Jardin Royal, attuale Jardin des Plantes, a Parigi
Un evento che meriterebbe ulteriori approfondimenti medico-scientifici
L’evento clamoroso, relativo all’intervento del cerusico Charles Francois Felix, riguardante la cura risolutiva della “fistola anale” di Luigi XIV, ci appare oggi giorno sorprendente per diverse valutazioni. La prima come notizia curiosa che riguardava la salute di tale personaggio, la seconda per l’incredibile successo tecnico-chirurgico ottenuto tenendo conto delle disponibilità tecnologiche dell’epoca.
Se il primo fatto costituisce una informazione che evidenzia uno spaccato di costume e vita privata del Re Sole, il secondo invece trasmette ammirazione per l’arditezza, per l’inventiva tecnica, per le conoscenze anatomiche e aggiungiamo per una buona dose di “fortuna” che ha assistito il cerusico Charles Francois Felix per la miracolosa guarigione ottenuta.
E’ necessario riflettere sull’evento “fortuna”, tenuto conto che al tempo non esistevano terapie antibiotiche o sostanze disinfettanti degne di questo nome, ma che la gestione dell’intervento ha permesso, in ogni caso, il raggiungimento della guarigione clinica. Oggi, con le conoscenze medico-scientifiche di cui disponiamo, potremmo dire che la “fortuna”, che ha assistito l’abile Felix, poteva risiedere nelle capacità di risposta immunitaria del regale paziente e forse anche nella non eccessiva invasività della manovra chirurgica, che ha permesso la “restituzio ad integrum” del sito anatomico trattato.
Di certo al cerusico Charles Francois Felix non mancò l’avverarsi dell’auspicio scaramantico e la determinazione dell’aforisma secondo cui “la fortuna aiuta gli audaci”.
Una “fortuna” tuttavia temperata da una adeguata esperienza tecnica acquisita preventivamente con interventi sperimentali su pazienti anonimi e con problematiche analoghe.
L’intervento chirurgico dì asportazione del “tratto fistoloso” di Luigi XIV, che è stato un evento ufficiale e di grande risonanza di quell’epoca, meriterebbe un approfondita “rivisitazione” con le moderne e attuali conoscenze scientifiche al fine di arrivare a conclusioni interessanti e utili da punto di vista medico-scientifico per chiarire oggettivamente il livello qualitativo, i limiti e gli insuccessi dell’arte cerusica del secolo XVII.
Invito che inoltriamo ai cultori e ai professionisti dell’arte medico–chirurgica che fossero interessati ad approfondire questo contesto storico che ancora è avvolto da molte ombre e da narrazioni fantasiose.
Cogliamo l’occasione per ringraziare la prof.ssa Carla Amoretti che ci propone una sua ricerca in merito, attraverso un’originale e approfondita documentazione storica. Buona lettura . (m. b.)
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Parlare dell’intervento di fistola anale di Luigi XIV richiede avere idea di cosa essa sia.

Galeno e il siringotomo
Galeno (Pergamo, 129 dC.–Misilmeri, 216 circa dC.), celebre chirurgo dei gladiatori a Pergamo e medico imperiale a Roma, perfezionò molte tecniche di chirurgia dei tessuti molli, integrando l’uso di questi strumenti con medicamenti cicatrizzanti come il bolo armeno o l’olio di rose. Uno di questi strumenti specificamente progettato
per il trattamento delle fistole anali.è il siringotomo (dal greco syringos, “fistola, tubo”, e tomos, “taglio”).
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Felix e il Diario della salute del Re
Sull’intervento che il cerusico Felix fece a Luigi XIV il 18 novembre 1686, facciamo riferimento alla dettagliata cronistoria del “Journal de la sante du roi” .
Riportiamo alcune pagine
Pag. 399 del Journal…
“ Per praticare l’incisione della fistola, Galeno aveva inventato uno strumento dalla forma particolare, che chiamò siringotomo, dal termine stesso che indica la fistola (syrinx, flauto). Si trattava di un bisturi a forma di mezzaluna con un manico curvo e un lungo stiletto appuntito e flessibile all’estremità. La punta veniva inserita nell’apertura esterna della fistola e lo stiletto veniva spinto nell’intestino.
L’indice della mano sinistra, inserito nel retto, guidava la punta attraverso l’ano, e poi la lama del bisturi, spinta nella fistola, completava l’incisione”.
Pag. 400 del Journal…
Felix apportò una modifica significativa allo strumento di Galeno. Fece realizzare un semplice bisturi curvo, con una lama molto stretta, che terminava, come il siringotomo, con uno stiletto, ma in argento ricotto e lungo diversi centimetri. Il bordo della lama era ricoperto da una guaina d’argento realizzata appositamente per essere inserita nella fistola senza danneggiarne le parti. Con questo strumento così posizionato, lo stilo veniva spinto nella fistola e ritirato attraverso l’ano; quindi, essendo entrato il bisturi dopo lo stilo, la guaina che avvolgeva il bordo veniva delicatamente rimossa e, tenendo la punta dello stilo in una mano e il manico del bisturi nell’altra, tirando verso di sé, l’intera fistola veniva recisa in un colpo solo.
Questo strumento, che Felix usò per il Re, da quel momento fu conosciuto come il Bisturi Reale.

L’operazione ebbe luogo il 18 novembre 1686.
Ci auguriamo che ci perdonerete per i dettagli forse un po’ minuti che stiamo per illustrare; ma, oltre al fatto che si è trattato di un’operazione che, per il suo impatto e il suo successo, ha cambiato tutte le idee comuni dell’epoca, si tratta di un fatto storico che può ancora essere seguito sul posto nei suoi più piccoli episodi.
Il Re si trovava a Fontainebleau quando l’operazione fu annullata. Per prepararsi e allo stesso tempo dissipare ogni sospetto su ciò che stava per accadere, gli furono somministrati due farmaci durante il suo soggiorno. Arrivato a Versailles venerdì 15 novembre, nulla tradì in lui la grave decisione presa. Domenica 17, il giorno prima dell’operazione, montò a cavallo, andò a visitare i suoi giardini, i suoi bacini e i numerosi lavori in corso, e apparve molto calmo e allegro per tutta la durata del viaggio (1).
La camera da letto di Luigi XIV, in cui fu operato, non era quella oggi conosciuta con questo nome: si trovava nella stanza precedente, oggi nota come Salon de l’Œil-de-Bœuf. Questo Salon de l’Œil-de-Bœuf era allora diviso in due: la stanza più vicina all’attuale camera da letto era la camera da letto del Re, e l’altra stanza era uno studio decorato con dipinti di Bassan, e perciò chiamato Cabinet des Bassans.
Lunedì 18 novembre, di buon mattino, tutto veniva preparato nella camera dei Bassan per l’ operazione più importante . Verso le cinque, gli speziali entrarono nella camera del Re e gli somministrarono il clistere preparato.
(1) Dangeau
Pag. 401 del Journal…
L’oratorio. Poco prima delle sette, Louvois andò a prendere Madame de Maintenon a casa sua; entrarono insieme nella casa del Re, dove era già presente padre de La Chaise, il suo confessore. Félix d’Aquin, il primo medico del Re, Fagon, che lo divenne qualche anno dopo, Bessières, i quattro farmacisti del Re, e Laraye, allievo di Félix , ma che allora veniva chiamato il suo ragazzo , erano riuniti nello studio dei Bassan per preparare tutto il necessario per l’operazione.
Alle sette, entrarono nella camera del Re; Luigi XIV non sembrava minimamente turbato dalla loro presenza. Fece avvicinare Félix, gli chiese come usare ciascuno degli strumenti e le varie parti dell’apparato, poi si abbandonò fiducioso al suo talento.
Il Re fu adagiato sul bordo del letto, con un cuscino sotto la pancia per sollevargli i glutei, girato verso la finestra, con le cosce divaricate e tenute ferme da due speziali.
Ecco come procedette il chirurgo. Una piccola incisione, praticata con la punta di uno strumento comune, fu inizialmente praticata all’apertura esterna della fistola per allargarla e facilitare l’inserimento del bisturi. L’incisione fu quindi eseguita con questo strumento, utilizzando la manovra già descritta. Una volta esposto il tratto fistoloso, il passo successivo fu quello di distruggere i calli che si pensava ostacolassero il successo dell’operazione: otto colpi di forbici rimossero tutti i calli che Félix incontrò sotto il dito. Questa parte dolorosissima dell’operazione fu sopportata con grande coraggio da Luigi XIV: non un grido, non una parola gli sfuggì.
Una volta completata l’operazione, una grande tenda di garza, ricoperta di un linimento a base di olio e tuorlo d’uovo, veniva inserita nell’ano. La si forzava a separare i bordi della ferita; la ferita veniva quindi riempita con piumini ricoperti dello stesso linimento e venivano applicati impacchi e una benda, come si fa oggi.
Nulla può esprimere lo stupore che attanagliò l’intera corte quando si seppe che il Re si era appena sottoposto a un’operazione considerata da tutti estremamente pericolosa. Il resoconto dell’evento sul Mercure Galant , il giornale ufficiale della corte, illustrerà meglio l’effetto di questa notizia inaspettata. “Sebbene il Re”, si leggeva, “fosse in perfetta salute, a parte l’inconveniente che gli era capitato circa undici mesi prima, e fosse persino in grado di cavalcare e cacciare, come faceva molto spesso, Sua Maestà, visto che rischiava di soffrire di questa condizione per il resto della sua vita”.
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Analogie e differenze tra bisturi reale di Felix e siringotomo di Galeno
La differenza tra questi due strumenti risiede sia nell’epoca sia nei materiali utilizzati sia nella forma specifica del taglio, sebbene entrambi siano legati alla cura della fistola anale.
- Siringotomo di Galeno
- Epoca: II secolo d.C. (Antichità).
- Forma e Funzione: È uno strumento chirurgico a forma di “falce” o “ago ricurvo” con una lama sul lato concavo. Veniva utilizzato per penetrare nel canale della fistola e tagliarlo dall’interno verso l’esterno.
- Etimologia: Il nome deriva dal greco syringos (fistola/tubo) e tome (taglio). Galeno lo utilizzava per la tecnica della “siringotomia”, ovvero la sezione completa del tragitto fistoloso.
- Materiale: Bronzo, ferro
- Bisturi Reale di Félix
- Epoca: XVII secolo (1686, Barocco).
- Forma e Funzione: Charles-François Félix creò un’evoluzione specifica: un bisturi a lama d’argento molto lunga, ricurva e con una guaina d’argento asportabile, che proteggeva la lama nelle fasi di inserimento nel canale, per non danneggiare i tessuti sani circostanti.
- Materiale: Argento e acciaio
| Innovazione: Rispetto allo strumento galenico, il bisturi di Félix era progettato per essere più preciso e meno traumatico, permettendo al chirurgo di penetrare meglio nelle delicate curve del la fistola senza causare emorragie fatali o incontinenza. |
Il successo del bisturi di Félix nell’operare il Re Sole fu così grande che trasformò la figura del chirurgo da semplice “barbiere” a professionista d’élite nella corte francese.
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Dove è conservato il bisturi reale
Il bisturi reale (conosciuto anche come bistouri à la royale), utilizzato da Charles-François Félix per operare Luigi XIV nel 1686, è conservato a Parigi presso il Musée d’Histoire de la Médecine. Che si trova all’interno dell’Università Parigi Cité (ex sede della Facoltà di Medicina), nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés.
Oltre al celebre bisturi a lama d’argento ricurva, la teca espone anche il divaricatore anale utilizzato durante lo stesso storico intervento.

- Curiosità: Questi strumenti sono considerati tesori nazionali poiché segnarono la nascita della chirurgia moderna e la fondazione della Reale Accademia di Chirurgia.
Il divaricatore anale utilizzato da Charles-François Félix per l’operazione di Luigi XIV nel 1686 era uno strumento di precisione meccanica, progettato su misura per garantire al chirurgo la massima visibilità nel canale rettale.
Ecco le sue caratteristiche principali:
- Struttura a tre branche: A differenza dei modelli più semplici dell’epoca, era dotato di tre bracci metallici articolati. Questa configurazione permetteva di espandere l’apertura anale in modo uniforme e stabile, creando lo spazio necessario per inserire il bistouri à la royale.
- Meccanismo a vite: Veniva azionato da una vite centrale che, una volta ruotata, allontanava progressivamente le branche. Questo consentiva un controllo millimetrico della dilatazione, fondamentale per non lacerare i tessuti ma garantendo al contempo una visione chiara del tragitto della fistola.
- Materiale e finitura: Realizzato in acciaio di alta qualità (alcune fonti menzionano decorazioni o rifiniture preziose per l’occasione reale), lo strumento era studiato per essere il meno traumatico possibile.
- Funzione importante: Durante l’intervento di quasi tre ore (eseguito senza anestesia), il divaricatore manteneva esposto l’orifizio interno della fistola, permettendo a Félix di guidare la lama ricurva lungo il tunnel infetto per inciderlo con un unico taglio netto.
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ALCUNI SCRITTI SULLE FISTOLE ANALI
Nella storia documentata delle fistole anali troviamo “De arte phisicali et de cirurgia” di John Arderne (1307-1370) : Sebbene risalga al XIV secolo, il lavoro di Arderne sulle fistole anali rimase influente per secoli. Manoscritti e stampe successive, che circolavano ancora nel XVII secolo, contenevano spesso illustrazioni vivide e dettagliate (anche se in stile medievale) delle tecniche e, implicitamente, della patologia.

Practica de Fistula in Ano), i “puntini” o i piccoli segni circolari che compaiono spesso sulle gambe e sulla parte inferiore del corpo hanno significati clinici precisi legati alla medicina medievale:
Siti di Flebotomia (Salasso): Molti disegni di Arderne servivano come mappe per i chirurghi. I punti indicano le posizioni esatte delle vene dove era consigliato praticare il salasso per trattare specifiche malattie localizzate nella parte inferiore del corpo.- Localizzazione di Ascessi e Fistole: Nei trattati sulla fistola, i punti segnano spesso l’apertura esterna del tragitto fistoloso o i punti di accumulo di “umori corrotti” che il chirurgo doveva incidere.
- Punti di Cauterizzazione: In alcuni casi, i segni indicano dove applicare il ferro rovente (cauterio) per “sigillare” i vasi o trattare ulcere croniche agli arti inferiori.
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Un Altro testo molto importante è il “Cours d’opérations de chirurgie” di Pierre Dionis, pubblicato per la prima volta nel 1707.

Questo testo è importante in quanto:
- L’autore: Pierre Dionis fu un chirurgo di fama immensa che succedette a Félix come chirurgo di Luigi XIV. Le sue lezioni si tenevano al Jardin Royal (l’attuale Jardin des Plantes a Parigi) e divennero il manuale di riferimento per i chirurghi di tutto il XVIII secolo.
Illustrazioni: All’interno del trattato, nella sezione dedicata alla chirurgia anorettale, Dionis include tavole dettagliate degli strumenti. Tra questi disegna una variante del bisturi ricurvo di Félix con la sua caratteristica guaina protettiva in argento.

Dettagli tecnici: Dionis descrive minuziosamente come utilizzare lo strumento per “aprire” la fistola, spiegando che la curvatura della lama e la punta smussata erano state pensate proprio per adattarsi all’anatomia del Re Sole e garantire la massima precisione senza causare emorragie fatali.
Leggiamone le pagine principali nella versione originale in francese e nella relativa traduzione
pag. 405 del Cours …
POUR LA FISTULE A L’ANUS (…) La Fistule est appellée par les Grecs Syrinx flûte , dérivé du verbe grec firizein sister, & cela par métaphore, à cause que ce mal a une cavité longue & étroite semblable à celle des flùtes : Elle est définie un ulcere profond & caverneux dont l’entrée est étroite & le fond plus large , avec issue d’un pus acre & virulent, & presque toujours accompa- gné de callosités
PER LA FISTOLA ALL’ANO (…) LA FISTOLA è chiamata dai greci Syrinx flauto, derivato dal verbo greco firizein sorella, e questo per metafora, perché questa malattia ha una cavità lunga e stretta simile a quella dei flauti: è definita come un’ulcera profonda e cavernosa il cui ingresso è stretto e il fondo è più largo, con fuoriuscita di pus acre e virulento, e quasi sempre accompagnata da calli
pag . 410 del Cours …
On appelle ces dernieres fistules , complettes ». & les premieres, borgnes, parce qu’elles n’ont qu’une ouverture (a (…) a) Les fistules où il n’ y a qu’une ouverture , s’appellent borgnes(…) si l’ouverture ell au dehors, la fistule se nomme borgne Se externe.
Queste ultime fistole vengono dette “complete”. & le prime, cieche, perché hanno una sola apertura (a (…) a) Le fistole dove c’è una sola apertura, si chiamano cieche (…) se l’apertura è all’esterno, la fistola si chiama cieca Se esterna.
pag. 412 del Cours …
Si la fistule étoit borgne, l’intestin n’étant (…) car si on se trouvoit en Eté ou en Hyver, l’excès de la chaleur ou du froid obligeroit d’attendre que l’air se fut modéré , & on peut différer sans danger quand la fistule n’est pas récente : il faudroit ensuite préparer le corps par des saignées & des purgations convenables à la constitution du sujet, & ayant déterminé le jour & urge de l’incision.
Se la fistola fosse cieca, l’intestino essendo (…) perché se fossimo d’estate o d’inverno, l’eccesso di caldo o di freddo obbligherebbe ad attendere che l’aria si sia temperata, e si potrà rinviare senza pericolo quando la fistola non è recente: bisognerebbe allora preparare il corpo mediante salassi e purgazioni adatte alla costituzione del soggetto, ed aver determinato il giorno e l’urgenza dell’incisione.
pag. 413 del Cours …
Durant l’opération le Chirurgien, ainsi que dans la ligature, aura de l’huile G. dont il frotera le doigt indice de sa main gauche, afin qu’il entre dans l’anus sans douleur, & il prendra de la droite un stilet H. qu’il introduira dans la fistule par son ouverture extérieure, le (…) entièrement débarassé, on met ensuite le doigt dans le fond de la fistule , qui souvent se trouvera pleine de sinuosité ou de clapiers qu’il faut ouvrir jusques dans leur fond autant qu’on le pourra, & si avec le doigt on (…).
Durante l’intervento il Chirurgo, così come durante la legatura, avrà dell’olio G. con il quale strofinerà l’indice della mano sinistra, in modo che entri nell’ano senza dolore, e prenderà dalla destra uno stiletto H. che introdurrà nella fistola attraverso la sua apertura esterna, la (…) completamente liberata, quindi metteremo il dito nel fondo della fistola, che spesso si troverà piena di sinuosità o di buche che dovranno essere aperte fino al fondo possibile, e se con il dito uno (…).
pag. 414 del Cours …
De laquelle, en les tirant en même tems, on emporte toute la fistule qui se trouve comme embrochée dans l’anse formée par cet instrument(…) Néanmoins le canal fistuleux pourroit être si profond , ou le trou extérieur de la fistule dans un lieu de la fesse si éloignée du fondement, qu’en faisant l’opération de la maniéré qu’on vient de décrire,on emporteroitune trop grande portion de substance(…) En ce cas on ouvre sur une fonde canelée la fistule dans sa longueur , & l’on fend sa partie posterieure, (…)
Da cui, tirandoli contemporaneamente, si porta via l’intera fistola che si trova come infilzata nell’ansa formata da questo strumento (…) Tuttavia il canale fistoloso potrebbe essere così profondo, o il foro esterno della fistola in un punto della natica così lontano dalla base, che effettuando l’operazione nel modo che abbiamo appena descritto, porteremmo via una porzione troppo grande di sostanza (…) In questo caso si apre su una base la fistola viene scanalata lungo la sua lunghezza, e la sua parte posteriore è divisa, (…).
pag. 415 del Cours …
Voyons maintenant ce qu’il faut faire aux fistules qu’on appelle borgnes (…) à l’intestin dans le fond de la fistule, on le retire par l’anus, & on continue l’opération de la maniere que je viens de vous montrer(…)Si la fistule est feulement ouverte dans le boyau, & qu’elle ne le foit point en dehors, l’opération en est plus difficile , car pour l’accomplir il faut trouver moyen de faire une ouverture en dehors.
Vediamo ora cosa fare con le fistole che chiamiamo cieche (…) con l’intestino in fondo alla fistola, lo rimuoviamo attraverso l’ano, e continuiamo l’operazione nel modo che vi ho appena mostrato (…) Se la fistola è aperta solo nell’intestino, e non esce all’esterno, l’operazione è più difficile, perché per realizzarla bisogna trovare il modo di fare un’apertura all’esterno.
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Siti di Flebotomia (Salasso): Molti disegni di Arderne servivano come mappe per i chirurghi. I punti indicano le posizioni esatte delle vene dove era consigliato praticare il salasso per trattare specifiche malattie localizzate nella parte inferiore del corpo.