi di altissimo profilo di Santa Romana Chiesa, Cardinali che, avendo superato gli ottant’anni, non saranno tra gli elettori nella Cappella Sistina e, dunque, parlano senza paura di inimicarsi qualcuno.

Il Cardinale Beniamino Stella, conterraneo di Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, per anni nella Diplomazia della Santa Sede e, per otto anni, sino al 2021, Prefetto della Congregazione per il Clero, ha dichiarato che Bergoglio “ha imposto le sue idee, bypassando la tradizione della Chiesa”.
Parole molto forti, pronunciate da un Principe della Chiesa esperto in Diritto Canonico, talmente stimato da Albino Luciani, da essere destinato alla Pontificia Accademia Ecclesiastica.
La Pontificia Accademia Ecclesiastica è quella realtà della Chiesa Cattolica che prepara i sacerdoti al lavoro presso le Nunziature Apostoliche (ambasciate) del Vaticano o presso la Segreteria di Stato della Santa Sede.
Il Cardinal Stella ha mal digerito la Costituzione Apostolica “Predicate Evangelium” con la quale Bergoglio, nel 2022, ha dato una spallata alla Curia Romana decretando che “tutti i battezzati, compresi i laici” possono “ricoprire ruoli di governo nella Curia”.
I Cardinali, nella mente di Bergoglio, erano facilmente sostituibili con laici, suore, donne, … ed infatti ha nominato quale Segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano suor Raffaella Petrini, sociologa vicina alla dottrina sociale catto-progressista.
Secondo quanto riportato dalla rivista dei Gesuiti americani, “America”, il Cardinal Stella, durante i lavori delle Congregazioni Generali pre-conclave, avrebbe detto: “Dopo un papato che ha creato disordine e confusione, serve un profilo diplomatico e moderato”.
Impossibile – se si è autentici Cattolici Romani – non essere d’accordo con il Prefetto emerito della Congregazione per il Clero che ha detto quello che tutti pensano ma che pochi hanno il coraggio di dire.
Jorge Mario Bergoglio ha ridotto il ruolo del Romano Pontefice a mera rappresentanza, ha depauperato il Collegio Apostolico, ha ridicolizzato la Curia Romana, ha indebolito il ruolo dei sacerdoti, ha sminuito la Vita Consacrata, ha scoraggiato l’apostolato dicendo che i Cattolici non devono fare proselitismo, …
Dispiace solo che il Cardinale Beniamino Stella, fine diplomatico e parco nell’eloquio, abbia atteso la morte dell’Inquilino di “Casa Santa Marta” per delinearne il discutibile profilo.
Il Conclave, sicuramente, sarà luogo di confronto-scontro perché i progressisti – molti dei quali più “bergogliani” di Bergoglio – vogliono un Vescovo di Roma che apra le porte alle “donne prete”, ai matrimoni LGBT, al riconoscimento dell’eutanasia, e via discorrendo.
Se dovesse esser eletto un Cardinale progressista, la Chiesa Cattolica sarebbe difficilmente distinguibile da “Radicali Italiani”.
Lo Spirito Santo, Colui che ispira e soffia la Sapienza di Dio nel cuore dei Porporati presenti nella Cappella Sistina, questa volta più di altre, avrà un bel da fare.

Condivido appieno ciò che il Cardinale Stella ha detto. Il grande Padre gesuita e Cardinale Alberto Vanhoye , studioso per tutta la vita di Ebrei, testo biblico del Nuovo Testamento, ha sempre dichiarato che il Sacerdozio è per natura maschile, perché Gesù, vero Uomo e vero Dio, era maschio. Inoltre avendo seguito con assiduità lo studio del dottor Andrea Cionci, condivido la tesi che il Santo Padre Benedetto XVI non ha mai abdicato, ma è entrato in sede impedita con la proclamazione della sua declaratio dell’ undici febbraio 2013.
Ho amato papa Francesco perché ha aperto le porte dello spirito santo e della chiesa ma mi trovo d’accordo con il card. Stella per le aperture a certi permessismi che sono prettamente di dottrina cattolica/evangelica e tali devono restare. Purtroppo accettare certi impulsi della società moderna equivale ad abolire il santo vangelo e tutta la sacra scrittura. Vorrei dire molto ma “bocca mia stai zitta”.
Malgrado il quadro positivo che ci hai fatto del cardinale, caro Elia, io trovo che la stima da lui meritata abbia subito un grande colpo al ribasso, se consideriamo tutto il tempo in cui lui non pensava positivamente di Bergoglio senza mai avere il coraggio di dirlo. Sappiamo che era tirannico nella sua ben nota “misericordia “, ma evidentemente tutti questi cardinali che ora tirano fuori la verità avevano molto da perdere e temere e il venire allo scoperto “ a papa morto “non è una cosa elegante e depone molto negativamente per questi codardi principi della Chiesa! Ora avranno l’onestà di tirarsi fuori dal Conclave visto che non sono veri cardinali in quanto nominati da un anti papa? Ciò comporterebbe una retrocessione di carriera, ma sarebbe un ottimo gesto di riscatto da parte loro. Qui si deve scegliere: o il mantenere il titolo e benefici annessi o essere una buona volta onesti davanti a Dio e al suo popolo
Cara Margherita, come ho scritto, la sua tardività nella esplicitazione dei fatti lo rende un pavido ma una cosa è certa: ciò che ha detto su Bergoglio resterà a perpetua memoria