Un racconto inedito, dedicato al Solstizio d’estate…
di Anna Di Marco
Un giorno il sole disse alla luna: è da una eternità che sto qua a dare luce e calore alla terra, io desidererei tanto essere al tuo posto e conoscere il buio della notte, desidero vedere le stelle e desidero vedere il popolo della notte. Si, perché la luna raccontava spesso al sole della notte, del cielo che si colorava di blu cobalto, lo descriveva come un tappeto di morbido velluto che si stendeva sulla volta celeste e, su questo tappeto di velluto, si posavano tutte le stelle e lei, come una regina, si posava tra loro.
Raccontava anche del popolo della notte che, tra gli occhi illuminati dei mostri di cemento, tra le file di luci ora fosforescenti, ora psichedeliche, tra riflettori e proiettori di luci colorate, immersi nella musica assordante, gli esseri umani trasformati, urlavano, danzavano, in preda al delirio, privi di ogni pudore, privi di vergogna, privi di ogni reticenza o attrito che generalmente li tengono a freno quando indossano camicia e cravatta e si recano al lavoro. Esseri trasformati nell’aspetto, esseri liberi che urlano la loro non libertà, la loro condizione di prigionieri dietro le sbarre dei condizionamenti. Alcuni storditi dalla musica, corrono con le macchine e con le moto e distruggono la loro vita senza aver assaporato il piacere della libertà.
Il popolo della notte, quello che si ritrova in quella che chiamano la movida, un termine nuovo per indicare luoghi con persone dentro nella notte, alcuni affogano nell’alcool e nel fumo tutte le loro inibizioni, alle prime luci dell’alba perdono la libertà mai conosciuta. Il popolo della notte, quello fatto di gente che lavora per la stampa di un quotidiano, gente che lavora negli ospedali vicino alla gente che soffre, gente che pulisce la città, gente che lavora per spegnere un incendio, per sgombrare macerie, per soccorrere chi è in difficoltà, per vigilare sulle strade. Il popolo della notte di romantici innamorati che, sotto il morbido tappeto di velluto tempestato di stelle e sotto lo sguardo timido della luna, trovano l’occasione di esprimere i loro più segreti sentimenti e il cielo diventa complice delle loro effusioni, dei loro baci, delle loro carezze e della poesia che i loro cuori esprimono. Il sole ascoltava, estasiato e rapito dalle parole della luna, il desiderio incondizionato di vedere e conoscere la notte diventava sempre più forte e poi, per dirla tutta, era un po’ geloso della luna, perché lei era complice dei segreti della terra, a lei venivano dedicati amori e passioni, lei custodiva quell’aspetto che la terra non dava al giorno, lei misteriosamente era legata alla terra come una figlia è legata alla propria madre sangue del proprio sangue, a lei appartenevano le stelle che davano alla terra spettacoli inediti ed irrepetibili. Il sole, non potendo soddisfare il suo desiderio, si arrabbiò così tanto che cominciò a delirare, la gelosia anche dell’amore della terra per la luna lo condusse a sprigionare tutto il calore che aveva dentro consapevole del male che faceva tutto intorno. La luna che regolarmente ogni sera faceva ingresso nella volta celeste, cercava di rabbonirlo e allora gli parlava dei posti della terra dove il giorno e la notte vivevano per un istante quasi in simbiosi, gli parlò delle aurore boreali, di quando il cielo si colora di spettacolari colori, si veste di una bellezza indicibile trasformandosi in una splendida scenografia, e lui, il sole protagonista in questo palcoscenico ammirato e applaudito dalla terra che lo ringrazia per la sua esistenza. Gli parlava delle eclissi, quando lei mettendosi tra la terra e il sole, dava la possibilità al sole di vedere la terra oscurata della sua luce, non era la notte, ma era pur sempre un evento straordinario in cui la terra non era nel giorno e non era nella notte.
Gli parlava dei colori che la terra sfoggiava grazie alla sua presenza, dei fiori dai variopinti colori ora pastello ora brillanti e vistosi, delle ali delle farfalle vere e proprie pennellate di colori, opere d’arte volanti, degli alberi ora di un verde smeraldo, ora colore oro, dei mari, dei laghi, dei fiumi, che dal blu passano all’azzurro al verde grazie alla sua luce e lo spettacolo si ripete in una perfetta armonia. Grazie a lui gli uomini possono vedere i colori e possono fantasticare con loro identificandoli alle passioni, agli stati d’animo, alle emozioni, li trasformano in simboli per comunicare quello che hanno nella loro anima, diventano linguaggio.
Grazie al suo calore e alla sua luce le piante nascono, crescono, e danno i frutti per nutrire il popolo della notte.
Il sole non era soddisfatto, il suo desiderio restava inappagato, lui voleva i colori della notte e il popolo della notte e voleva essere il dominatore incondizionato del cielo sia di giorno che di notte.
A nulla valevano le spiegazioni della luna sul fatto che non ci poteva essere la notte se c’era la luce del sole, e non ci poteva essere la luce del sole se c’era la notte. Le due cose non potevano mai coincidere e coesistere, potevano solo avvicinarsi, quasi sfiorarsi, ma non potevano stare insieme nello stesso posto nello stesso momento. Il sole così imprecava: questa è una maledizione!
Chi ha fatto questo? Portatelo a me che lo carbonizzo!
Chi ha voluto escludermi dalla notte? Io che sono il Sole, che ho forza, energia, calore, luce, che sono fuoco vivo, che sono il più forte e il più potente.
Chi si permette di privarmi della bellezza della notte?
Chi pensa di prendersi gioco di me nascondendo alla mia vista una cosa cosi bella e importante? Portatelo davanti a me che lo acceco con la mia luce, lo ardo con le mie fiamme, non resterà neanche la cenere di costui!
A cotanta rabbia, seguì una fase depressiva fatta di lunghi silenzi, non parlava più con la luna, non esprimeva più il suo desiderio, raccolto su se stesso, svolgeva il suo lavoro senza più imprecare. E fu nel silenzio che cominciò a sentire gli occhi, i cuori e i sensi degli abitanti della terra che, quando lui dolcemente scendeva dentro il mare, dopo un’intera giornata di lavoro, vestito del suo bellissimo abito da sera, lo ammiravano in tutta la sua eleganza, lo ammiravano per la sua splendida bellezza, lo salutavano con la richiesta della promessa di regalare un altro momento magico come quello. E sentiva anche gli occhi, i cuori ed i sensi del popolo della notte quando lui cominciava a spuntare da dietro le montagne, il suo bagliore avvisava la sua venuta e il popolo della notte, dall’annuncio del suo ingresso nella volta celeste, riceveva l’invito ad abbandonare i personaggi che aveva interpretato o gli esseri liberi che erano stati. Il popolo della notte confidava in lui per riprendere la normalità e lo ringraziava con venerazione. E quando era in alto nel bel mezzo della volta celeste sentiva sibili, movimenti strani, sentiva qualcosa che sfrecciava nella volta celeste, non vedeva nulla, ma era certo delle presenze fin quando una voce le fu vicino e gli disse: Non essere triste, sono una stella, con me milioni di stelle ti circondano, non puoi vederci perché la tua luce è di gran lunga superiore alla nostra che è debole e visibile solo nel buio della notte, ma noi siamo sempre qua anche quando tu troneggi nella volta celeste, anche tu hai il cielo stellato come la luna. Il sole quasi incredulo su ciò che aveva visto e sentito, constatò che lui aveva tutto ciò che aveva la luna, la sola cosa che non conosceva e non aveva era il buio. Era il 21 giugno quando il sole andò dalla luna per dirle questo, la luna replicò: tu possiedi pure il buio perché devi sapere che io non ho la luce, io sono buia e fredda, se non ci fossi tu ad illuminarmi, dalla terra non mi vedrebbero e nessuno si innamorerebbe di me. Sei tu che mi mandi un po’ della tua luce, quando tu illumini una parte di me, nell’altra parte puoi benissimo veder il buio. Quando non mi dai un po’ della tua luce dalla terra non mi vede nessuno, quando invece mi illumini tutta, allora si che io posso sfoggiare tutta la mia bellezza. Ma sei tu che permetti questo, senza di te io sarei solo uno squallido, gelido, buio satellite, non mi specchierei nelle fontane, nei laghi e nei mari, non attirerei i cuori degli uomini e nessuno intonerebbe inni alla mia bellezza. Io esisto grazie a te e grazie a noi esiste la terra, anche il popolo della notte non potrebbe esistere senza la tua presenza perché la notte non può esistere senza il giorno e viceversa, sono come due amanti che vivono l’uno per l’altro e viceversa.
Ed era proprio quel 21 giugno che il sole disse alla luna: non potevi dirmelo prima che ti sei innamorata di me?
La luna: e tu perché sei così cieco da non vedere che sono innamorata di te! Con tanta luce che hai non riesci a vedere!
Il sole: mi fai tanta tenerezza! Ti amo.
La luna: ti amo anch’io.
Il sole: per sempre ti darò la mia luce.
La luna: per sempre riceverò la tua luce.
Quel giorno il sole, per la grande gioia che provava nel ricevere l’amore della luna, talmente felice per l’amore che provava per la luna, non riusciva a smettere di brillare nel cielo, la luna gli regalò le sue ore, la luce superò il buio e quel giorno venne chiamato solstizio d’estate e ogni anno regolarmente viene festeggiato come anniversario dell’amore del sole e della luna, la luce con i suoi colori e il buio con il suo misterioso fascino sono la vita, sprigionano emozioni e sensazioni, sono ispirazione, sono passione, sono arte e musica l’uno con l’altro, l’uno per l’altro, l’uno nell’altro sempre.

Bellissimo!
Quete righe sono di una carineria assoluta, mi sono erudita e divertita grazie!
Davvero molto, molto bello. Un racconto inedito sul Solstizio d’Estate che riesce a trasmettere emozioni, magia e riflessione. Complimenti ad Anna Di Marco per questa splendida narrazione.
Proseguiremo anche in futuro con i racconti di Anna Di Marco… Grazie per gli apprezzamenti
Complimenti!! Bellissimo racconto ❣️
Bellissimo racconto!
Complimenti
Grazie per avermi permesso di leggere il tuo originale
racconto.
Complimenti! Non è la prima volta che ci regali parole di così tanta bellezza. È che ci inducono a profonde riflessioni.
Bravissima Anna!!! Un racconto bellissimo, reale, pieno di emozioni e magia. Complimenti 👏 👏 👏
Complimenti per il tuo nuovo lavoro.
Grazie Anna! Complimenti per questo racconto bello , reale e contemporaneamente magico!
Mi piace molto . Complimenti mia cara Anna.
Bellissimo! Sai sempre trovare le parole giuste per emozionare. Bravissima Anna!
Grazie Anna, veramente bello, scusami se commento in ritardo ma sto apprezzando molto questi piccoli gioielli che mi hai inviato, continuerò a leggerli con grande piacere!!!!!
Racconto di una delicatezza lunare e di una passione solare…. Passione e gentilezza, il sole e la luna…. Grazie
Grazie per avere condiviso questo bellissimo racconto. Complementi!