Lido di Torre del Mare SV
Il sole gioca sempre dei brutti scherzi
L’estate avanza inesorabilmente. Il calore di questi giorni infuocati alimenta una dimensione infernale alla quale non siamo abituati.
C’è chi fugge verso le fresche montagne alla ricerca di quel benessere che sembra scomparso nelle località cittadine o costiere, e c’è chi resta al mare, confidando nel ristoro di un bagno.
In questi giorni le spiagge sono gremite di turisti e l’accesso al mare si può solo ottenere scavalcando distese di corpi semi arrostiti o introducendosi tra le file di sdraio, disturbando, inevitabilmente, gli ospiti rannicchiati sotto provvidenziali ombrelloni.
Il mare sembra quasi irraggiungibile. Uno sconfinato deserto di sabbia rovente ci separa da quella lingua azzurra che promette benessere e refrigerio.
Molti turisti raggiunta con difficoltà la propria posizione, aprono l’ombrellone, apparecchiano il piccolo tavolino con bibite gelate, cellulari e altri strumenti elettronici, confidando in un momento di relax e di riposo mentale.

E’ proprio la necessità del riposo, forzato come un obbligo inderogabile, a lasciare più perplessi.
Siamo proprio sicuri che restare giornate intere sotto il sole cocente a sonnecchiare sia così riposante?
A giudicare dall’umore delle persone e da quello che verbalizzano… direi proprio di no.
In altri casi le cosiddette vacanze possono essere anche dominate da eccessi di attività, soprattutto attività sportive, piuttosto faticose se non addirittura massacranti, come escursioni molto impegnative, lunghe traversate in barca vela o viaggi spartani, con zaino e tenda che farebbero rimpiangere la comoda poltrona del nostro soggiorno.
Altre attività sono quelle legate agli aspetti culinari. Non parliamo delle variopinte insalate di stagione con gamberetti e tonno, rinfrescanti e leggere pietanze nate per combattere i giorni di canicola, parliamo di quelle cene a base di lasagne alla ligure, con besciamella, pesto, parmigiano, mozzarella, olio, sale; oppure delle energetiche pappardelle al sugo di lepre con cotiche e cipolla, innaffiate da quantità importanti di Parmigiano Reggiano.
Alcune volte ci troveremo addirittura a dover combattere una inverosimile battaglia con un piatto a base di polenta concia fumante e gorgonzola di Novara. Qualcuno si risentirà di questo commento provocatorio, sappia però che non si vuole assolutamente criticare un piatto tanto squisito e delizioso, da consumere nella fredda stagione, quanto sottolineare l’improbabile abitudine di proporlo in una torrida serata d’estate.
La scelta dei vini sembra vertere su bianchi fermi o bollicine, rigorosamente freschi, ma non ghiacciati. A volte compariranno anche rossi piemontesi di alta gradazione, più adatti alla polenta e gorgonzola, o alle pappardelle al sugo di lepre.
La cosiddetta slatentizzazione delle inibizioni porterà alcuni individui ad assumere comportamenti bizzarri.
Il caldo, lo stress da vacanza, l’assoluta necessità a rincorrere divertimenti o momenti di gioia che dovrebbero essere la cifra delle nostre ferie, comportano l’inevitabile delusione di fronte alla cruda realtà.
La delusione per un luogo che non ha rispettato le nostre aspettative o il senso d’ingiustizia che emerge ogni volta si verifica un banalissimo inconveniente, vengono vissuti come un affronto verso coloro che hanno atteso per un intero anno il periodo di meritato riposo.
Allora la parte animale del turista frustrato emerge senza remore: si osservano liti furibonde per un parcheggio, scenate a cielo aperto per il ritardo di una portata al ristorante, liti coniugali senza motivo apparente, e mille altre occasioni nelle quali osserviamo sdoganarsi una aggressività sconosciuta persino agli stessi protagonisti dei bisticci.

Per non parlare dei discorsi fatti sotto l’ombrellone.
Normalmente il totale rilassamento mentale, che avviene raramente e solo se le condizioni lo consentono, può portare l’individuo ad una completa atarassia, ovvero a una totale tranquillità e assenza di agitazione.
Questo termine filosofico, già usato da Democrito (il filosofo che ha ipotizzato l’esistenza dell’atomo), e adottato principalmente dalle scuole post-aristoteliche, stoiche, epicurea e scettica vuole descrivere «la perfetta pace dell’anima che nasce dalla liberazione dalle passioni», nel più ampio contesto della filosofia morale (etica) legata alla ricerca della felicità.
Purtroppo non sempre coloro che sonnecchiano sotto l’ombrellone, si propongono un fine tanto nobile quanto irraggiungibile come la ricerca della pace e della realizzazione interiore. Troppo spesso sono solo vittime di un pranzo esageratamente calorico, accompagnato da bevande ad alto contenuto alcolico.
Quando si svegliano dall’ipnotico torpore queste persone, senza distinzione di sesso o di età, iniziano a parlare delle persone assenti, inevitabili vittime di strazianti pettegolezzi.
Allora il monologo del “risvegliato” accende un dialogo a più voci. Prima due, poi tre, quattro persone si accovacciano come vivaci creature sotto l’unico ombrellone che assurge al ruolo di SLBT: Salotto Letterario Balneare Temporaneo.
Storie banali, solo in apparenza, diventano argomenti dal fascino incredibile che coinvolgono altre persone, incuriosite da quel primitivo assembramento di umani.
Dopo breve tempo si raggiunge l’apoteosi: si fanno nomi e cognomi, con la tacita intesa di non diffondere le scottanti notizie agli interessati, povere vittime inconsapevoli, che, forse, stanno facendo il bagno senza essere minimamente sfiorate dall’idea di essere i veri protagonisti dei divertentissimi discorsi…
Così trascorrono i giorni delle vacanze. Qualche chilo in più a fine mese, parecchi soldi di meno e il rimpianto di aver dovuto rinunciare, come tutte le estati, a leggere un buon libro o a visitare una città che da anni ci invita inutilmente alla sua scoperta.
Foto di G.Guerreri

Cronache montagnarde.
Temperatura massima raggiunta in assolato centro turistico della olimpica valle piemontese 27-28 gradi, “ …ma asciutti…”, questo detta il comune sentire e la “percepita” temperatura. Ma qui, nottetempo, la copertina è una carezza meravigliosa che anticipa il fresco autunno che di qui a poco ci farà godere di ambienti, e soprattutto di persone, molto più frequentabili.
Odio l’estate, cantava Bruno Martino, quando per me caldo o freddo, sole luna pioggia nebbia facevano poca differenza. Ma ora sì, odio abbastanza l’estate, e il montagnardo paese di cui sopra è ormai il mio buen retiro estivo e invernale. Abito 500 metri sopra il “centro” di questo buen retiro, più o meno a 2000 metri, a volte però non sufficienti a proteggermi da quanto, ormai da anni, il turismo di massa giunto fin quassù riesce a propinarmi. Il Kali Yuga, che speravo soffrisse il freddo, non mi vuole risparmiare.
Gli imperterriti frequentatori di vicoli, carruggi, spiagge, dancing, bar, pensioncine della signora Mariuccia, trattorie dove il fritto misto di pesce è insaporito dal sudore del cuoco giunto ormai allo stremo, con la sodiemia e la pressione sotto le birkenstock, ebbene costoro non si sentano defraudati del loro look fantasmagorico fatto di pantaloni a mezza gamba, magliette a maniche corte con pertugio, sopra i pantaloni, per dare libero sfogo all’adipe esposta sopra il meteorismo rituale pstprandiale, le sneakers con i “fantasmini”, gli anziani addobbati da Charlie Brown che arrancano su salite mortifere. Non non si sentano defraudati, perché sulle Alpi Olimpiche vigono le medesime leggi del cattivo gusto; inoltre nelle ore del primo mattino e in quelle del riposino pomeridiano qualche “organizzatore di eventi” pensa bene di chiamare ad adunata popolare in un grande parco in mezzo al “buen retiro “ un nugolo di turisti attrezzati di fluorescenti magliette con bimbi schiamazzanti al seguito, al di fuori di qualsiasi regola di civico comportamento .
Che dire? Che il prossimo anno cercherò casa su tremila, meglio sulla cima d’un ghiacciaio, meglio tra orsi aquile e stambecchi.
Buona estate.