30 Settembre 2026

8 thoughts on “Come il Negazionismo Scientifico ha favorito il riscaldamento globale”

    1. molti profeti hanno gridato dal deserto. Io giornalista ed esperto in materia sto indicando la strada da quarant’anni. La gente che sa la conosce, chi non vuole sapere è il più difficile da coinvolgere. Dunque, continuo nella mia missione e nel mio mestiere. l’importante è trovare dei discepoli che diffondano il verbo… Intanto la terra che lo sa, si secca e lentamente muore

  1. Apprezzo molto l’articolo. Sì credo anch’io che il problema principale sia questo dogma economico della crescita infinita. A cui gli economisti non hanno saputo trovare alternative. Più che gli scienziati per me la responsabilità maggiore sul negazionismo climatico ce l’hanno politici, economisti, poteri forti e… la ggente.
    Politici: per esperienza ci vuole moltissimo coraggio a proporre politiche ecologiche. Apprezzo il Green Deal europeo perché pur con errrori almeno ha dimostrato che si possono diminuire le emissioni aumentando il PIL; ma non ha messo in dubbio che il PIL deva crescere; e ormai pure il Green Deal è stato criminalizzato.
    Economisti: Nel 2013 partecipai al Politecnico di To al convegno “Science & the Future” che riprendeva i messaggi del club di Roma e del’IPCC; c’erano tanti ing., fisici, e meteorologi ma gli economisti brillarono per l’assenza (pare che da loro fossero arrivate voci tipo: gas serra? gli ingegneri troveranno una soluzione!).
    A me risulta che la transizione ecologica costa tantissimo, ma fare senza costerà 6 volte tanto (a chi sopravviverà).
    Sì l’unica mi pare, per chi ci crede, continuare a crederci.

    1. Da un lato è così, ma quando presentammo la tesi (182 pagine di novità) sui punti elencati nell’articolo, non è presunzione dire che potevamo salvare il mondo. Per me le colpe vanno distribuite. In questo articolo mi sono occupato dei negazionisti scientifici. Troppo comodo tirar fuori la testa dalla sabbia nel 2015 o giù di lì. Il treno delle scelte da fare era già passato. Oggi passano in tv, dicono cose importanti e io vorrei ucciderli a colpi di fichi molli! E qualcuno ancora tentenna… Non è opinione politica, è sopravvivenza! E se gli scienziati hanno inciampato Sui loro principi, sono molto, molto colpevoli. al prossimo passo Renzo, Lavoriamo insieme dove si può

  2. Caro Carlo, ho letto e riletto l’ articolo: bravo tu e bravi i tuoi compagni di Architettura degli anni ’70 ( anni nei quali sono nate le nostre speranze, poo rivelatesi misere illusioni!) ; ma purtroppo le vostre voci , tutte quelle dei giovani che credevano in un futuro migliore, sono rimaste inascoltate.
    Ora la situazione sta sempre più precipitando, ma i negazionisti non mancano neppure adesso, come anche- e credo siano la maggioranza-
    i menefreghisti, i superficiali, gli stupidamente ottimisti. Loro dicono che esagerano coloro che sostengono che è necessario cambiare, diminuire drasticamente il consumo di fonti fossili, incrementare il transito ad energia pulita o almeno meno inquinante…E sono gli stessi che credono di poter fermare l’ immigrazione dal sud del mondo verso il nord, come se non si trattasse di un fenomeno di portata storica, come analoghe migrazioni avvenute in passato; sono gli stessi che hanno un atteggiamento specista, miope, incapaci come sono non solo di prevedere, ma anche di vedere la realtà del nostro tempo.
    Mi pare che oggi la comunità scientifica sia abbastanza compatta nel denunciare la gravità della situazione, almeno per quanto riguarda il clima e le responsabilità antropiche ; piuttosto sono i politici, le multinazionali, i detentori del potere finanziario , ecc., sono loro che non vogliono recepire il messaggio, tutti presi solo dal desiderio di accrescere la loro immediata ed effimera ricchezza e potere e del tutto indifferenti all’eredità che si apprestano a lasciare alle nuove e future generazioni.

  3. Indubbiamente una analisi che mette in evidenza come i ritardi nelle azioni, passate, presenti e (spero di no) future abbiano causato ciò che oggi stiamo vivendo. La grande assente in tutto questo panorama è la politica a tutti i livelli. Pochi sono coloro veramente impegnati nella battaglia per mantenere il livello di temperature ai livelli attuali, tornare indietro è impossibile almeno nel breve-medio periodo, e questi pochi si devono scontrare con il fenomeno del capitalismo imperante che vuole solo produrre e vendere. Arricchimento di pochi e impoverimento di tanti. E’ ora di riprendere in mano il nostro futuro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *