Individuati gli spazi che potrebbero ospitare il futuro Museo dei Minusieri: un progetto per custodire e raccontare quasi quattro secoli di tradizione artigiana torinese.
Torino custodisce una straordinaria tradizione artigiana che spesso rimane nell’ombra dei grandi monumenti e delle residenze reali. Eppure, dietro gli splendidi arredi che ancora oggi ammiriamo nei palazzi storici piemontesi si cela il lavoro di generazioni di maestri falegnami, ebanisti, intarsiatori e carradori. Un patrimonio di conoscenze e abilità che l’Antica Università dei Minusieri si propone di preservare e tramandare.
La storica associazione torinese, le cui origini risalgono al 1636, si appresta infatti a compiere un importante passo verso il futuro. Grazie alla collaborazione della Curia Metropolitana sono stati individuati gli spazi destinati ad accogliere il futuro Museo dei Minusieri, un progetto che mira a valorizzare una delle più significative tradizioni artigiane della città.
La notizia sarà illustrata nel corso dell’Assemblea Generale dei Soci convocata per venerdì 3 luglio presso la sede di via Santa Maria 7. La prima parte dell’incontro, prevista dalle ore 16 alle 18, sarà riservata ai soci dell’associazione e dedicata agli adempimenti statutari, alla presentazione del bilancio e al percorso di trasformazione dell’Antica Università dei Minusieri in Organizzazione di Volontariato, in conformità alle disposizioni della riforma del Terzo Settore.
A partire dalle ore 18 l’iniziativa assumerà invece un carattere aperto alla cittadinanza. Sarà infatti presentato il progetto preliminare del futuro Museo dei Minusieri, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere obiettivi, prospettive e contenuti di una struttura che si propone di raccontare oltre tre secoli di storia artigiana torinese.

L’idea di un museo dedicato ai Minusieri appare particolarmente significativa in una città che ha visto nascere alcuni dei maggiori protagonisti dell’ebanisteria europea. Nomi come Pietro Piffetti e Giuseppe Maria Bonzanigo sono giustamente ricordati tra i grandi maestri delle arti decorative, ma il loro lavoro fu possibile grazie all’esistenza di un articolato sistema di botteghe e maestranze specializzate che costituiva il cuore produttivo della Torino sabauda.
I Minusieri rappresentavano una categoria professionale altamente qualificata. Nelle loro botteghe prendevano forma mobili, boiseries, carrozze, elementi architettonici e oggetti d’arredo destinati alle residenze nobiliari e alle istituzioni religiose. Tecniche come l’intarsio, la lastronatura e l’intaglio venivano tramandate attraverso lunghi percorsi di apprendistato che richiedevano anni di esperienza e grande perizia manuale.
Nel corso del Novecento molte di queste competenze hanno rischiato di disperdersi. L’industrializzazione della produzione e il progressivo declino delle lavorazioni tradizionali hanno reso sempre più raro il patrimonio di conoscenze custodito dagli artigiani del legno. Per questo motivo il progetto museale assume un valore che va ben oltre il semplice interesse storico.
Un museo dei Minusieri potrebbe infatti diventare un luogo dedicato non soltanto alla conservazione di manufatti e documenti, ma anche alla trasmissione di saperi, tecniche e tradizioni che hanno contribuito a costruire l’identità culturale di Torino. Strumenti, punzoni, modelli, disegni preparatori, esempi di intarsio e testimonianze delle antiche lavorazioni, compresi i capi d’opera, potrebbero consentire ai visitatori di comprendere come nascevano i capolavori dell’ebanisteria piemontese.
Al termine della presentazione, i partecipanti potranno visitare il Museo “Verso l’Altro”, dedicato a San Pier Giorgio Frassati, cui seguirà un momento conviviale con rinfresco. Un’occasione per condividere idee, progetti e prospettive future in un clima di amicizia e partecipazione.
«Le città non sono fatte soltanto di palazzi e monumenti. Sono fatte anche delle mani che li hanno arredati, costruiti e decorati. Raccontare la storia dei Minusieri significa raccontare una parte della storia stessa di Torino.»
Chi scrive, che da anni opera nel settore del restauro, dell’antiquariato e divulgazione culturale, socio dell’Antica Università dei Minusieri, non può che accogliere e divulgare con favore ed entusiasmo, un’iniziativa che punta a conservare e trasmettere un patrimonio di conoscenza.
Se il progetto giungerà a compimento, Torino potrà presto disporre di un nuovo spazio dedicato alla memoria di un’antica arte che, dopo quasi quattro secoli di storia, continua ancora oggi a parlare al presente.
https://www.sergiosalomone.eu/

Splendida iniziativa che ci auguriamo possa realizzarsi in tempi ragionevoli.
Grazie Giancarlo. È un progetto a cui teniamo molto e speriamo davvero possa contribuire a valorizzare e far conoscere una parte importante della tradizione artigiana torinese.
Evviva! La nostra Torino , elegante, a volte anche troppo discreta , sveli il sapere ben celato. Per dirla tutta : se la tiri un po’ di più !!
Hai ragione, Annalisa! Torino ha talvolta il difetto di custodire i suoi tesori con troppa riservatezza. Speriamo che questo progetto contribuisca a farli conoscere e apprezzare da un pubblico sempre più ampio. Grazie!