INTERVISTA di Maria Grazia Spadaro
AL PRIMO DIRIGENTE della Polizia di Stato
Dott.ssa ASSUNTA ESPOSITO
MG Spadaro Nell’era digitale, il fenomeno dei Deepfake si sta espandendo a livello globale, cos’è e come si attiva la Polizia Postale per prevenire, tutelare e contrastare tale fenomeno emergente, a cominciare dai furti di identità sui social network. Che consiglio diamo ai nostri lettori per potersi tutelare? E quando si profila concretamente il reato, in termini di legge, soprattutto se certe identità nascoste, o chat riservate-segrete appartengono alla rete internazionale?
Dott.ssa A. Esposito Dobbiamo premettere che il c.d. “deepfake” consiste nell’alterazione o generazione ex novo di contenuti video e audio con una specifica finalità malevola, come per esempio il disorientamento o inganno dell’utente. In tal senso vengono per esempio clonate le voci di personalità pubbliche, oppure la loro immagine e mimica facciale, anche tramite l’ausilio dell’intelligenza artificiale.
Ci sono degli indici spia utili ad aiutarci a riconoscere un possibile contenuto fake: per esempio la maggiore cura alla realizzazione del volto trascurando la postura del corpo, l’assenza di ombre degli oggetti o una loro luce particolare, le imperfezioni della mimica facciale come il movimento degli occhi e il battito delle ciglia.
Bisogna sempre valutare in modo critico un contenuto online, accertandosi dell’autorevolezza della fonte e se la notizia è riportata anche da altri vettori d’informazione attendibili. In questo contesto, la Polizia Postale svolge un’importante attività di monitoraggio della rete, analizzando anche le preziose segnalazioni dei cittadini.
Un eventuale reato si configura quando il deepfake è impiegato per esempio per realizzare una sostituzione di persona, una truffa, o ancora una diffamazione che lede la reputazione del soggetto rappresentato.
In merito alle identità nascoste, va considerato che l’anonimato in rete non è mai totale. Il nostro lavoro è proprio teso a superare le tecniche di anonimizzazione, seguendo le tracce digitali che ci conducono alle identità reali.
MG Spadaro Tra i fenomeni sulla criminalità informatica, quale si rileva quello con il maggior numero relativo ai dati statistici in ascesa e, se la Polizia Postale, per debellare tali fenomeni, divulga nelle scuole, nei convegni, programmi specifici, o progetti istituiti dal Ministero delle Istruzioni e del Merito. Chiedo inoltre, se sono previste figure stabili negli Istituti scolastici, quali lo psicologo, o gli operatori della cibernetica. O l’idea è lontana?
Dott.ssa A. Esposito Le frodi informatiche, realizzate soprattutto con la tecnica del falso trading online, rappresentano il fenomeno criminale cyber con maggiore incidenza statistica.
Per quanto riguarda l’attività nelle scuole e la tutela dei minori, queste rappresentano una delle nostre vocazioni principali. Svolgiamo infatti frequentemente degli incontri in ogni classe di ordine grado per sensibilizzare i ragazzi in particolare sul cyberbullismo: si tratta di un crimine che troppo spesso lascia isolati i nostri figli, per questo è bene affrontare direttamente con loro qualsiasi tipo di segnale di sofferenza, anche minimo.
Dobbiamo infine tenere presente che in ogni istituto scolastico è presente un referente per il cyberbullismo che si occupa di raccogliere segnalazioni e testimonianze. Si tratta di figure qualificate, formate, proprio per acquisire dai ragazzi la conoscenza di episodi che andrebbero approfonditi con competenza.
MG Spadaro Quali sono i motivi che spingono i giovani, i minori, a cadere nella trappola degli adescatori adolescenziali, i cosiddetti Cyber Groomer che oggi imperversano anche sulle chat dei videogiochi. E fino a che punto gli Operatori Militari sulla Cybersicurezza, possono spingersi a camuffarsi finti adescatori, per monitorare situazioni gravi sulla rete nazionale ed internazionale.
Cosa prevedono le normative in questo contesto, per poter agire liberamente sulle reti Web?
Dott.ssa A .Esposito A volte si tratta della solitudine, oppure della semplice curiosità e della naturale tendenza a cercare un confidente, qualcuno con cui aprirsi. Purtroppo all’interno degli spazi digitali del gaming online l’identità reale può essere celata dietro un account, un avatar accattivante, inducendo il minore a conversare su temi che gli sembrano all’inizio divertenti. Poi la conversazione purtroppo vira su elementi intimi, e questo genera senz’altro delle forti sensazioni di disagio nella vittima. Si tratta di una vera e propria manipolazione psicologica mirata, che sfrutta la vulnerabilità emotiva e sociale propria dell’età evolutiva.
Gli operatori della polizia postale possono, in presenza di rigidi presupposti normativi e con l’autorizzazione della magistratura, svolgere delle attività di tipo “undercover”, cedendo e scambiando materiale pedopornografico nell’intento di identificare dei potenziali offender. Si tratta chiaramente di scenari investigativi complessi, in cui vengono impiegati specialisti formati per quella specifica attività.
MG Spadaro Secondo studi, ricerche avviate dalla Polizia, perché è largamente diffusa la pedopornografia? Riguarda l’offerta di mercato, o mercificazione dell’essere umano, oppure è un problema di derivazione socio-economico, antropologica, di carenza morale, di perdita di valori?
Dott.ssa A. Esposito Si tratta per la verità di un fenomeno che ha delle radici criminologiche complesse, che possono afferire anche a violenze fisiche e psicologiche subite dallo stesso offender.
La naturale estensione del mondo digitale in qualche modo agevola la circolazione di questo materiale, all’interno di board e spazi in cui gli utenti riescono a garantirsi più agevolmente l’anonimato.
C’è anche un aspetto che riguarda la commercializzazione del materiale pedopornografico, ovvero il business che deriva dalla produzione e dalla vendita di contenuti dietro pagamento.
MG Spadaro Per il fenomeno avverso del Revenge Porn, come si riconosce, quali misure precauzionali si possono adottare, affinchè le vittime ignare, travisando un sospetto iniziale, possano ugualmente denunciare, oppure necessitano prove accurate, in modo che le condanne e penalità non risultino vaghe o sospese?
Dott.ssa A. Esposito La nostra tutela parte innanzitutto dalle scelte quotidiane che effettuiamo e dai dati che quotidianamente decidiamo di voler condividere in rete. È importante pretendere da sé stessi una seria autodeterminazione digitale e piena coscienza su quanto della nostra persona deve essere esposto.La prima regola da tenere a mente è evitare di produrre foto intime o esplicite, soprattutto quando il volto è ben riconoscibile.
Per quanto profonda sia la fiducia nel proprio partner, reale o virtuale che sia, non bisogna mai abbassare la guardia sui rischi legati a una possibile diffusione virale non autorizzata di tali contenuti.
Se un soggetto dovesse riconoscersi vittima di una condotta di “revenge porn” è indispensabile segnalare fin da subito l’episodio fornendo tutti gli elementi utili alla costruzione di un quadro probatorio ben strutturato.
Ricordo inoltre che la tutela per le vittime di revenge porn è garantita dal “Codice Rosso” Legge n. 69 del 19 luglio 2019 che ha introdotto nel Codice penale una specifica fattispecie delittuosa.
MG Spadaro Per i reati contestati tra Cyerbullismo e Revenge Porn, vi sono linee parallele di similitudini?
Dott.ssa A. Esposito Entrambi i fenomeni sono forme di violenza digitale che si caratterizzano per l’uso della rete come mezzo di umiliazione e controllo con l’obiettivo di danneggiare e isolare le vittime.
La gravità di entrambi i fenomeni risiede proprio nella loro natura digitale, che rende le minacce virali e le conseguenze difficili da contenere.
Fra i giovani che iniziano ad avvicinarsi alla sfera della sessualità, è sempre più frequente il fenomeno del sexting, ovvero l’atto di inviare fotografie e/o messaggi di testo sessualmente espliciti.
Spesso i contenuti intimi prodotti possono essere utilizzati per l’estorsione sessuale (sextortion)
Le conseguenze più drammatiche legate a tale fenomeno si sono riscontrate quando alcuni ragazzi, schiacciati dai continui ricatti e molestie, sono arrivati a togliersi la vita.
MG Spadaro Quali le modalità per tutelare l’utente dal fenomeno emergente della Voice Cloning sulle piattaforme, social, chat. ecc?
Dott.ssa A. Esposito Il consiglio che mi sento di fornire è innanzitutto di diffidare sempre di interlocutori telefonici sospetti, che non si qualificano in modo chiaro e richiedono con insistenza dati personali oppure bancari. Anche se la voce può sembrarci familiare, in quei casi è meglio riagganciare e provare a telefonare a quel parente/ amico che sembrava aver avanzato la richiesta.
Un’ulteriore accortezza è quella di provare ad incalzare il mittente della chiamata con una serie di domande particolari a cui saprebbe rispondere solo la persona che afferma di essere.
MG Spadaro Quando l’IA non dimostra di essere nostra nemica?
Dott.ssa A. Esposito Come possiamo immaginare, l’intelligenza artificiale è uno strumento e si dimostra una nostra alleata quando è incentrata sull’uomo e concepita come suo supporto, nel rispetto della sua salute e dei suoi diritti fondamentali. Non deve essere interpretata invece come un sostituto integrale dell’uomo, deve aiutarlo a potenziare e ottimizzare le sue capacità.
Sono convinta che anche le recenti introduzioni normative a livello nazionale e europeo consentiranno un governo chiaro di questo strumento, riducendo quei rischi intrinseci che emergono ogni volta che viene introdotta una nuova tecnologia sul mercato.
MG Spadaro In quali termini la Figura della Polizia Cibernetica si ritiene insoddisfatto/a del proprio lavoro?
Dott.ssa A. Esposito Parlerei in positivo di soddisfazione, grande. Si tratta di un lavoro con un forte contenuto etico, che si esprime in un servizio verso le istituzioni e verso persone che possono trovarsi in una condizione di vulnerabilità. La soddisfazione, in questo lavoro, è forte e tangibile, in particolare quando ad essere coinvolti sono i minori e possiamo essere utili nei loro confronti.
È questo ciò che ci motiva ogni giorno. Vedere che la nostra attività si traduce in un aiuto vero a chi ha bisogno, chi è più indifeso e vulnerabile.
Cerchiamo ogni giorno di rendere il mondo digitale un posto un po’ più sicuro, dove poter trascorrere in serenità il nostro tempo.
Il Dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica –
Piemonte e Valle D’Aosta.
Primo Dirigente della Polizia di Stato – Dott.ssa Assunta Esposito
Maria Grazia Spadaro
Immagine concessa dalla Polizia di Stato
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