Un convegno sulla stregoneria a cura di Ecospirituality Foundation, Centro Studi Giancarlo Barbadoro e Yume edizioni, presso l’Ecovillagio Dreamland de La Mandria
Domenica 12 ottobre, dalle ore 15,30, presso l’Ecovillaggio Dreamland situato dentro la Mandria, si terrà un convegno che vuole indagare gli ultimi studi legati alla stregoneria, facendo luce sulla differenza tra superstizione e scienza antica.
Gli organizzatori, Ecospirituality Foundation, il Centro Studi Giancarlo Barbadoro e la Yume edizioni, da molti anni si impongono come realtà importanti in una rete di ricerche interdisciplinari che travalicano i confini tradizionali del sapere.
Nel corso dei secoli, la stregoneria ha oscillato tra due poli interpretativi, da un lato, la superstizione, figlia dell’ignoranza, del timore e delle avversità della vita; dall’altro, l’eco di una scienza arcaica, frammentaria, trasmessa oralmente e poi repressa. Questa dualità non è solo una questione semantica, ma riflette due visioni del mondo, quella razionale e quella magica; suddivisione che sembra essersi rincorsa nei secoli, come dimostrano i numerosi editti e leggi emanate per sopprimere le pratiche magiche, anche se la storia attesta che spesso erano proprio coloro che decidevano di imporsi contro la magia, che vi si dedicavano. Infatti imperatori e papi erano circondati da indovini e astrologi, che non potevano fare a meno di indagare il mistero.
Senza contare che il popolo si dedicava con solennità alla trasmissione dei racconti e degli usi degli antenati, custodendo la memoria collettiva attraverso la parola e il rito; alla magia, invece, si accostava in modo diverso, più silenzioso e intuitivo, come a un sapere sottile che scorreva tra gesti quotidiani, simboli nascosti e pratiche condivise lontano dagli occhi del potere. Sovente l’ignoranza non consentiva neppure di comprendere i divieti ad azioni che venivano compiute da sempre e che erano considerate normali.
È forse con il passare del tempo che la “modernità” ha voluto dare alla stregoneria, intesa appunto come atto magico, un volto negativo e pericoloso e con l’avvento della scienza moderna e della religione istituzionalizzata, tutto ciò che non poteva essere misurato, replicato o canonizzato è stato relegato nel regno dell’irrazionale. Le streghe, da guaritrici e custodi di saperi erboristici, detentrici dei cicli della natura e della vita, sono diventate emissarie del demonio, vittime di roghi e persecuzioni.
La superstizione, un insieme di credenze e pratiche che attribuiscono significati o effetti a eventi, oggetti o comportamenti senza fondamento razionale o scientifico, vista come uno specchio di pratiche antiche da sradicare, è stata uno degli elementi usati contro le pratiche della cultura popolare.
E se invece la stregoneria fosse una scienza dimenticata? Non nel senso moderno di laboratorio e metodo sperimentale, ma come sistema coerente di conoscenze empiriche, simboliche e spirituali. Le streghe (e gli stregoni) conoscevano le proprietà delle piante, i ritmi lunari, le influenze astrologiche, le dinamiche energetiche del corpo umano. Molte delle loro pratiche, oggi bollate come superstizione, trovano corrispondenze sorprendenti nella medicina naturale, nella psicologia archetipica, nella fisica quantistica.
Il confine tra magia e scienza, in fondo, è spesso una questione di linguaggio e di epoca.
Non si tratta neppure di negare la scienza, ma di riconoscere che esistono altri modi di conoscere, attraverso il passato, la natura, il corpo, il sogno, il simbolo, il rito.
La strega, in questa prospettiva, così come le dee del passato, diventa una mediatrice tra i mondi, un aiuto a mettersi in contatto con la divinità.

In tempi recenti, il crescente interesse per l’esoterismo, la spiritualità alternativa, la medicina olistica e le pratiche rituali dimostra che un lato della stregoneria, lungi dall’essere un relitto del passato, è una chiave per comprendere il presente. La sfida è distinguere tra ciò che è davvero superstizione – credenze infondate, paure irrazionali, manipolazioni – e ciò che è sapere ancestrale, da riscoprire con mente aperta e spirito critico.
Ed è proprio questo “guanto di sfida” che si raccoglierà domenica 12 ottobre presso l’Ecovillaggio di Dreamland, dove Massimo Centini, Rosalba Nattero e Katia Bernacci cercheranno di capire come dialogare con le due facce della medaglia: la razionalità e la magia.
Gli interventi verteranno sul mito (e sulla trasformazione di questo) della caccia selvaggia e sulle credenze popolari con l’antropologo Massimo Centini, sui legami tra la stregoneria e lo sciamanesimo della giornalista e scrittrice Rosalba Nattero e sull’evoluzione delle tradizioni e dei simboli delle figure femminili del passato considerate magiche della giornalista e saggista Katia Bernacci. Seguirà rinfresco Vegan a cura dell’organizzazione.
Ingresso libero
Ecovillagio di Dreamland, parco LA MANDRIA
Via Senatore G. Agnelli 2, Fiano (TO)
Segnalare adesione a [email protected]
Immagini di Ecospirituality Foundation
