Il Voxonus Quartet propone uno stimolante programma incentrato sulla letteratura cameristica del secondo Settecento.
Il concerto in programma sabato 8 novembre 2025 alle ore 17.30 nel Salone dei concerti del Civico Istituto di Musica “Giuseppe Verdi” sarà imperniato sulla letteratura cameristica della seconda metà del XVIII secolo. Il cuore di questo repertorio è costituito dal quartetto per archi, un genere che grazie ai compositori del Classicismo viennese – primi tra tutti Haydn e Mozart – raggiunse vette di inusitata perfezione e che il grande poeta Johann Wolfgang Goethe definì acutamente come «riunione di quattro persone intelligenti in amabile conversazione».
Questo concerto vedrà grande protagonista il Voxonus Quartet di Savona (di cui fa parte il violinista Maurizio Cadossi, nuovo direttore musicale dei Musici di Santa Pelagia) e si inserisce nelle attività organizzate dal CERQUI (Centro di Ricerca sul Quartetto Italiano), un ambizioso progetto nato in seno all’Orchestra Sinfonica di Savona al quale ha aderito fin dall’inizio Regie Sinfonie, che focalizza la sua attenzione sulla produzione quartettistica dei compositori italiani del Settecento, privilegiando quelli che per la maggior parte della loro carriera si sono dedicati al melodramma.
Lo studio di queste poco note fonti quartettistiche è finalizzato alla produzione delle edizioni critiche in vista delle esecuzioni concertistiche condotte secondo i più recenti criteri della prassi storicamente informata e su strumenti originali.
Il programma parte dal Quartetto in si bemolle maggiore K. 160 di Mozart, una bella pagina dalla freschezza sorgiva scritta dall’allora diciassettenne compositore durante il soggiorno a Milano che coincise con la prima rappresentazione dell’opera Lucio Silla. Meno di sei mesi più tardi il sommo Salisburghese portò a termine a Vienna il Quartetto in fa maggiore K. 168, un’opera strutturata in quattro movimenti, nella quale l’autore si distacca dal modello italiano, per guardare decisamente verso quello che sarà il suo stile maturo.
Allo stile italiano appartengono invece i quartetti di ascolto molto raro sia del lucchese Luigi Boccherini sia del cuneese Antonio Bartolomeo Bruni, che ci hanno lasciato un ampio patrimonio di lavori cameristici tuttora in attesa di essere riscoperti, nel quale il collaudato impianto classico inizia a coniugarsi con i temi e gli spunti che saranno propri della poetica del primo Romanticismo.
Sabato 8 novembre 2025 – ore 17.30
Salone da concerti del Civico Istituto di Musica “Giuseppe Verdi”
Via Natta 22 – Asti
LO STRUMENTO A SEDICI CORDE – IL QUARTETTO D’ARCHI NEL SECONDO SETTECENTO
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Quartetto in si bemolle maggiore per archi K. 160
Allegro – Un poco adagio – Presto
Quartetto in fa maggiore per archi K. 168
Allegro – Andante – Minuetto – Allegro
Luigi Boccherini (1743-1805)
Quartetto in do maggiore per archi op. 2 n. 6
Allegro con spirito – Largo assai – Tempo di Minuetto
Antonio Bartolomeo Bruni (1757-1821)
Quartetto n. 5 in re maggiore per archi (Libro IV)
Allegro vivace – Rondò
Voxonus Quartet
Ingresso: € 5
CURRICULUM
Voxonus Quartet
Il Voxonus Quartet è il quartetto d’archi nato all’interno del più vasto progetto Voxonus “Academia di Musici e Cantori”, un complesso strumentale e corale con organico variabile che vanta importanti collaborazioni con il Teatro La Fenice di Venezia, il Maggio Musicale Fiorentino, la Sagra Musicale Umbra e l’Orchestra Rai. Composto da Maurizio Cadossi (violino), Claudia Monti (violino), Claudio Gilio (viola) ed Eugenio Solinas (violoncello), “prime parti” anche in orchestre di levatura nazionale, il Voxonus Quartet è specializzato nel repertorio barocco e classico, eseguito con strumenti originali dell’epoca e secondo la prassi storicamente informata.
Particolare attenzione è posta al periodo di transizione con strumenti dalla montatura classica, corde di budello e accordatura a 430 Hz, in grado di esaltare la scrittura post e tardo barocca. Il Voxonus Quartet è Quartet-in-residence presso il Voxonus Festival. Il Voxonus Quartet ha ottenuto lusinghiere recensioni delle sue incisioni discografiche: “Se Charles Burney fosse vivo ai nostri giorni e avesse ascoltato questo disco del Quartetto Voxonus sono pronto a scommettere che avrebbe elogiato l’ottima qualità dell’esecuzione senza soffermarsi più di tanto sulle particolarità dei quartetti d’archi di Giuseppe Demachi e di Giuseppe Maria Cambini” (Marco Bizzarini, Musica).
