Ancora un’incertezza difensiva condanna il Toro alla sconfitta
Contro la Fiorentina, ad esser sinceri, i granata non hanno giocato la loro miglior partita e l’uscita prematura di
Adams ha ancor più impoverito le velleità offensive di una squadra che soffre la mancanza di Duvan Zapata, uomo squadra oltre che unica vera punta dell’undici di Vanoli.
Entra Njie con le credenziali in regola per far ben sperare, vedi Como, la tifoseria.
Ed invece, dopo fasi altalenanti in cui la Fiorentina afferma la

supremazia territoriale, una incomprensione fra Maripan e Milinkovic – Savic mette il gigliato Moise Kean nelle condizioni di gonfiare la rete di un Toro che nuovamente subisce un gol del tutto evitabile.
Siamo quasi al termine della prima frazione di gioco e non succede più nulla di particolare.
Si riparte e dopo cinque minuti una bella manovra porta i padroni di casa vicino al pari, ma Tameze conclude alto sopra la traversa vanificando un buo fraseggio Pedersen/Vlasic. 
Cinque minuti ed è Sanabria che in semirovesciata sfiora gol, ma la palla va fuori di un niente. Poi più niente, tranne il valzer delle sostituzioni, fino al 70° che registra la più bella giocata dell’intero incontro.
Protagonista il granata Pedersen che conclude a giro cogliendo il palo.
Dall’altra parte Mandragora, entrato da poco, pareggia il conto dei montanti calciando magistralmente la punizione che tale sarebbe stata per Milinkovic – Savic che non ci sarebbe mai arrivato.
L’ultimo sussulto lo crea ancora la Viola con Dodò che al terzo di recupero spara nelle gambe del portierone granata che si salva dal

potenziale raddoppio.
Al 96° l’arbitro manda tutti negli spogliatoi; il Toro esce malamente sconfitto fra le mura amiche: occorrono urgenti misure per non arrivare al derby con una formazione che parte sconfitta ancor prima di scendere in campo.
E Vanoli se ne sta rendendo conto.
(immagini Torino FC)
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