i Fiori nascono anche in Autunno, PAV Edizioni
Un commento a questo libro scrive: « Si può tenere viva l’emozione della libertà e lottare per la parità delle donne? Si può trovare in quel sapore agrodolce della nostalgia degli anni della giovinezza, la linfa vitale per dare un senso diverso al presente? Ripercorrendo alcune tappe della storia dell’emancipazione femminile, Luisa Galano, s’interroga sul significato di essere donna, medita sul presente e riflette sulla condizione di tutte le donne, sempre in attesa di tempi migliori per raggiungere la vera parità. »
Tutto colpisce, in un’opera prima che nasce in Sicilia, dal cuore e dalla penna di una professoressa, che ha scelto la scuola dopo aver esercitato il mestiere di avvocato.
E molto è insolito, già dal titolo, con le maiuscole che paiono casuali soltanto a un lettore distratto… Ho letto questo libro in pochi giorni e ne sono rimasto affascinato, avvinto, attratto, come avviene quando si scopre qualcosa di nuovo e di unico. Tale è il modo di raccontare che appartiene a Luisa Galano, con uno stile personale e inimitabile, che fonde storia e presente, brani sociali e sociologici con intense pagine di autobiografia. Con queste premesse, l’opera non è definibile e inquadrabile in un genere letterario, e non ne ha nemmeno bisogno.

Trapela una vita intensa e votata all’impegno e alla responsabilità. Pagina dopo pagina, una traccia di lettura può essere la rilettura del percorso di emancipazione delle donne… e quanta strada c’è ancora da fare, se…
« Anche io, come tante altre donne in quegli anni, per una serie di circostanze familiari, fui spinta ad abbandonare la professione di avvocata e optare per un lavoro più consono al ruolo di madre: l’insegnamento! » (p. 47).
La dimensione parallela degli incontri personali guida il lettore nella crescita umana della protagonista che, ancor più nel cambio di professione e funzione sociale, continua a trasmettere tanto di sé agli altri, senza smettere di credere che il mondo migliore sia quello che ci attende, se noi saremo capaci di costruirlo.
Questo messaggio assume una valenza addirittura rivoluzionaria, letto nel periodo in cui sembra che le definizioni e le regole scritte dopo l’ultimo conflitto mondiale valgano davvero poco, soggette alla voce che sa imporsi con maggiore forza e imperio. Luisa Galano ci racconta, a modo suo, il 2 giugno 1946: le donne sono invitate ad andare a votare senza rossetto, per non stampigliare il colore delle loro labbra sulla scheda elettorale e invalidarla (p. 14).
Un articolo di “Paese Sera” del 1964, riportato poche pagine più avanti (pp. 17 e 18), oggi è dirompente, in un tempo di crescenti femminicidi, senza alcun rispetto per la persona e per il genere femminile. Il titolo? “Come ammazzare la moglie”!
i Fiori nascono anche in Autunno è un libro di letteratura alta, in quanto mi ha fatto scoprire la figura di Micio Tempio (1), uno dei più grandi poeti siciliani, vissuto fra il 1750 e il 1821, anno in cui altri moti infiammano l’Italia e l’Europa, in nome del cambiamento. Micio Tempio è celebrato in vita, assurge a onori e riconoscimenti, per essere poi del tutto dimenticato (p. 16).
Ed è un libro di storia, quando ricorda Eugenia Corsaro, eroica ragazzina dodicenne che decide di lottare contro le truppe nazifasciste e ne rimane vittima (p. 90). Altre figure appaiono, qui e là, in una carrellata di garbatissimo orgoglio di genere e affermazione dei diritti e della dignità, come Emanuela Sansone (p. 37), prima donna vittima di mafia, uccisa la sera del 28 dicembre 1896.
i Fiori nascono anche in Autunno può essere un libro femminista, senza dichiarazioni o etichette, nel senso delle parole di Nilde Jotti, riportate a p. 24, e con l’orgoglio indomito di Oriana Fallaci (leggiamo a p. 27: « essere donna è un’avventura che non finisce mai. E se dovessi rinascere vorrei rinascere donna »).
Luisa Galano non è una sognatrice: ha chiara la percezione di una lunga battaglia, pacifica e non violenta, che dovrà continuare a lungo, per non dover arretrare sulla strada dei diritti, sull’esempio di Lidia Poët, “collega” antesignana a cui la nostra scrittrice si ispira (p. 30) e che sente più vicina di altre figure, per le difficoltà a esercitare la professione forense.

Nell’alveo delle relazioni umane, seguiamo con palpitazione e partecipazione gli “incontri con il professore”, che avvengono sempre all’interno di una libreria vissuta come un rifugio dalla vita, un porto sicuro o un “buen retiro”. Questi incontri, man mano, uno dopo l’altro, trascendono la dimensione umana, superano di gran lunga la sfera del desiderio o dell’erotismo: si sublimano in un assoluto onirico che richiama pagine alte di letteratura sudamericana (cfr. pp. 75 e 103).
Il “professore” è, quindi, una guida spirituale e sentimentale che chiunque vorrebbe incontrare in una libreria, per andare alla scoperta della propria anima.
Svelo un minuscolo brano del finale, per non togliere il gusto della lettura.
« Non ho un lieto fine da raccontare (…)
Non è stato facile per me raccontare questa storia, che solo in parte è un’autobiografia, in parte è una favola, in parte è un’immersione nella lettura di testi a me tanto cari, sull’emancipazione femminile e sulla libertà delle donne, nei cui confronti ho un debito di riconoscenza, perché mi hanno accompagnato per tanti anni. Chiedo venia a tutti perché attraverso il potere della scrittura ho solo provato a scoprire, anche in autunno, il mondo un po’ più equo e soprattutto un po’ più colorato. »
Luisa Galano
i Fiori nascono anche in Autunno
PAV Edizioni – Collana Storie di vita, 2024
Euro 14,00 – ISBN 9 791259 738806
Note
1) Domenico “Micio” Tempio (Catania, 22 agosto 1750 – Catania, 4 febbraio 1821). Poche le notizie biografiche su di lui; apprezzato nel suo tempo, viene poi dimenticato, bollato come poeta pornografico nell’Ottocento. Considerato il maggior poeta riformatore siciliano, solo in tempi recenti è stata rivalutata la sua opera.
© 2026 CIVICO20NEWS – riproduzione riservata
Scarica in PDF