I numeri uniscono il passato con i presente…
Nel mondo dei numeri, il numero uno (1), si rappresenta come punto (.); manca di dimensione, eppure è in grado di generale lo spazio.
Per Pitagora il numero uno è il principio, è l’unità indivisibile da cui nasce la dualità. Dal numero uno derivano e ad esso seguono tutti gli altri numeri; è la sostanza originaria del cosmo; è la radice di tutte le cose e dell’intero universo.
In numerologia il numero uno rappresenta l’inizio. È il creatore della numerazione, origine di tutti i numeri e anche di ogni altra realtà. Simboleggia il principio primordiale, la prima scintilla da cui nasce ogni cosa. Unità indivisibile, ha l’energia del pioniere. Non è pari né dispari. Viene dopo tutto ciò che c’è stato prima, nella notte dei tempi e prima di tutto ciò che c’è già stato dall’aurora del mondo e che ci sarà, nei giorni che verranno. Ha una qualità particolare: aggiunto a un numero pari, ne genera uno dispari e, viceversa, se aggiunto a un numero dispari ne genera uno pari.
In ambito esoterico, il numero uno non è un semplice numero: punto fermo e incondizionato, genera la intera manifestazione cosmica ed è simbolo della totalità e della creazione del tutto. Nel Kybalion, summa degli insegnamenti ermetici che rimandano a Ermete Trismegisto, pubblicata per la prima volta nel 1908 da autore anonimo, si legge che Tutto è uno e che un unico spirito universale unisce il macrocosmo, l’universo, al microcosmo, l’uomo. Nei Tarocchi il numero uno è associato alla carta del Bagatto, che simboleggia la scintilla creativa, la capacità dell’individuo di canalizzare le energie spirituali per agire sulla materia.
Non stupisce quindi che per Federico Faggin il numero uno rappresenti il tutto olistico e dinamico, ovvero l’intera realtà, l’universo stesso inteso come entità unica, indivisibile, in continua evoluzione. Faggin non è un Carneade sconosciuto di manzoniana memoria, di cui nulla oggi potrebbe sapere un Don Abbondio qualsiasi, indotto a chiedersi: Faggin, chi era costui? Bill Gates, fondatore di Microsoft, ha detto che Senza di lui la Silicon Valley sarebbe solo la valley. È lui, infatti, quello che ha realizzato microprocessori e touch screen, coi quali ha reso tascabili i computer d’oggi, grandi mezzo secolo fa come un camion con rimorchio. Teorico della sua Co-evoluzione Consapevole, che considera la coscienza non come prodotto del cervello ma come proprietà fondamentale dell’universo resa manifesta dalle leggi quantistiche, per Faggin l’uno coincide con l’universo, che non è un insieme di pezzi distinti e slegati, come vuole la visione meccanicista classica, ma un tessuto quantistico interconnesso, le cui parti non sono separabili dal tutto e nello stato quantico puro non possono essere copiate.
L’Uno di Faggin, con la lettera iniziale maiuscola, è termine che egli usa al posto della parola Dio, per descrivere l’origine del cosmo, basandosi su principi vicini alla meccanica quantistica, evitando così dogmi e connotazioni strettamente religiose. Il suo Uno, che ha coscienza originaria e potenziale infinito, si prefigge di conoscere le coscienze umane, proprie parti integranti, le quali non possono essere copiate o digitalizzate.
Le coscienze umane si evolvono per Faggin in modo imprevedibile, provano e manifestano emozioni, hanno capacità creative di scelte intenzionali non dettate da un codice loro assegnato con un algoritmo e in questo si distinguono dalle macchine, che possono solo eseguire quanto la Intelligenza Artificiale ha loro insegnato.
Dalle sponde d’una maturità spiritualista, dopo una giovinezza impregnata di cattolicesimo, Faggin propone il suo Uno come entità che conosce sé stessa e che, potendo, potrebbe dire: io sono chi sono. La affermazione biblica rimanda al libro dell’Esodo (3,14) e in sintesi dice che Uno vale uno, anche senza maiuscola, senza + (più) e senza – (meno). Il numero uno non ha costrizioni né limitazioni e non ha bisogno di essere giustificato.
In sé e per sé uno è numero assoluto, che ha valore assoluto: 1 è 1. Punto… e basta!
Si vales, vàleo.
Foto di copertina di G.Guerreri, realizzata con ChatGPT
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