Film trash o strumento del Progetto Blue Beam?
In un caldo pomeriggio di prima estate non si poteva non andare a vedere l’ultimo film del maestro dell’intrattenimento Steven Spielberg, certi di trovare conforto nell’aria condizionata accesa e nelle comode poltroncine della sala. Così è stato, non senza essermi sentita ad un certo punto in stato di criogenesi, ma mi sono salvata sia dall’ibernazione che dal film. Non facevo fatica a credere che questo nuovo film fosse di fantascienza, dati i precedenti successi in materia: Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T. l’extra terrestre e Ready Player One. E non ho neanche avuto difficoltà a credere che fosse un thriller come i precedenti film Lo squalo e I predatori dell’arca perduta.
Appollaiata sulla poltroncina con i miei pre-giudizi seduti accanto a me mi predisposi positivamente, sicura che avrei trascorso un simpatico pomeriggio in compagnia del solito colossal americano. In effetti il film iniziò con forti immagini di wrestling, lo sport tanto amato dagli yankee. Su un ring soffocato da urli incitanti del pubblico, due energumeni inscenano una violenta lotta, che, anche se sappiamo essere spettacolarizzata, mi lasciò comunque un po’ stordita. La violenza è sempre brutta, anche se mimata. Ma che bisogno c’era d’iniziare un film che nel prosieguo sembrerà una “ingenua fiaba” con quelle scene dure e violente? Con il film non c’azzeccano niente ma con la firma americana si.
Vabbè, mi sistemo meglio sulla poltrona, adesso arriverà il bello, penso. Non passa mezz’ora che la trama mi si dispiega dinanzi in una sequenza noiosa, ripetitiva, banale, superficiale e buonista, di immagini e personaggi che sembrano usciti dall’ultima serie di Topolino.
Il film è un vero documentario sulla storia della presenza sulla terra degli ufo e degli alieni, dall’incidente di Roswell del 1947 ad oggi, inserito nell’attuale contesto del rischio di una terza guerra mondiale. La trama è la seguente. Daniel Kellner, un esperto di sicurezza informatica ruba all’agenzia segreta Wardex che collabora con il governo statunitense i file secretati (quelli che il Presidente D.Trump aveva promesso di declassificare) che descrivono tutti i contatti avuti tra umani e alieni dal 1947 ad oggi e un attrezzo tecnologico alieno. Il CEO della corporation, Noah Scanlon gli dà la caccia per recuperare il tutto. E purtroppo tutto il film (sic!) per ben due ore e venticinque minuti si dispiega in questa strenua caccia che vedrà come protagonisti non gli attori umani ma le autovetture; tantissime autovetture impiegate in rocamboleschi inseguimenti (all’americana!) per le strade del Missouri, della Virginia e di Arkansas City.
Daniel spiega alla sua ragazza, che sta fuggendo con lui, che vuole rendere pubblici quei file perché “la gente deve sapere la verità, appartiene a 7 miliardi di persone! Bisogna rivelare tutto al mondo intero, tutto in una volta!”. Primi piani di attori inespressivi ma plateali, occhi sgranati e sguardi puntati sul vuoto, l’immancabile eroe americano appare, il buono che denuncia le malefatte degli umani contro gli alieni catturati e sottoposti a sperimentazioni crudeli per 79 anni, oltre che derubati della loro tecnologia. Fanno eco alle parole di Daniel quelle del ribelle Hugo Wakefield, che dirige la sua fuga, e che solennemente dichiara “Le persone hanno fame di verità!” “Una campagna di bugie lunga 79 anni, e adesso deve finire!”. Il CEO Noah invece urla tra una crisi isterica e l’altra (povero Colin Firth, che ruolo stupido a fine carriera) che “la verità sconvolgerà l’ordine costituito in tutto il mondo!”, “ gli uomini non possono accettare ciò che sappiamo!”.
Ma anche la storia della meteorologa Margaret Fairchild, tra le protagoniste del film (non della stessa importanza espressa dalle autovetture, certamente) s’intreccia a formare il ‘thriller’ a quella degli altri protagonisti. Tra un inseguimento di auto e l’altro, tra scene spettacolari prive di significato e di effetti speciali, tra animali di paglia che dovrebbero rappresentare le forme assunte dagli alieni per studiarci, tra cerchi di grano, adduzioni, teletrasporto, telepatia e apocalisse (Spielberg non s’è lasciato indietro nulla) ci fanno capire che i poteri speciali che gli alieni hanno dato a Daniel e Margaret quando erano bambini, servono per creare un ponte tra noi e loro, per farci comunicare, noi umani, involuti e autodistruttori con gli alieni buoni e più evoluti, arrivati in nostro soccorso sulla terra. Tra un’autovettura e un treno in corsa s’insinua anche un maldestro tentativo di dare delle spiegazioni e delle soluzioni del fenomeno alieni a livello religioso e filosofico, indirizzate pedagogicamente alla massa umana informe e disconnessa dalla propria mente.
Un colpo di scena dietro l’altro, estenuanti inseguimenti, che sebbene fatti da autovetture (quasi con guida autonoma) mi stancano come se li avessi fatti personalmente, e la fine appare finalmente quando Hugo presenta al mondo l’extraterrestre salvato dalle sperimentazioni umane. Appare una versione anziana (giusto per mantenere il collegamento tra gli 80 anni di pseudo storia) del caro E.T., il quale, dopo essere stato ammirato da tutti gli astanti, lascia un messaggio per l’umanità attraverso l’interpretazione che ne dà il duetto di prediletti. A quasi totale spegnimento dei riflettori, e dopo la giusta suspense, Margaret dice solamente…“ascoltate!”. Questo è il messaggio del saggio e anziano E.T.
Wow! Due ore e trenta del mio prezioso tempo sprecate per sentirmi fare una lezioncina morale americana, per sapere che gli esseri umani sono tacciati di cattiveria e stupidità, a tal punto d’aver bisogno degli alieni per salvarsi da se stessi. Ho rimpianto tanto le delicate parole dette da Mr. Wu a Klaatu nel film ‘Ultimatum alla terrà riguardo alla speranza e alla bontà dell’umanità.
Insomma, in queste ultime scene si è appalesata la vera vocazione del film. Devono informarci che per il nostro bene arriveranno sulla terra gli alieni buoni, più evoluti, più intelligenti e che ci insegneranno ad essere ‘empatici’, e così poterci ascoltare tra di noi e ascoltare loro, sotto il quale governo unico mondiale dovremo porci con fiducia e mitezza. Questo messaggio è destinato alla massa informe di umani disfunzionali quali siamo diventati negli ultimi cinquant’anni. Un vero film documentario propagandista dell’alieno dio simile ai film di propaganda nazista che volevano indottrinare la massa all’antisemitismo.
Ma perché Spielberg ha scritto e diretto un film così sciatto? Premetto però che mentre mi rimproveravo di essere critica trovavo delle recensioni del film che mi consolavano. Si perché il film sta risultando un flop e anche la stampa italiana lo sta cassando senza alcun timore riverenziale verso il regista che si atteggia a profeta; originario ebreo, inquisito più volte dal 1982 per pedofilia nell’ambiente hollywoodiano, massone e presente negli Epstein file.
Egli stesso come fosse il sequel del film che gli è stato ordinato di creare, in un’intervista promozionale ha candidamente affermato che “quando il giorno della rivelazione arriverà dovremo accettare che non siamo mai stati soli” “non sarebbe bello che la gente sapesse che tutto questo è vero?”. Parole così condizionanti e fortemente manipolatorie fanno pensare alla fretta che gli ‘orchestratori’ hanno di realizzare il loro progetto entro breve termine.
Sul Fatto Quotidiano un giornalista gentile, non calcando troppo la penna, ha semplicemente scritto che “l’idea che una giornalista del meteo che parla in lingua aliena in tv sia la scintilla di una rivoluzione globale suona ingenua, quasi naif. È un approccio che profuma di ingenuità anni 80, lontano anni luce dalla complessità odierna.”
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/disclosure-day-spielberg-recensione-film-oggi/8413182/
Altre testate vedono nel film il tentativo di fare “uno spiegone” agli esseri umani e di non avere alcun senso spirituale o filosofico mentre si presenta come portatore di profondi insegnamenti di tali scienze in salsa newageana. Alcuni per non offendere lo definiscono una “simpatica fiaba”, mentre altri rifiutano la lezione morale “dell’alienus ex machina”, del fatto cioè che l’umanità abbia bisogno degli alieni per salvarsi. Il vecchio E.T. che viene portato in pompa magna alla presenza di tutti nella scena finale sembra la nuova divinità che dovremmo accogliere in noi, per tutti uguale, la nuova religione mondiale che ci riunisce tutti sotto l’egida di un solo governo e di una sola élite che ci vorrebbe governare globalmente. Evidentemente, e questo film ne è la prova, gli ultimi colpi di coda dei globalisti sono più scenografici ma anche più ridicoli.
E perché questo film/documentario propagandistico è stato fatto uscire proprio a giugno 2026, mentre la scenografia era già pronta nel 2024? La risposta la trovo nel ricordo che ho di varie circostanze seguite alla pandemenza, quando nel 2024 gli effetti terroristici della stessa scemavano e si dissolvevano nella consapevolezza di sempre più persone che riconoscevano il progetto sperimentale e genocidario avviato dall’OMS nel 2020.
Nei progetti del deep state, poiché la minaccia di una nuova pandemia non ‘tirava più’, si doveva ricorrere al successivo piano emergenziale che riguardava il cambiamento climatico. E infatti si iniziò a spingere la politica del Green Deal. Ma anche per questa emergenza non era ancora arrivato il momento giusto, le organizzazioni governative e non, non erano ancora pronte a propinare in modo convincente la grande bugia del cambiamento climatico. Allora, visto che hanno programmato che la nostra nuova normalità sarà quella di passare da un’emergenza all’altra, il deep state, ha tentato di colmare il vuoto emergenziale del 2024 lanciando il progetto Blue Beam, che avevano nel cassetto già da anni.
Il progetto Blue Beam è una tecnologia avanzata sviluppata dalla NASA negli anni 90 che simula un’invasione aliena della terra. Commissionata con investimenti di milioni di dollari dalla massoneria mondiale, ha lo scopo di terrorizzare i popoli del mondo e costringerli attraverso la paura ad accettare qualsiasi decisione dei loro governi, e alla fine anche un governo mondiale retto dall’élite dominante, designato a combattere contro gli alieni invasori e salvare l’umanità. Naturalmente dall’invasione dell’élite umana contro gli umani sottomessi non si potrebbe più tornare indietro. Tecnologicamente si trattava e si tratta di proiezioni olografiche in cielo di moltitudini di formazioni di navi aliene, con proiezioni di echi di voci e rumori terrifici, che simulano un imminente attacco alla terra.
L’unica differenza tra il progetto Blue Beam e l’ultimo film di Spielberg è che mentre il primo prevede alieni cattivi che ci invadono, il secondo, sulla scorta di un progetto più attualmente sdoganabile, prevede alieni buoni che vengono a salvarci da noi stessi.
Tornando a novembre 2024, il deep state per riempire il vuoto emergenziale lasciato dalla pandemenza da Covid19, che non si poteva reiterare, nonostante fossero pronti in coda altri virus chimera per essere diffusi tra le popolazioni del mondo, pensò di creare panico nel mondo paventando l’invasione degli alieni. Infatti, negli Stati Uniti d’America, a New York, nel New Jersey e in Pennsylvania si assistette dall’autunno 2024 e per qualche mese ad avvistamenti in cielo di miglia di ufo e altri fenomeni non militarmente classificabili, che il Pentagono e il Congresso presero sul serio e promisero di studiare. Addirittura in paesi dell’America Latina molto cattolici, come il Brasile e l’Argentina apparvero in cielo le figure di Gesù e della Madonna, benedicenti la popolazione o profeti di disastri apocalittici, a seconda di quali necessità dei credenti abbisognasse soddisfare in quel periodo. Molto sensibile l’élite ai bisogni degli ‘inutili mangiatori’ (Y.Harari, ideologo del NWO), li conoscono meglio di quanto loro conoscano se stessi.
“I Rockefeller sono i principali mecenati della menzogna aliena, come visto nel caso di Sitchin, ma il loro ruolo è praticamente presente in ogni montatura sugli extraterrestri” “Disclosure Day può considerarsi una summa, o forse un riciclo, degli inganni dei quali si è appena detto”. Così scrive Cesare Sacchetti nell’articolo relativo all’inganno alieno costruito negli ultimi 80 anni, di cui lascio il link per chi vuole approfondire:
Per quanto mi riguarda è lapalissiano come la penso, ma “L’universo è un posto davvero grande. Se siamo solo noi, sembra un terribile spreco di spazio” (Carl Sagan, astronomo e divulgatore scientifico).
Sono certa che quando noi esseri umani sapremo incontrare l’alieno che è in noi non sentiremo alcun senso di inferiorità animico, mentale e spirituale verso l’alieno che è fuori. Sarà un incontro tra pari!

Intanto è come se avessi già visto il film. Mi inchino a Ines Buonora per la sua lucida e profonda analisi nonché per il giudizio (persino garbato): sempre più raffinata.
Grazie
Grazie Susanna. Di questi tempi penso che il garbo sia un dovere, per mantenere equanimità e vincere resistenze e pregiudizi.
Non l’ho visto e non andrò a vederlo. Grazie Ines
Un buon gelato dà più soddisfazione e non ingabbia la mente. Grazie Michela 🙂
Non aappena uscirà da queste parti, saprò che non devo andare. Grazie