Elena Chiorino
Un confronto a tutto campo sulla crisi dell’Automotive in Piemonte, con la presenza di Stellantis, ha caratterizzato la giornata del Consiglio regionale aperto, ospitato presso la città metropolitana.
Martedì il consiglio regionale del Piemonte ha tenuto una seduta aperta alle forze politiche e sociali per dibattere le problematiche relative alla crisi dell’Automotive, comparto interessato da rilevanti interventi della Cassa integrazione Guadagni nei confronti dei lavoratori dello Stabilimento di Mirafiori e ancor più verso le aziende dell’indotto ove, oltre all’intervento della CIG, si sono registrate chiusure di unità produttive.
Nella seduta del consiglio regionale si sono registrati tre momenti significativi:
- La messa in atto da parte delle Giunta Cirio di ingenti stanziamenti ad integrazione della Cassa Integrazione, a salvaguardia delle condizioni di vita dei lavoratori.
- L’esposizione di misure indispensabili per affrontare il futuro della produzione automobilistica, tra le esigenze di mercato e i limiti della legislazione europea, studiate dalla Confindustria e Anfia, a tutela delle aziende dell’indotto.
- L’autorevole presenza di Stellantis ha poi contribuito a rasserenare il clima della seduta, almeno per i partecipanti privi di preconcetti.
La Regione Piemonte ha stanziato 20 milioni di euro attraverso il Programma GOL per finanziare il Fondo Formazione Occupazione, una misura innovativa e unica in Italia, con il costante supporto del Governo Meloni. Il fondo prevede un’integrazione salariale per i lavoratori in cassa integrazione o in contratto di solidarietà e la possibilità di accedere a percorsi di riqualificazione con un’indennità di partecipazione fino a 600 ore nel primo ciclo. “Abbiamo messo il doppio delle risorse inizialmente stimate con le parti sociali, dimostrando con i fatti che il sostegno al lavoro e alla competitività non è solo uno slogan, ma una priorità per questa Giunta” ha affermato il vicepresidente Chiorino, specificando che questo permetterà di estendere la platea potenziale ad oltre 10.000 lavoratori.
L’erogazione dell’indennità avverrà direttamente tramite INPS, semplificando l’accesso alle risorse e garantendo rapidità nell’attuazione della misura. Il progetto, inizialmente pensato per l’automotive, grazie all’intervento del Governo, è stato esteso a tutti i settori in crisi. “Non accettiamo l’idea che esistano lavoratori di serie A e di serie B. Chiunque si trovi in difficoltà deve poter contare su strumenti concreti per affrontare il futuro con maggiore sicurezza” ha aggiunto il vicepresidente.
Lo sforzo sulla formazione impostato dalla Regione è senza precedenti: ai 20 milioni stanziati attraverso il Programma GOL si aggiungono infatti i 96 destinati alle Accademie di Filiera e ai 115 milioni sui Servizi al lavoro e formazione.
” Il Piemonte non si arrende alla crisi, ma agisce con determinazione e pragmatismo. Abbiamo messo in campo soluzioni reali per tutelare i lavoratori dell’automotive e di tutte imprese in difficoltà. Con il Fondo Formazione Occupazione, il nostro obiettivo non è la semplice assistenza, ma garantire formazione, dignità e futuro a chi oggi si trova in difficoltà.” Così il Vicepresidente e Assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino, ha commentato le misure adottate dall’amministrazione regionale a supporto di un settore strategico colpito da una crisi senza precedenti.
E’ poi seguita in presenza o in collegamento, la passerella di esponenti politici nazionali e parlamentari europei. A prescindere della posta in gioco e dal destino dei lavoratori coinvolti, è stata l’occasione del distinguo ideologico e, da parte di alcuni, per proporre attacchi strumentali contro il governo Meloni o quello regionale, e anche in aperta contraddizione con prese di posizioni assunte in passato o con precedenti iniziative ostili al gruppo automobilistico o contro il ricorso all’energia nucleare, oggi invece invocata per abbattere i costi energetici.
Pronta la replica della vicepresidente Chiorino: “Non permetteremo che la nostra industria automobilistica venga sacrificata sull’altare di un’ideologia, i cui danni ci hanno portato al Consiglio regionale di oggi” ha dichiarato Chiorino. “La deriva Green imposta dall’Europa, senza una reale strategia industriale, sta mettendo in ginocchio un intero settore. La transizione ecologica deve essere gestita con buon senso, non con imposizioni ideologiche che distruggono posti di lavoro e che neppure portano vantaggi in termini di emissioni”.
Il vicepresidente ha anche rivolto un messaggio a Stellantis: “Registriamo un cambio di passo che non può che farci guardare al futuro con ottimismo e ne diamo atto all’azienda. Vigileremo affinché gli impegni presi si traducano in azioni concrete, ma non solo: garantiremo a Stellantis ogni supporto possibile volto al rilancio del settore automotive e alla tutela dei suoi lavoratori, che sono tanto per l’azienda quanto per questo territorio un patrimonio unico e dal valore inestimabile”.
Tra le dichiarazioni dei segretari delle sigle sindacali, è apparsa incoerente quella del segretario regionale della CGIL Airaudo che con toni messianici, ha cercato di mettere in evidenza i sintomi lontani della crisi dell’auto, ma ha volutamente taciuto le sue posizioni ostili allo sviluppo di Mirafiori voluto da Marchionne, che hanno causato, oltre alla rottura dell’Unità sindacale, il trasferimento di modelli che avrebbero dovuto essere prodotti a Mirafiori, in Serbia.
Sarebbe opportuno che in questo momento, rinunciando a disdicevoli passerelle, come saggiamente proposto dal segretario della Cisl Luca Caretti tutti soggetti interessati si confronti per il “Bene Comune “. Serve un piano regionale sull’industria, con la regia della Giunta Cirio, condiviso con tutti i soggetti coinvolti per affrontare le transizioni e soprattutto per costruire il futuro. Da Stellantis ci aspettiamo una maggiore attenzione al nostro territorio e impegni precisi su Mirafiori. Per questo va rivitalizzato il confronto con l’azienda anche a livello territoriale, aprendo una nuova fase di relazioni industriali e istituzionali”, afferma Caretti.
Chiorino non ha risparmiato critiche a chi oggi cerca di strumentalizzare la crisi per fini politici: “Non accettiamo lezioni da chi ha ignorato per anni i problemi del settore. La sinistra, che ora si erge a paladina dei lavoratori, è la stessa che ha applaudito all’accordo sulla nascita di Stellantis senza nemmeno sedersi al tavolo, e precludendo così la possibilità al Governo di entrare nel gruppo. Non solo: sempre la sinistra ha abbracciato il Green Deal, lasciando marcire la situazione senza mai intervenire con misure concrete, ma sposando invece l’idea di una decrescita rivelatasi poi infelice. Nei programmi elettorali chiedono di ridurre l’utilizzo di auto, poi a pochi giorni di distanza dal Consiglio regionale aperto sull’automotive presentano ordini del giorno per incentivarne la produzione. Una contraddizione unica. Oggi, grazie al centrodestra, c’è finalmente un piano serio e strutturato per difendere il lavoro e garantire il futuro del comparto produttivo”.
“Il Piemonte che vogliamo non è quello che si rassegna alla crisi, ma quello che investe sulle persone e sul lavoro. Noi non ci limitiamo a distribuire sussidi: stiamo costruendo – in sinergia con il Governo – una strategia per rilanciare il nostro tessuto industriale, per mantenere il ruolo centrale della manifattura. Questo è il nostro impegno e lo porteremo avanti con determinazione” ha concluso Chiorino.
Sono poi seguiti gli interventi delle parti datoriali. Il vicepresidente Unione Industriali di Torino, Antonio Casu, chiede “alla Regione di tenere alta l’attenzione su questi temi nei confronti del Governo e della Commissione Europea, senza abbassare la pressione. La Commissione ha recentemente aperto alla possibilità di una maggiore gradualità nell’applicazione delle sanzioni ambientali. Altro aspetto fondamentale è il costo dell’energia, una delle leve principali della competitività”. In conclusione, il nostro compito oggi è chiaro: lavorare insieme per costruire una visione unitaria, capace di mantenere Torino e il Piemonte protagonisti della mobilità globale. Con il contributo delle istituzioni, delle imprese e di tutti noi, possiamo fare la differenza e riportare il nostro territorio al centro dell’innovazione e della produzione
E’ poi intervenuta la dottoressa Patrizia Paglia, delegata Automative di Confindustria Piemonte che ha illustrato le linee di azione sulle quale si sta impegnando Anfia e Confindustria che posso così sintetizzarsi 
Modifica della regolamentazione CO2sia veicoli leggeri che pesanti con inserimento di flessibilità (es. carbon correctionfactor) che consentano di valorizzare i carbon neutralfuelse ripristinare la neutralità tecnologica
Intervento per la mitigazione delle sanzioni 2025 per auto, veicoli commerciali leggeri e veicoli pesanti
Interventi diretti e semplificati per la competitività (costo energia, temporary framework per sostegno imprese in ogni territorio e di ogni dimensione, investimenti R&D)
Piano europeo di rinnovo del parco con schema unico che valorizzi le produzioni europee oggetto di un prossimo conforto in UE
“Sono 1,28 milioni gli addetti automotive in Italia, la componentistica in Piemonte occupa oltre 56 mila dipendenti. Registriamo cali pesanti del fatturato, di 32% fino al 50%, così è impossibile resistere”.
Alberto Russo vicepresidente associazione piccole e medie imprese ha chiesto “una moratoria sugli interessi per investimenti già effettuati. Bisogna rivedere il meccanismo di cassa integrazione per sostenere l’occupazione e le misure a sostegno della riconversione industriale in ottica green”.
Per Giovanni Genovesio, presidente regionale Cna Piemonte “serve supportare le imprese nella riconversione e questo richiede investimenti importanti. È necessario che il pubblico e gli istituti di credito supportino le Poi”.
Il presidente Cna Torino, Nicola Scarlatelli, ha sottolineato che il mondo delle Pmi ha saputo diversificare, il comparto manifatturiero non è scomparso. Mettiamo le nostre qualità a fattore comune, i nostri diritti non hanno un prezzo”.
La lunga seduta del Consiglio aperto si è poi conclusa con un messaggio propositivo e di fiducia giunta da Stellantis.
Antonella Bruno, responsabile mercato Italia dell’azienda, ha ringraziato la Giunta per le misure a favore della filiera, ha confermato la centralità dell’Italia ed ha affermato che il piano prevede nuovi modelli negli stabilimenti italiani, che tutti i siti rimarranno in attività e l’occupazione sarà salvaguardata. Ha poi ribadito che “il 2025 sarà ancora di transizione, ma ci sarà una risalita nel 2026, con 10 aggiornamenti di prodotti realizzati in Italia”.
Quanto a Torino, Bruno ha affermato che “Mirafiori è un polo vivo, con attività strategiche per il gruppo, a partire dall’economia circolare, poi il battery technology center, che ha competenze straordinarie e grandi potenzialità di crescita, poi il Plant che produce i cambi per i motori ibridi. Qui la 500 ibrida arriverà a 130-140mila unità l’anno. Confermiamo anche la nuova generazione della 500 elettrica nel 2032”.
La manager ha poi ricordato che la sede da cui parte il coordinamento di attività vendita e marketing in Europa è stata insediata a Torino, a confermare la centralità della città.
Giuseppe Manca, responsabile Risorse umane, ha affermato: “Non abbiamo mai licenziato nessuno, ma abbiamo fatto procedure di incentivazione all’esodo ed è probabile che ne faremo ancora. Intanto però stiamo stabilizzando oltre 100 ingegneri under 35, perché la nostra intenzione è garantire il futuro: si occuperanno di progetti strategici, digitalizzazione, intelligenza artificiale, elettrico”.
Le dichiarazioni di Stellantis sono state accolte con favore dal capogruppo di Forza Italia Paolo Ruzzola che ha sottolineato «Dagli interventi dei rappresentanti di Stellantis Manca e Bruno abbiamo raccolto l’impegno a far tornare centrale Mirafiori, Torino e l’Italia nella produzione delle sue auto. Questo passaggio è fondamentale e se c’è stato è grazie alla solidità dimostrata da parte della Giunta Cirio e del Governo, istituzioni che non hanno fatto sconti negli scorsi mesi. Il centrodestra, Forza Italia ci saranno sempre per chi produce e investe sul nostro territorio. Per questo chiediamo un cambio di strategia anche a livello europeo: siamo affidabili partner dell’Europa ma è ora di avere politiche industriali integrate degne di questo nome. E soprattutto non si può continuare a permette che all’interno dell’Unione sia permesso il dumping tra Stati aderenti».
In chiusura la replica dell’assessore Chiorino, che ha ringraziato per gli spunti emersi e ha ribadito che “Quando si supporta l’impresa si supportano anche i lavoratori ed il dato occupazionale. Siamo a fianco di chi vuole produrre e di chi vuole portare lavoro”.
