Monumento della musica leggera, ora duetta nell’Oltre con Ornella Vanoni?
Martedì 24 marzo 2026, all’età di 91 anni, Gino Paoli ha abbandonato le luci soffuse dello spettacolo lasciando nella mente dei suoi tanti fan un triste gusto un po’ amaro di cose perdute…. Qualcuno dice di aver sentito il lamento di una …”Una gatta con una macchia nera sul muso, cantare da un tetto”.…
Raffinato cantautore della “Scuola Genovese” e sincopato interprete dall’anima jazzista, Gino Paoli ci priva di una delle voci più iconiche della canzone “d’autore” italiana e di un personaggio d’atmosfera della nostra musica leggera, ma non solo.
Gino Paoli si distingueva per il suo carattere poetico e allo stesso tempo anticonformista, del tutto particolare. Seppur sentimentale, a tratti poteva essere di una brutale schiettezza o di una anarchica malinconia, una interiorità complessa che lo ha portato a sfiorare la morte in un suicidio mancato.
Autore di brani indimenticabili, talvolta lucidi e ironici in cui molti di una certa età si ritrovano ancora adesso, uno su tutti: “Quattro amici al bar”… che volevano cambiare il mondo…, Gino Paoli è stato anche uomo dai molti amori, tra cui quello con una giovane e bellissima Stefania Sandrelli, sensuale musa ispiratrice di “Sapore di sale”, e ancor di più, quello con Ornella Vanoni, anch’essa una delle voci più vellutate, viscerali e finemente jazzistiche Italiane, con la quale Gino Paoli ha condiviso anche intense interpretazioni e alcune delle sue canzoni più famose, quali: “Il cielo in una stanza” o “Senza fine”.
Ornella Vanoni, anche nota nei primi anni 60 come: “La cantante della mala“ per le sue interpretazioni di ballate popolari milanesi, è scomparsa anch’essa all’età di 91 anni precedendo il suo Gino di quattro mesi, in quell’ultimo istante di vita mortale.
Due volti che hanno accompagnato stirpi di ascoltatori della tv, già dai tempi dei varietà in bianco e nero. Due perdite difficili da rimpiazzare sia nel panorama artistico italiano, sia nel cuore, dalle generazioni Boomer in poi, sempre accarezzate dalle due struggenti, ineguagliabili voci.
Sono i segnali del tempo che passa e che ci manca già, così come l’insostituibile Gino altrettanto Ornella, che, in questo momento melanconico come i due artisti/amanti, l’autore di questo languido coccodrillo, li immagina ritrovarsi entrambi in una “casa bellissima che non ha pareti” coinvolti in struggente duetto nell’Oltre “senza fine”, dove nessuno sa bene… “Che cosa c’è”.
Un metaforico Paradiso, anch’esso coinvolto in un’atmosfera finemente metafisica; in un canto che fa danzare anche gli angeli e che dall’alto … ci lascia una canzone.. “Il mondo si è fermato e io scendo qui. Ti lascio una canzone da cantare a chi vorrai amare … Dopo di me ❤️
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Mi dispiace tantissimo ci abbia lasciato, a pochi mesi da Ornella Vanoni, il destino…un poeta!
Bellissimo ritratto “del tempo che passa e ci manca già’ come insostituibile.
La poesia, la storia, la voce….
Gino Paoli e Ornella Vanoni non si può che immaginarli insieme!
👌🤚🤚
Due grandi interpreti di un periodo musicale italiano di alto livello
Gino Paoli è stato la colonna sonora delle mie vacanze da bambina. Suonava dalle musicassette mentre attraversavamo l’Italia con la FIAT127 senza aria condizionata. Nella foto sulla custodia era uguale a mio nonno Tristano per i suoi baffi ed i capelli tirati indietro con la brillantina. Cantavo ‘Sassi’ mentre le onde mi mangiavano i piedi ed il sole della Sicilia spingeva la febbre e mi colorava le spalle di un viola ‘polentone’ coperto da crema al profumo di cocco..
https://youtu.be/hntGJcM8LM4? is=E77uNaBS2F3TUPEx
❤️
Non solo canzoni ma vere e proprie poesie che saranno veramente ….Senza fine