Gerado Di Fonzo - Atlantide/2026
Lo stupore che non è mai abbastanza
Ogni paesaggio custodisce un significato che va oltre ciò che lo sguardo incontra. Il cammino offre il tempo per
riconoscerlo. La bellezza condivisa diventa una forma di conoscenza, e la conoscenza coltiva il desiderio di altra bellezza.
Ogni estate Ferragosto porta con sé un’infinità di proposte. Da molti anni, la mia scelta segue una direzione precisa: salire in montagna per ascoltare un concerto.
Quest’anno l’appuntamento sarà a Rucas, un luogo dove il paesaggio accoglie il silenzio e la musica trova uno spazio naturale. È un invito rivolto a chi ama il cammino, il belcanto e la montagna vissuta come esperienza capace di lasciare un segno.
Il mio primo Concerto di Ferragosto risale al 15 agosto 1985, al Rifugio Piero Garelli, nelle Alpi del Marguareis. Con mia moglie e mia figlia raggiunsi il rifugio lungo il sentiero, insieme a centinaia di persone animate dallo stesso desiderio. Da allora quell’appuntamento è diventato parte della mia estate.
Ricordo ancora l’Orchestra Bruni di Cuneo diretta dal maestro Mosca, il primo violino Bruno Pignatta e tanti musicisti formatisi nella scuola di alto perfezionamento musicale di Saluzzo. Rossini, Strauss, Bizet, Shostakovich e molti altri compositori accompagnavano la giornata con una naturalezza sorprendente, come se quelle note appartenessero da sempre alle montagne.
Con il tempo ho compreso che il concerto rappresenta il vertice di un’esperienza iniziata molto prima.
Comincia nel momento in cui nasce il desiderio di partire. Prosegue preparando lo zaino, osservando il meteo, raggiungendo il punto di partenza, percorrendo il sentiero. Ogni passo modifica il ritmo del respiro, amplia lo sguardo e restituisce attenzione alle cose essenziali. Il vento porta il profumo delle conifere e delle erbe alpine, i ruscelli accompagnano il cammino, le rocce raccontano una storia antica, il silenzio prepara l’ascolto.
Quando l’orchestra inizia a suonare, la musica entra in dialogo con tutto ciò che il cammino ha già costruito. Il paesaggio diventa parte della partitura, la luce accompagna le armonie, il cielo diventa la volta del teatro più grande che si possa immaginare.
In quel momento si comprende che la montagna offre molto più di un panorama. Invita a rallentare, ad ascoltare, a condividere. Ricorda che la bellezza cresce quando viene vissuta insieme agli altri e che ogni esperienza autentica lascia il desiderio di continuare a cercare.
Da molti anni porto con me anche la macchina fotografica. Ogni immagine conserva un frammento di quella giornata, pur sapendo che la fotografia trattiene soltanto una parte dell’esperienza. Il resto appartiene alla memoria, ai passi percorsi, ai silenzi condivisi, alle emozioni che continuano il loro cammino anche quando la sera riporta tutti a casa.
Ogni Concerto di Ferragosto termina con l’ultimo applauso. Il cammino, invece, continua. Accompagna il ritorno, entra nei pensieri, si posa con noi quando il corpo ritrova il riposo.
Forse è proprio questo il dono più grande della montagna.
Ogni paesaggio custodisce un significato che va oltre ciò che lo sguardo incontra. Il cammino offre il tempo per riconoscerlo. La bellezza condivisa genera conoscenza, e la conoscenza alimenta lo stupore.”
Gerardo Di Fonzo
