Nuoro celebra i 150 anni dalla morte del grande democratico sardo
Nuoro dedica il 2026 non solo alle celebrazioni per Grazia Deledda, ma anche al ricordo di una delle figure più originali e radicali del Risorgimento italiano: Giorgio Asproni, autonomista, federalista, repubblicano, voce intransigente della democrazia ottocentesca. A centocinquant’anni dalla morte, la città e le istituzioni culturali sarde riportano al centro del dibattito un protagonista spesso rimasto ai margini della narrazione nazionale, ma oggi più che mai attuale.
Un percorso fuori dagli schemi
Nato a Bitti nel 1809, Asproni rappresenta un caso quasi unico nella storia risorgimentale: un uomo di chiesa che abbandona l’abito talare per coerenza politica. Entrato nel clero non per vocazione ma come via di emancipazione in una Sardegna ancora segnata dai residui feudali, divenne canonico penitenziere della diocesi nuorese nel 1842. Ma il suo spirito riformatore lo portò presto allo scontro con le gerarchie ecclesiastiche.
Difese i pastori, denunciò i privilegi del clero, criticò apertamente la gestione del potere religioso. Nel 1849 rinunciò ai benefici ecclesiastici e scelse la vita civile, lasciando pagine durissime contro quella che definiva la “casta dei preti”. Da quel momento la sua traiettoria politica fu segnata da una coerenza quasi ascetica.
Deputato radicale, federalista e anticlericale
Eletto deputato nel 1848, Asproni si collocò stabilmente nella Sinistra radicale. Il suo pensiero si articolava su tre assi:
suffragio universale e democrazia repubblicana, in sintonia con le idee di Mazzini e Garibaldi;
separazione netta tra Stato e Chiesa, di cui fu uno dei più tenaci sostenitori in Parlamento;
difesa delle comunità sarde, contro le privatizzazioni dei terreni comuni e le politiche che penalizzavano la Barbagia.
Pur stimando l’abilità politica di Cavour, ne contestò il pragmatismo moderato e le scelte di politica estera, come l’intervento in Crimea, giudicato lontano dagli interessi italiani.
Dopo l’Unità continuò la sua attività parlamentare e giornalistica tra Torino, Firenze e Roma. Anche l’adesione alla Massoneria, nel 1867, non attenuò il suo sguardo critico sulla nuova Italia: negli ultimi discorsi denunciò la deriva clientelare e la corruzione amministrativa della capitale.
Una morte povera, un funerale di popolo
Asproni morì a Roma il 30 aprile 1876, in povertà, fedele a una vita priva di ambizioni materiali. Il Parlamento proclamò il lutto ufficiale e celebrò per lui un funerale di Stato, un onore riservato fino ad allora solo a Cavour e Rattazzi. La folla che si riversò nelle strade trasformò l’ultimo saluto in un evento politico. Sulla sua tomba, l’epitaffio che riassume un’intera esistenza: “Non Flectar”, non mi piegherò.
Un pensatore europeo, non solo sardo
La pubblicazione del suo vasto Diario politico ha restituito negli ultimi decenni la statura di un intellettuale capace di coniugare la Barbagia con i grandi movimenti democratici europei. Per molti studiosi, Asproni è oggi un modello di etica pubblica: un politico che non separò mai il pensiero dall’azione.
Le celebrazioni a Nuoro
Mercoledì 29 aprile 2026 l’Auditorium della Biblioteca Sebastiano Satta ha ospitato un incontro molto partecipato promosso dall’Associazione Mazziniana Italiana “Giorgio Asproni”. L’appuntamento ha mostrato come la formula mazziniana “Pensiero e azione” continui a essere una chiave interpretativa del presente.
Il programma proseguirà il 15 e 16 maggio 2026 con un Convegno nazionale organizzato dalla Fondazione Asproni, dedicato al “canonico ribelle”. Interverranno studiosi provenienti da tutta Italia, tra cui Marco De Nicolò (Università di Cassino e del Lazio Meridionale), Fulvio Conti (Università di Firenze), Alice De Matteo (Università di Salerno), Mauro Pala (Università di Cagliari) e Annico Pau dell’Associazione Mazziniana.
Una memoria che parla al presente
Nel 150º anniversario della morte, Nuoro restituisce ad Asproni il ruolo che gli spetta: non solo figura del Risorgimento, ma esempio di rigore morale e impegno civile. La sua voce, spesso scomoda, continua a interrogare il nostro tempo.
Vedi qui il Video “GIORGIO ASPRONI (1876-2026) – A.M.I. – Sezione “Giorgio Asproni” di Nuoro – Presidente Annico Pau“, relativo all’incontro di mercoledì 29 aprile 2026.
L’immagine di apertura è stata generata dall’AI.
