A cura di Maria Grazia Spadaro
Un Convegno interessante quello proposto dalla collaborazione con le Scuole Adleriane di Psicoterapia, dirette dal Prof. Lino Grandi, e da “Il Mondo delle Idee” con la presidente Sig.ra Chicca Morone, le quali tematiche, come confermate da Giancarlo Guerreri e dai Relatori presenti, sono, per certi versi, fasi delicate e scottanti, se non addirittura tabù, che è meglio non sfiorare, poiché vari interrogativi, pongono al centro dell’attenzione l’umanità, con tutte le conseguenze dialettiche ed eclettiche che ne perseguono, a cominciare dall’esistenza dell’Aldilà, dalle credenze religiose, dalle percezioni soggettive o paranormali, definite come visioni realistiche da parte di alcuni soggetti, privati dagli affetti dei cari, non più in vita.
Apre l ’argomento il Prof. Grandi, collegandosi apprezzabilmente al grande Ugo Foscolo, esponente del Neoclassicismo e influenzato dal Preromanticismo. Per queste due duplici correnti, lo scrittore amava descrivere il mondo perfetto ed armonico della Grecia e nello stesso tempo, contemplava le passioni accese, ma composte, a volte combattute, riferendosi all’amore per la patria, e anche alla lotta dell’uomo contro il destino avverso. Contagiato dalla corrente Illuminista, dava il risalto al materialismo, in cui l’uomo s’impone gratificatamente, da sempre, ma che immancabilmente il suo percorso viene trasformato, raggiungendo la morte fisica.

Attraverso la poesia, poi, come nella composizione “La Sera” , Foscolo percepisce un’atmosfera leggera, silenziosa, che invoca dentro il suo animo, così da arrecare pace e serenità, quasi in similitudine con la morte, che conduce all’estinzione del tormento e del dolore, al totale nulla. Quel tormento dell’anima umana, che trova un affievolimento amalgamandosi dentro la Natura, abbigliandosi di conforto e rassegnazione, non tralasciando quella consapevolezza umana di pace intensa, ritrovata solo con la disintegrazione fisica.
Procede il Prof. Grandi, ricordando “I Sepolcri”, inutili per i trapassati, più utili per i vivi, perpetuando il ricordo, custodendo un patrimonio storico-culturale, particolarmente per gli eroi e i loro ideali. C’è un chiaro messaggio in questo: Si conserva quell’illusione dei morti che non sono del tutto morti. Curare la vita, significa dunque, poter lasciare un segno, quell’amore che abbiamo regalato e che può sopravvivere come elemento immortale.

Non c’è un metodo di elaborazione del lutto, dice lo Psicoterapeuta, la persona continua a vivere dentro noi, con l’insieme dei ricordi effusi in modo spontaneo. Poi ancora, continua, il Professore, la vera forza vitale non è la libido espressa da Freud, una componente del tutto relativa, ma assomiglia alla volontà di potenza vitale considerata da Nietzsche. Essa come potere di se stessi, un divenire, accettando il dolore, espandendolo come parte della vita; al contrario del concetto pessimistico di Schopenhauer, chiaramente un principio incausato della forza vitale, esattamente un desiderio irrefrenabile e limitato dell’uomo, che porta all’insoddisfazione perenne.
Come nell’opera di Dostoevskij, “Delitto e Castigo” si può rafforzare l’idea dell’Amore che regna attraverso l’umiltà e non con il potere personale, che indirizza verso la distruzione e la solitudine. E’ lecita una domanda: qual è Lo scopo della Psicoanalisi? E’ quello di diffondere il senso dell’Amore, della positività, elementi necessari per raggiungere il benessere psicofisico. Ci tiene a far sapere il Professore che, “Il consolatore, consola prima di tutto se stesso, poichè ha appreso dalla sua esperienza di sofferenza”.
E’ la volta dell’illustrazione espositiva del Prof. Piero Calvi Parisetti, il conosciuto Parapsicologo Clinico, Ricercatore presso il Dipartimento di Parapsicologia dell’Università di Northampton, che studia la relazione tra esperienze eccezionali e la salute, particolarmente quella mentale, dove l’argomento clou di competenza, riguarda proprio il lutto e le fasi di elaborazione.
Cattive interpretazioni teoriche– asserisce il Dottor Parisetti- alle quali abbiamo assistito, sono la considerazione del lutto come cosa alquanto negativa da rigettare. Alcuni approfondimenti formativi degli anni ’70, condotti sull’infanzia, attraverso il passaggio mirato di 5 stadi con conseguente esito finale, hanno determinato una forzatura di accettazione rassegnata della perdita, inerente il lutto. Ciò è stato appurato dalla ricerca come inutile supporto empirico. Nel ’96, invece, è stata attuata una raccolta di studi osservazionali su diverse popolazioni, con varie culture, le quali hanno vissuto la perdita dei loro cari, e non è stato attribuito loro un distacco vero e proprio, ma si è rilevato un continuum interiore, mantenendo viva la figura del trapassato.
Statistiche alla mano, su numeri che variano tra 40% e 80%, a seconda del tipo di perdita, indicano esperienze sensoriali del lutto, che non sono, secondo Parisetti , allucinazioni, come solitamente qualcuno ama definire. Le medesime, avvalorano la convinzione dell’esistenza di una dimensione diversa dalla nostra, e certamente il Prof. Parisetti rincuora molti, comprese le mie risolutezze, che via via allontanano dalla mia mente la ridicolarizzazione da parte degli scettici, e dunque, in mancanza di autentica definizione, si tende a denominare il luogo, Aldilà. In sintesi, se le persone optano per il vivo sentore del proprio caro estinto, dentro di sé, i risultati sono positivi-adattivi e recuperano velocemente la metabolizzazione del lutto.
In caso di repressione, dovuta magari al sistema sociale derisorio, e al timore che ne consegue, allora si parla di ciclo disadattivo. Approcci tradizionali alla terapia del lutto, basati su teorie che non hanno fondamento empirico, sono dunque inutili e dannosi, lo conferma la ricerca.
Si possono citare autori famosi, come lo parapsicologo statunitense Dottor Raymond Moody, efferato sugli studi di premorte, egli, ipotizza la sopravvivenza della coscienza, una volta morto il corpo fisico. Analizza tutto ciò nella descrizione saggistica de “La vita oltre la vita”. Fortunatamente l’ambito è più discusso oggi giorno dagli operatori della comunicazione, come nel caso di Stéphane Allix, un giornalista d’Inchiesta che ha condotto indagini, trasformando il suo lavoro in una missione, subito dopo aver subito la morte tragica del fratello.
Nel suo libro “La Morte Non Esiste”, lo stesso, sottolinea attraverso tecniche di simulazione somiglianti alle esperienze di NDE (Near Death Experience), fenomeni che possono rendere compatibili scienza e spiritualità, dimostrando che mente e cuore possono fondersi nel nucleo dell’Amore, ma nessuno tiene conto del fatto che il cuore può dare l’input ad una forma di intelligenza intuitiva. Ciò che vive dentro di noi, è dunque, Forza Energica, Impetuosa e Immortale.

Non è da meno il discorso del Dottor Manuel Sans Segarra, che collegandosi alla Fisica Quantistica, supera il materialismo, considerando la morte fisica come una rigenerazione evolutiva spirituale che può continuare l’esistenza in un’altra dimensione, affermando così la vitalità di una Supercoscienza, come entità olografica onnisciente e onnipresente, cioè, la nostra vera essenza. Infine lo Parapsicologo, dichiara che una parte del dolore, durante la fase del lutto, è parte essenziale della esperienza di vita umana: non ci può essere metodo, terapia, approccio, che possa annullare ciò, però esiste il pensiero riguardo il nostro caro che non c’è più; una cognizione pertanto, che genera un dolore terribile e, in termini di terapia cognitiva, si puo’ trattare come pensiero distorto.
In termini semplici, le analisi sperimentali- investigative, portano alla conclusione che la mente umana sopravvive alla morte, e questo lo deduciamo da elementi seppur incomprensibili da parte dell’uomo.
Monsignor Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo e Presidente Commissione Cei per l’Ecumenismo e il Dialogo, concede parole sagge, nel comunicare che noi tutti dovremmo soffermarci ed ascoltare il pensiero in modo critico, non ricalcando in modo mnemonico i passaggi dei testi sacri. La Bibbia insegna che c’è vita dopo la morte. Quanti di noi hanno fatto una riflessione analitica su questo? Or dunque, le conclusioni del Prof. Parisetti, rispecchiano questo messaggio intenso e pregno di spiritualità. E viene da chiedersi: Cos’è la vita? Cos’è il nulla? Un tentativo forse di combattere il nichilismo, o distacco dagli obiettivi, oppure l’assenza di valori, o credere che esiste qualcosa oltre il nulla?
Lo Psicoterapeuta e Analista Didatta SIPI e Presidente del Comitato Provinciale di CN per l’Unicef, Dottor Gian Sandro Lerda, tratta l’argomento di elaborazione del lutto, come percorso di attraversamento per ritrovare il senso della vita. Cita esperienze sviluppate tramite percorsi di gruppi. Durante le tecniche terapeutiche si utilizzano molti strumenti, a cominciare dalla musica, disegni, racconti, performance, tecniche interattive che interagiscono tramite una transizione che sfocia dal silenzio alla narrazione condivisa.

Riferisce essenziale l’utilizzo della seguente canzone: “Dentro la tasca di un qualunque mattino” del cantautore Gian Maria Testa. Significativa, poichè le parole trasmettono una certa sensibilità personale e una dedizione verso chi non c’è più. Si tiene conto di una posizione che non ammette la cancellazione del lutto di per sé. Mi viene da pensare allora, ad una roccia costituita da piccoli pezzi che pian piano vanno sezionati e analizzati a seconda della loro intensità danneggiata, tali da ridefinire una nuova opera.
Pertanto, il senso del vuoto , la disperazione, lo strappo profondo, la rabbia, sono esaminati come piccole opportunità, e anche come manifestazioni legittime, per ricominciare l’acquisizione di una nuova veste vitale. Un cammino che apre le porte verso una nuova forma di relazione. Tutti i percorsi introduttivi, fanno capo ad alcune linee guida, sempre nel rispetto di ogni situazione emotiva individuale, con riferimenti alle morti tragiche, di malattia, di valore affettivo, o un momento preciso della propria esistenza. E’ fondamentale far presente che il lutto comporta in ogni caso la perdita del sé, come frattura identitaria, obbligatorio diviene quindi il superamento attraverso la riprogettazione e la riattivazione delle risorse personali.
Chiude i lavori la Presidente dell’Associazione Culturale “Il Mondo delle Idee”, Chicca Morone, che conosce bene, purtroppo, i sintomi di perdite affettive. Devo ammettere che mi ha commosso quando espone il breve episodio sulle parole consolatorie di un amico, tratte da uno scritto di Sant’Agostino e trasmesse tramite una lettera a lei indirizzata; mi ha emozionata sapere del momento sorprendente nell’aver trovato come per magia, un cuore ridisegnato. Ecco, voglio esprimere la mia solidarietà nel credere all’esistenza di un universo dimensionale. Io stessa sono una testimone diretta nel ricevere cuori improvvisi e altri apporti energetici, giunti sicuramente dalla vicinanza dei nostri affetti più cari.
Oggi siamo in molti e non abbiamo timore di essere considerate persone folli.
Testo e foto di Maria Grazia Spadaro
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Convegno ricco di spunti di riflessione con relatori di assoluta e certificata competenza
Tre ore di spunti utili, tanto per la clinica terapeutica, quanto per la vita, su un tema che tocca nel profondo. Grazie a chi è intervenuto!
Articolo molto interessante, dettagliato e complimenti poiché non è un argomento facile da trattare!
Articolo davvero molto interssante. Complimenti!!!