Piccole stelle cadenti che piovono dal cielo…
Può capitare che nelle serate estive, quando il sonno stenta a presentarsi, accendiamo distrattamente il televisore per cercare qualche video di musica che possa incuriosirci.
Nel mio caso la scelta cadde sulle vecchie canzoni di Franco Battiato: melodie che sorprendono per la loro bellezza, parole che fanno riflettere.

Vengo poi a scoprire che moltissimi testi non vennero scritti da lui, ma dal siciliano Manlio Sgalambro.
Sgambro, nato a Lentini il 9 dicembre 1924 e spentosi a Catania il 6 marzo 2014, è stato un filosofo, scrittore, poeta, aforista e paroliere italiano.
L’incontro con Battiato avvenne casualmente nel 1993, dove sappiamo che il caso non esiste, durante la presentazione di un libro di poesie dell’amico comune Angelo Scandurra.
Dopo alcuni giorni Battiato gli chiese un appuntamento per proporgli di scrivere il libretto dell’opera Il cavaliere dell’intelletto:
«Un anno fa non ci conoscevamo neppure. Da allora non abbiamo fatto altro che lavorare insieme. Lui sarà anche un filosofo, ma per me è un talento che mi stimola e arricchisce. Mi sembra impossibile, oggi, tornare a scrivere i testi delle mie cose» (Franco Battiato)
«In mezzo a tutto questo, mi capitò tra i piedi Franco Battiato. Per un certo verso direi che è stato uno di quegli incontri che ti portano fuori strada, ma questa è una percezione che ho avuto molto tardi. A volte trovo che è come se tutto quel tempo io lo abbia perduto: la questione starebbe nel vedere se sia possibile recuperarlo…» (Manlio Sgalambro)
Come si può immaginare il sodalizio artistico tra Battiato e Sgalambro non fu sempre facile, due caratteri forti, due menti geniali, due personalità di grande valore che si confrontavano litigando per una frase da cambiare o per una parola di troppo.

Le loro canzoni le conosciamo tutti e quell’alone di suggestiva indecifrabilità, che appare come ostacolo alla comprensione, spesso nasconde Verità che possono emergere solo dopo una attenta analisi dei testi.
Alcune canzoni assomigliano ad una struttura alchemica, dove musica e testo dialogano per creare una autentica magia in grado di proiettarci, con l’immaginazione, lungo percorsi a noi sconosciuti.
E’ come se ci permettessero di intraprendere un sentiero misterioso, in grado di trasportarci in luoghi della mente che non conosciamo e che ci attraggono e spaventano al tempo stesso.
Quel tipo di sentiero non è vincolato dalle rigide leggi della fisica classica, ma ricorda semmai quelle probabilistiche della fisica quantistica. Noi siamo gli osservatori, e come ricorda Gurdijeff, considerato da Battiato una autentica Guida spirituale, dobbiamo osservarci dall’esterno per comprendere chi siamo.
Percorrendo le vie dell’immaginazione giungiamo inevitabilmente di fronte a numerosi bivi, ove è richiesta una scelta per proseguire.
A questo punto dobbiamo restare in ascolto e percepire con la nostra intimità quale via imboccare.
Forse alcuni Lettori saranno sorpresi da queste considerazioni che sembrano esulare dai pensieri consueti, per entrare in quelle dimensioni molto personali che possono apparire fuori contesto.
Tuttavia attivando la nostra attenzione potremo accorgerci che in numerosi momenti della nostra vita il testo di una canzone ascoltata in modo più attento, può far emergere significati nuovi o nuove associazioni di idee che aprono porte verso scenari a cui non avevamo mai pensato razionalmente…
Oppure, durante una passeggiata in un bosco, un profumo o un suono colpiscono la nostra attenzione, suggerendoci qualche immagine legata a chissà quale ricordo che genera una forte emozione.
Siamo letteralmente immersi in una molteplicità di dimensioni che hanno la possibilità di comunicare con noi attraverso infiniti stratagemmi emozionali. Forse abbiamo accesso a Campi quantistici consustanziali al nostro, e riusciamo ad accedervi “sintonizzandoci” spontaneamente.
Sollevando il Velo di Maja ci accorgeremo che esiste una Realtà molto più vasta di quella che conosciamo, una realtà che può farci paura perché le sue dimensioni sono l’infinito e l’eterno.
Nulla ci spaventa di più di ciò che non possiamo misurare con il metro o l’orologio. Una Realtà fluida che sfugge a tutte le leggi che conosciamo risulta inquietante e spaventosa. La mancanza di possibilità di controllo indica la misura della nostra limitatezza, e l’idea di accettare che apparteniamo ad una realtà eterna e infinita, e che quindi siamo eterni e infiniti pure noi, ci destabilizza e ci spinge fuori dalla zona di confort fatta di abitudini, bollette da pagare e piccole o grandi soddisfazioni quotidiane.

Forse alcune persone troveranno queste considerazioni fuori luogo o prive di alcun interesse, altre le sentiranno risuonare e proveranno il desiderio di compiere degli approfondimenti.
Alle prime non dico nulla, non servirebbe aggiungere altre parole che scatenerebbero solo reazioni di allontanamento.
Alle seconde suggerisco di compiere delle belle passeggiate in un bosco, di visitare una grotta di restare ad ascoltare le onde in riva al mare, o di guardare uno dei tanti video che trattano il tema della Spiritualità e che suggeriscono anche ottimi libri di approfondimento.
Come molti sanno stiamo vivendo un periodo particolarmente difficile, più difficile di quanto appaia, e dedicare del tempo a noi stessi, soprattutto ora che molti stanno per godere di un momento di meritato riposo, può risultare estremamente utile e piacevole.

Emoziona quello che scrivi, osservare con la calma interiore e liberi da preconcetti,osservare entrando nelle forme e nel loro fluire sempre meravigliosamente ritmico e regolare significa
meditare. Meditare fuori da sé, le forme assumono significati sorprendenti nel loro nascere e nel loro divenire. Si arriva spesso a un’ intuizione profonda e terapeutica per sé e per l altro essere che sia umano animale vegetale e anche minerale. Chi non ha mai provato forse non riesce a capire. La meditazione orientale per noi è superata. Noi ci troviamo fuori ed è fuori che comprendiamo che il nostro bisogno di controllo è una vacua chimera.
Grazie Patrizia, sono solo piccoli pensieri che fluiscono senza chiedere permesso. Le idee circolano senza ostacoli e qualche volta siamo tentati di accoglierle, dando loro lo spazio che desiderano.
Hai ragione sono piccole meditazioni che ci accompagnano durante le passeggiate o i momenti in cui lo sguardo sembra non appartenerti più… in pratica quando osserviamo noi stessi, staccandoci dai pensieri per entrare nella consapevolezza dell’eterno presente 🌹