Ci sono sviluppi concreti, ma è importante distinguere tra retorica politica molto aggressiva e smantellamento effettivo della NATO.
Al momento non ci sono prove che gli Stati Uniti abbiano avviato una procedura formale per uscire dalla NATO o per sciogliere l’alleanza, quello che invece è avvenuto è che Trump ha duramente criticato diversi alleati europei (Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna), che è stato ordinato il ritiro di circa 5.000 militari dalla Germania, la costante pressione affinché gli europei aumentino drasticamente la spesa militare e assumano maggiori responsabilità per la difesa del continente.
In recenti interviste Trump ha ribadito di essere rimasto “deluso” da diversi alleati NATO per il loro atteggiamento durante la crisi con l’Iran. Ha accusato soprattutto Italia, Francia, Germania e Regno Unito di non aver fornito il sostegno politico e logistico che si aspettava dagli alleati, riservando invece apprezzamento per Polonia e Turchia.
Nel caso italiano, che ha provocato uno scontro pubblico tra Trump e Meloni, la tensione è particolarmente evidente dopo il rifiuto del governo italiano di concedere un utilizzo più ampio delle basi italiane per operazioni legate al conflitto con l’Iran.
A complicare la questione è la vicenda dei “500 voli partiti dall’Italia verso l’Iran” nata da una dichiarazione del segretario generale della NATO, Mark Rutte, che ha affermato che circa 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi USA in Italia a supporto dell’operazione americana contro l’Iran.
La questione controversa è che tipo di voli fossero.
Secondo il governo italiano e il ministero della Difesa guidato da Guido Crosetto l’Italia avrebbe autorizzato solo attività previste dagli accordi esistenti, si sarebbe trattato di voli tecnici, logistici, di trasporto e supporto e non sarebbero state autorizzate missioni di attacco (“attività cinetiche”) anche perché eventuali richieste che andavano oltre questo perimetro sarebbero state respinte.
Per questo la Difesa ha definito le parole di Rutte “fallaci” o comunque fuorvianti, sostenendo che rischiano di far credere che l’Italia avesse partecipato direttamente ai bombardamenti contro l’Iran.
