Un percorso avvincente tra storia, società e giurisprudenza
Ci sono studiosi che hanno la capacità di affrontare argomenti complessi – tali soprattutto in ragione della difficoltà nel districarsi nel mare magnum delle fonti – con una tale leggerezza e nello stesso tempo senza perdere di vista la filologia, realizzando testi che offrono squarci di conoscenza anche su temi apparentemente molto specialistici.
È il caso di Ioanna Lordanou, che con il suo volume I servizi segreti di Venezia. Organizzazione dei servizi d’informazione nel rinascimento, propone un percorso avvincente tra storia, società e giurisprudenza nell’intricato periodo in cui la longa manus del Consiglio dei Dieci di fatto faceva il bello e il brutto tempo nella Serenissima.
L’autrice, docente a Oxford, ha condotto un’indagine capillare, dedicando anche un interessante approfondimento sulle questioni legate alla crittologia, che a Venezia aveva strutturato un vero e proprio centro specializzato nella codificazione di informazioni attraverso tipologie di linguaggi creati in modo da renderli oscuri e accessibili solo a un numero limitato di persone. È implicito che la sicurezza dei sistemi di crittografia era proporzionale alla loro complessità e indirettamente al numero di persone che ne conoscevano il codice.
Quello di Venezia era probabilmente il servizio segreto più evoluto del periodo, questo grazie anche alla notevole disponibilità economica che consentiva di operare su larga scala e con un elevato numero di agenti.
Sul piano più marcatamente sociologico, il libro evidenzia che la consapevolezza della capillare presenza di servizi d’informazione segreti, alimentò una cultura del sospetto, ricadendo pesantemente nei rapporti interpersonali, con tutti gli effetti che tale situazione poteva determinare.
La relazione tra il Consiglio dei Dieci e l’Inquisizione fece da effetto volano in tutta una serie di casi in cui le informazioni, ottenute attraverso i metodi tipici dell’intelligence, svilupparono vere e proprie guerre sotterranee nel magmatico universo costituito da una città internazionale affascinante e anche un poi’ misteriosa.
Il libro di Ioanna Lordanou si struttura affrontando tre temi specifici: la dimostrazione che i servizi segreti di stato non siano solo una creazione dell’Europa moderna; la conferma che Venezia fu uno tra i primi stati dell’inizio della modernità ad aver creato un servizio spionistico; la constatazione che lo spionaggio veneziano non agì solo servendosi della lente politica, ma anche di quella attenta alle condizioni socio-economiche.
Le premesse dell’autrice sono brillantemente affrontate e soddisfatte.
Ioanna Lordanou, I servizi segreti di Venezia. Organizzazione dei servizi d’informazione nel rinascimento, Leg Edizioni, pag. 348, Euro 24,00
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