Un tempo i colpi di stato li facevano i generali oggi il testimone è passato di mano…..
Molti osservatori parlano di un uso crescente della magistratura contro i principali oppositori politici del presidente Recep Tayyip Erdoğan.
Il caso più noto è quello di Ekrem İmamoğlu, arrestato nel 2025 e tuttora coinvolto in numerosi procedimenti penali per accuse di corruzione, terrorismo ed e spionaggio, accuse che lui respinge definendole politicamente motivate. Il governo turco sostiene invece che la magistratura agisca in piena indipendenza.
Negli ultimi mesi si sono aggiunti altri provvedimenti contro il principale partito di opposizione, il CHP. Una decisione giudiziaria ha annullato il congresso che aveva eletto il leader Özgür Özel, provocando una profonda crisi interna e accuse da parte dell’opposizione di un vero e proprio “colpo di mano giudiziario”. Il governo respinge queste accuse.
Questa serie di azioni giudiziarie ha suscitato critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani e di numerosi governi occidentali, che esprimono preoccupazione per lo stato dello Stato di diritto e del pluralismo politico in Turchia.
Il 30 luglio 2026 la procura di Ankara Ovest ha disposto il fermo di 55 persone, tra cui il sindaco di Etimesgut, Erdal Beşikçioğlu, eletto con il CHP (Partito Popolare Repubblicano), oltre a 42 dipendenti comunali e 13 dirigenti d’azienda. Le accuse comprendono associazione per delinquere, peculato, corruzione, turbativa d’asta, estorsione e presunte irregolarità negli appalti pubblici.
Secondo il Ministero della Giustizia turco, l’inchiesta riguarda presunte irregolarità negli appalti del comune, nelle concessioni dei parcheggi e nelle autorizzazioni urbanistiche. Il governo sostiene che le indagini siano condotte da una magistratura indipendente e siano motivate esclusivamente da elementi di natura penale.
Il CHP, invece, considera questa operazione parte di una più ampia campagna giudiziaria contro gli amministratori dell’opposizione. L’arresto di Beşikçioğlu si inserisce infatti in una serie di procedimenti che negli ultimi due anni hanno coinvolto numerosi sindaci del CHP, tra cui il caso di Ekrem İmamoğlu, alimentando un intenso dibattito sullo stato dello Stato di diritto e sulla separazione dei poteri in Turchia.
