Organizzate dall’Associazione Italiana Ex Internati (ANEI) presso il Museo del carcere “Le Nuove”
Ottant’anni fa, nonostante la guerra fosse finita da sette mesi, stavano ancora tornando a casa i militari italiani sopravvissuti ai lager tedeschi, quelli che Hitler chiamò Internati militari per privarli dei diritti spettanti ai prigionieri di guerra.
Storie diverse, che hanno riguardato tantissime famiglie, ma con tanti punti in comune: la denutrizione, la ricerca ossessiva del cibo, la paura, le malattie, come il tifo e la tubercolosi, ma soprattutto l’indifferenza di chi non voleva ascoltare le loro storie, la mancanza di un riconoscimento istituzionale e storiografico, l’ostracismo delle parti politiche, la difficoltà nel trasmettere l’esperienza vissuta, tanto cruda da non sembrare possibile.
Molti non volevano parlare per proteggere i propri figli dal dolore.
Per molto tempo la loro storia è stata marginale nei percorsi scolastici e civili. Solo negli ultimi decenni, troppo tardi perché sono quasi tutti scomparsi, ci si è accorti del loro ruolo nelle sorti della guerra e della loro resistenza passiva che è stata una delle prime, se non la prima, resistenza al rinato stato fascista della Repubblica Sociale dietro cui il vero manovratore era Hitler.
Oggi la Giornata degli Internati Militari Italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, istituita con la legge italiana n. 6 del 13 gennaio 2025, viene celebrata ogni 20 settembre.
Questa data è simbolica, poiché fu il giorno in cui Hitler sottrasse gli IMI alle tutele della Convenzione di Ginevra, condannandoli a condizioni di prigionia disumane.
Prima che ci si dimentichi di loro e del loro sacrificio per la pace e per la libertà l’Associazione Italiana Ex Internati (ANEI) organizza a Torino due eventi da non perdere assolutamente.
La mostra “La guerra di Dino lettera per lettera” basata sull’omonimo libro di Ico Ferrero, che è già visitabile e lo sarà fino al 31 gennaio 2026.
Le informazioni per visitare gratuitamente le due mostre, allestite entrambe presso il Museo del carcere “Le Nuove” di Torino, sono reperibili nelle due locandine allegate.
La mostra “La guerra di Dino lettera per lettera” è visitabile solo il sabato e la domenica prenotandosi sul sito internet del Museo delle Nuove.

La mostra “L’arte in prigionia, un nuovo inizio per l’Europa”
Quei nostri padri, militari internati nei lager tedeschi dopo l’8 settembre 1943, portarono con sé, nell’esperienza drammatica in cui si vennero a trovare, la consapevolezza di aver compiuto una scelta: quella contro la guerra e contro un’Europa soggiogata dal nazifascismo. In loro vivevano il rigore morale, il senso dell’onore e della dignità che avevano reso possibile quella scelta.
In quell’umanità, ogni giorno aggredita dalle dure condizioni di vita loro imposte, ma da esse in qualche modo fortificata e moltiplicata, erano presenti – in misura diversa ma universale – la capacità di esprimersi, di elaborare intellettualmente e sentimentalmente, di trasmettere la cultura di cui erano portatori.
Nel contesto della mostra sugli IMI, è su queste tracce che vogliamo invitare a riflettere: sulle diverse materializzazioni di umanità, attraverso un ventaglio di opere – grafica, pittura, parole scritte – selezionate e presentate per l’occasione, come frammenti vivi di una memoria che ancora ci parla.
La mostra “L’arte in prigionia, un nuovo inizio per l’Europa” con prenotazione: 331 2173408 oppure 011 7604881 o www.museolenuove.it

