La sfrontatezza degli ambientalisti ormai non conosce limiti, mentre la Regione Piemonte latita
Cia Agricoltori delle Alpi ha invitato gli associati e tutti i cittadini a partecipare all’incontro pubblico “L’ideologia vegan-animalista deve restare fuori dalla scuola”, che si è tenuto venerdì 31 ottobre, alle 20,30 al Foro Boario di Crodo (VB).
L’iniziativa scaturisce dalla pubblicazione del “Diario Amico 2025/2026” distribuito in oltre settemila copie nelle scuole del VCO in Piemonte, a cura dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte – Ambito Territoriale del Verbano-Cusio-Ossola, con contenuti educativi che la stessa Cia giudica del tutto inaccettabili, in quanto errati, fortemente ideologici e offensivi per gli allevatori.
In particolare, nel racconto “Blog in Val Formazza Miaoo!!”, scritto da un’alunna di dodici anni, una bovina risponde alle domande di un gatto dicendo che “mi fanno partorire per poi mettere il latte in vendita … ricavando dei soldi… (e dunque gli allevatori) sono dei ladri” – “dovremmo bere latte vegetale”, mentre al lupo si fa dichiarare “sto facendo una dieta vegetale”.
«Intervenire sulla benevola predisposizione di qualsiasi bambino nei confronti del mondo animale – afferma Cia Novara Vercelli VCO nel proprio sito istituzionale – significa avviare gli alunni, come Cappuccetto Rosso, su una strada sbagliata che li conduce, inconsapevoli, verso il bosco. E nel bosco possono trovare anche simpatici orsacchiotti, che però, purtroppo, spesso non ricambiano i medesimi sentimenti che gli umani, inconsapevoli, provano per loro».
Cia ricorda che “le bovine partoriscono prima di tutto per riprodursi e per dare vita ai vitellini da tutti tanto amati”, mentre “i lupi – prima di avviarsi alla dieta vegetale, un processo che richiederà qualche secolo di adattamento della specie – si sono sbranati schiere di piccoli agnellini a cui, per qualche ragione, nessuno importa: solo se e quando destinati all’alimentazione umana, si levano voci a loro difesa. Se a sbranarli è invece il povero lupo, il medesimo agnello è tranquillamente sacrificabile”.
Sotto accusa anche il “mito” del “latte vegetale” (quello di soia, per dire), “prodotto in larga misura nei terreni deforestati e sottratti agli indigeni d’Amazzonia. Non proprio un modello invidiabile di sostenibilità ambientale, sociale ed economica”.
Mentre Cia ritiene la pubblicazione offensiva della categoria degli allevatori (definiti cafoni, ladri e sfruttatori), l’Associazione nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, con cui la stessa Cia è in stretto contatto (vicepresidente è Pamela Napoli, socia Cia), ha dato vita a una spontanea petizione su Change org, richiedente il ritiro e la distruzione di tutte le settemila copie del Diario.
Ad aprire il dibattito di Crodo, sarà il sindaco Pasquale Folchi. Hanno partecipato come relatori Michele Corti, presidente dell’Associazione nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali e già professore universitario di Zootecnia di montagna; la vicepresidente della stessa Associazione, l’allevatrice Pamela Napoli; Giovanni Todaro, giornalista e scrittore; Daniele Botti, direttore Cia Novara Vercelli VCO; Vittoria Riboni, allevatrice e già presidente dell’Ente Aree Protette dell’Ossola. È stata invitata come relatrice anche Concetta Noto, dirigente dell’Ufficio IX – Ambito territoriale del VCO.
Attendiamo spiegazioni dai fantomatici assessori competenti della Regione Piemonte.
