Un romanzo denso di memoria storica, emozione e mistero, ambientato in una Torino ferita dalla guerra e in trasformazione
In “Il lavandaio di Bertolla”, Antonio Falco ci conduce nella Torino del dopoguerra, tra le macerie fisiche e morali lasciate dal secondo conflitto mondiale. Il protagonista, Francesco, è un ragazzino di dodici anni che perde entrambi i genitori a causa della guerra e trova rifugio in una comunità di lavandai nel quartiere Bertolla, una zona periferica, ma ricca di umanità e tradizione.
Falco intreccia con abilità il romanzo di formazione con il giallo storico, raccontando la crescita di Francesco in un mondo che sta lentamente scomparendo, schiacciato dal progresso industriale. Il lavaggio dei panni, attività umile e faticosa, diventa metafora di purificazione e rinascita, mentre la vicenda personale del protagonista si complica quando, ormai adulto, deve affrontare l’arresto del padre adottivo per omicidio.
La scrittura è sobria, attenta ai dettagli, e restituisce con efficacia l’atmosfera di un’epoca segnata dalla resilienza e dalla trasformazione. Il romanzo non è solo un’indagine su un crimine, ma anche un viaggio nella memoria collettiva, dove il passato contadino e artigiano si confronta con le nuove sfide della modernità.
“Il lavandaio di Bertolla” merita attenzione per la sua capacità di raccontare una Torino poco nota, fatta di fango, fatica e solidarietà.
Un romanzo che profuma di sapone, ma anche di verità.
Antonio Falco è nato nel 1973 a Torino dove vive e lavora come tecnico della ricerca, presso l’Università degli Studi. Oltre al lavoro, alla famiglia e alla passione per la bici da strada, si è sempre dedicato alla lettura, finché questa passione non è sfociata nella pubblicazione di diversi romanzi gialli. Il Lavandaio di Bertolla è il suo primo romanzo edito da Baima-Ronchetti nella Collana Biblioteca degli scrittori piemontesi.
Altre informazioni si possono trovare sul suo sito www.antoniofalcoscrittore.it

Antonio Falco
Il lavandaio di Bertolla
Editrice Baima-Ronchetti, Castellamonte, 2024, pp. 250, € 15,00
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Bella recensione, questa descrizione così dettagliata invoglia a leggere il libro e scoprire il mondo dei lavandai di Torino!
Libro già letto e posso dire che, come gli altri libri di Antonio Falco, “Il lavandaio di Bertolla” unisce alla semplicità della scrittura (e alla correlata godibile lettura), la convincente tessitura della trama. Oltre a questo, si apprezza la curiosità che ha permesso all’autore di ricostruire non solo il mondo del lavoro dei lavandai ma anche di rievocare, partendo dal vissuto di questo ambiente della Torino tra guerra e dopoguerra, rilevanti nodi storici della nostra contemporaneità.
Grazie per la recensione
Concordo con questa recensione, è una storia che cattura il lettore fin dall’inizio, sia dal punto di vista storico che della trama; è coinvolgente e ben scritto, a tratti anche molto emozionante!
L’autore ci porta a vivere una realtà di una Torino che ai più sembra lontanissima, ma che in realtà era viva fino a poche decenni fa. Tale ambiente fa da sfondo ad una storia avvincente, profondamente umana e dai risvolti inaspettati che immerge il lettore in una atmosfera d’altri tempi ma per tanti versi attuale.
Ho rilevato, sin dalla lettura delle prime pagine, la capacità dello scrittore nel farti immergere completamente nella vicenda, vieni subito rapido e ti senti parte attiva nella storia umana che sta vivendo Francesco. La guerra raccontata nel romanzo è anche attuale, non è distante dalla guerra dei nostri giorni – pensando a Gaza in particolare – dove piccoli esseri umani – solo – convivono con la tragedia e un destino ignoto, povero, crudele e faticoso!
Realistica e storica è la descrizione del processo industriale che va a colpire anche l’attività di Francesco.
I nuovi strumenti moderni che entrano a poco a poco nelle famiglie, con il boom economico, portano verso l’autorizzazione di alcuni processi quotidiani e famigliari! Francesco ne è consapevole, capisce che l’evoluzione dei tempi, il progresso, le nuove invenzioni porteranno al cambiamento, a cui si deve adeguare. Lui è giovane e saprà adeguarsi, anche con l’aiuto della sua compagna, che sarà compagna di vita, reinventandosi, come di fatto ha già fatto alla morte di sua mamma.
Un romanzo che racconta il passato, con una parte di noir, e che si proietta al futuro. Ci piacerà vedere l’evolversi della vicenda umana del protagonista, che ci ha lasciato con dei punti irrisolti e oscuri.
Condivido appieno questo giudizio: l’opera si rivela una lettura appassionante che tiene incollato il lettore sin dalle prime battute. Il pregio risiede nella perfetta fusione tra la ricostruzione storica e l’intreccio narrativo, il tutto espresso con una prosa magistrale che riesce a toccare corde emotive profonde.
Concordo con la recensione. È una storia interessante e avvincente scritta molto bene che mi ha fatto scoprire anche il passato di un quartiere, Bertolla, che frequento spesso.