30 Settembre 2026

4 thoughts on “Quando la dialettica politica lascia il posto alla caciara”

  1. L’unico vero interesse dei politici è rimpinguare le loro tasche ben consapevoli di non poter, voler fare nulla di significativo. Probabilmente non ne sono neppure in grado e allora si buttano sulle parole, tante e spesso inutili o incomprensibili come quelle della Schlein e company. Abbiamo dei ciarlatani a destra e a manca e la cosa buffa è che sono pure votati dal popolo. Popolo che si comporta allo stesso modo. Quante persone pare che nel cervello abbiano aria fritta e si atteggiano a illuminati. Ormai credo che non potremo cambiare più una realtà fatta solo di fuffa e di gente che non vuole prendersi responsabilità per alcunché. Triste fine di un popolo che forse un tempo lontano aveva delle indubbie qualità.

  2. Purtroppo caro Sartoris, non è solo il linguaggio da trivio che caratterizza i nostri politicanti, ma la pochezza del pensiero, l’inesperienza, la mancanza di cultura e il tirare a giornata. Sono esseri spregevoli, infatti ostacolano l’introduzione delle preferenze nella riforma elettorale pertimore di venire surclassati e emarginati.Per dirla con Ugo La Malfa sono “misserabbili”

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