Recensione
Giosuè Carducci nel 1886 scriveva nella «Nuova Antologia»: «La poesia oramai è più agevole scriverla che discorrerne a garbo. A ogni modo, giudicare no, che è vocabolo superbo di povera cosa; ma chi sa modestamente il mestiere può esser lecito dire il parer suo…».
Carducci scrive di poesia, noi proveremo a esprimerci sul libro di Gianni Chiostri Sul serio o per fiction? Piccola antologia del sorriso, che narra di umorismo.
Un libro che più di altri ci ha fatto pensare a Jorge Luis Borges e a uno dei temi principali che fa da sfondo alla sua opera: il doppio, il duplice volto dietro a ogni cosa. Anche La Favola di Natale, scritta e disegnata da Giovannino Guareschi nel 1944, ci è tornata alla mente. Nell’umorista parmigiano trovo somiglianze con Chiostri: uomini entrambi votati alla libertà, alla fede e alla risata.
Facciamo qualche passo indietro.
Nei precedenti libri di Chiostri, i suoi disegni, privi di parole, illustravano aforismi, motti e detti di personaggi illustri e no. All’epoca, in uno dei numerosi incontri alla “Fiera del Libro” di Torino, Chiostri affermò: «Mi piace la tavola umoristica muta, senza testo, perché in questo modo ognuno è libero di dare la sua interpretazione: è universale.»
Oggi qualcosa è cambiato: in Sul serio o per fiction? Gianni Chiostri congiunge testi e immagini, in uno spontaneo sviluppo che porta al “doppio”: un tempo solamente vignette, adesso nello “specchio” ci sono le parole.
Dopo aver letto e osservato i disegni di Sul serio o per fiction? immaginiamo l’umorista indignato Chiostri mentre osserva la realtà che gli scorre davanti; la scruta, riflette, poi gli occhi si illuminano e un accenno di sorriso fa intuire a chi lo osserva che lui è pronto alla provocazione elegante e discreta, quando evidenzia le dissonanze.
Non avendo la possibilità di far vedere le scenette umoristiche, delle sessantaquattro tavole proponiamo alcune frasi che paiono interessanti e che probabilmente “vivrebbero” anche senza il disegno nelle pagine dispari.
«La seconda edizione di questo libro è stata stampata su carta riciclata: quella della prima edizione che non si è venduta.» L’aforisma, con relativa vignetta, apre il libro ed è anche la quarta di copertina.
Altre battute: «Nel cimitero delle auto, Suv e Station Wagon hanno tombe, le Smart solo loculi», «D’inverno la Valle dell’Eden diventa la valle del Loden», «La guerra dei cent’anni finì perché, a quell’età, arrivano in pochi», «Il peccato è il peccato, il rimorso è il peccato + I.V.A.», «Con l’ora legale la frutta matura meglio: ha un’ora di sole in più», «In autunno gli alberi si spogliano e le foglie arrossiscono…», «Nel frigorifero è sempre inverno; nel congelatore, invece, sempre i giorni della merla». Un modo intelligente e ingegnoso di percepire e interpretare la realtà.
Ottima la scelta editoriale di pubblicare i testi scritti dall’Artista così come sono arrivati: vergati a mano a stampatello.
Sul serio o per fiction? Piccola antologia del sorriso è una silloge di testi e immagini proposti con animo semplice, da assaporare a piccoli sorsi; un libro che suggerisce riflessioni sorridenti sulla quotidianità, un’opera che rasserena la mente e appaga la vista; in conclusione è il capolavoro di Gianni Chiostri.

Gianni Chiostri
Sul serio o per fiction? Piccola antologia del sorriso
Ancora Editrice, 2024, pagg. 133 – Euro 12,00

Una risata ci salverà! L’umorismo può salvarci dai mali del mondo? Magari non arriverà a tanto, ma può restituirci al mondo in una veste più leggera; può donarci nuove lenti con cui leggere la vita con ironia e mostrare il “doppio” che si trova in ogni singola cosa. Il “doppio” che riflette la nostra immagine del mondo deformata come nella galleria degli specchi al luna park, dove gli specchi deformano e spaventano, ma tutto finisce in una grande risata catartica. Quindi la catarsi della risata esorcizza la paura più atavica che ci attanaglia: lo spettro della morte.
Se Carducci parlava di poesia, qui si parla di umorismo, che non è mai solo divertimento ma anche pensiero, sguardo critico, doppiezza — da cui il richiamo, azzeccato, a Borges e al tema del “doppio”.
In Sul serio o per fiction? Gianni Chiostri unisce testi e immagini in un dialogo vivace che segna una maturazione del suo linguaggio artistico: dalle vignette mute dove bastava il segno, al gioco raffinato tra parola e disegno, specchi che si rimandano significati.
L’accostamento a Guareschi è particolarmente felice: entrambi condividono una stessa fede nella libertà interiore e nel sorriso come modo di guardare il mondo.
L’articolo coglie con sensibilità l’evoluzione di Chiostri e restituisce bene lo spirito del libro: un invito a pensare con leggerezza, a sorridere con intelligenza.
Ho letto il libro: è ironico, divertente e arguto.
Molto interessante! Sicuramente da leggere
Libro molto interessante, lo comprerò sicuramente
Mi procurerò il libro che leggerò con attenzione per condiscuterne quando ci incontreremo!
Una presentazione molto interessante, sono interessata al libro, credo che lo comprerò
Molto interessante e puntuale questa recensione, che rivela lo spirito ironico dell’autore, che affascina, incuriosisce e…mette il buon umore! Lo leggerò!
Chiostri, anche con questo “Doppio,” esprime con leggerezza, arguzia ed eleganza la sua inimitabile arte !!!!
La scorsa primavera, ebbi modo di assistere alla presentazione del libro di Gianni Chiostri, umorista empatico e brillante.
Acquistai il libro.
Nelle parole di Russo ritrovo il senso di ciò che lessi.
Complimenti a entrambi.
Rosa Lastella
Sul serio o per fiction? di Gianni Chiostri, è un dialogo tra testo e immagine. Come scrive Francesco, dalle vignette mute, dove bastava un segno per comunicare, l’autore passa a un gioco sottile e intelligente tra parola e disegno. Le frasi ci aiutano a cogliere l’ironia leggera ma pungente, la capacità di far riflettere con un sorriso. Il libro è divertente e mai banale: un invito a osservare la realtà con occhi nuovi e magari a riderne.
Una lettura consigliata a chi ama l’umorismo raffinato e il disegno come forma di pensiero.
Sul serio ho acquistato il libro o per fiction l’ho letto? A voi la scelta