La Fibromialgia come priorità per la Regione Piemonte.
La Regione Piemonte comunica ai suoi cittadini che è attivo il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale, “un documento che definisce i percorsi di cura per garantire diagnosi precoci, migliorare l’assistenza e ridurre i costi per il Sistema Sanitario Nazionale”.
Questo documento si applica con efficacia nel contrasto alla fibromialgia, ed “esiste dal 2017 grazie al lavoro del comitato scientifico dell’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica (AISF), ma purtroppo non è ancora applicato in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”.
Regione Piemonte, in piena continuità e coerenza con quanto fatto con decine di altre patologie, “ha preso l’iniziativa e ha predisposto il percorso per migliorare l’approccio e la cura delle persone con fibromialgia, garantendo diagnosi e trattamenti più tempestivi e mirati”.
I Medici di Medicina Generale, l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, e tutti gli operatori sanitari del comparto pubblico tengono a fare una raccomandazione ai pazienti: “Se sospetti di avere la fibromialgia, non aspettare! Una diagnosi precoce fa la differenza nel migliorare la qualità della vita. Il percorso giusto può davvero cambiare la vita”.
L’Assessore alla Sanità, Federico Riboldi, “Fratelli d’Italia”, fa sapere che “con la Legge Regionale 19 dicembre 2023, n. 34, recante “Disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia”, la fibromialgia è stata riconosciuta – a livello regionale – patologia cronica e invalidante”.
Questa notizia serve a far capire quanto la Giunta, guidata da Alberto Cirio, abbia a cuore la sanità pubblica, l’eccellenza in medicina ma, soprattutto, il benessere dei cittadini piemontesi.
I pazienti non sono soli.
Se hanno sospetto di essere affetti da tale patologia possono “rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale che indirizza verso le figure professionali specializzate nella gestione del disturbo: reumatologi, fisiatri, psichiatri, psicologi, infermieri, fisioterapisti e nutrizionisti”.
La fibromialgia non va sottovalutata in quanto “interessa approssimativamente 1.5/2 milioni di italiani e insorge prevalentemente nelle persone di sesso femminile in età adulta con un rapporto uomo-donna 3:7, con esordio tra 25 e 35 anni per gli uomini e tra 45 e 55 anni per le donne”.
Questa patologia, subdola quanto invalidante, “è un’espressione di dolore cronico diffuso afferente alle sindromi da sensibilizzazione centrale (SNC)”.
L’attenzione che Regione Piemonte dedica a queste persone è sintomo di un grande potere che la politica ha nel processo di miglioramento e conservazione di una buona sanità pubblica.

Dovrebbero fare tutte le Regioni Italiane perché purtroppo la Fibromialgia Reumatica c è e purtroppo è una malattia imprevedibile da provare allora SI può capire……
Purtroppo è una malattia invalidante,e non riconosciuta.
Solo chi ha può capire….la Fibromialgia Reumatica
Io fortunatamente sono in Cura ha Pisa Ospedale Santa Chiara Personale Paramedico, e Dr.ssa Bazzighi Laura,che continua portare in giro per Italia, per conoscere la Patologia come purtroppo dura di guarire…..
Come ti sei trovata a Pisa? Grazie io non ne posso piu di essere piena di dolori.