10 Ottobre 2026

5 thoughts on “Il punto su Stellantis e la produzione a Torino”

  1. Se pensiamo alla multipla degli anni sessanta, direi che abbiamo precorso i tempi. Poi , seduti sugli allori abbiamo fatto macchine come la Duna. Imbarazzante. E gli altri andavano avanti. Ormai è difficile credere ad un ritorno di classe.

  2. È già da anni che stanno spostando macchinari e produzione di pezzi in altri posti come la Romania India ecc.. e solo una farsa ma da qui sparisce tutto quello che era FIat che non esiste gli Elkann sono banchieri e pensano solo ad aumentare il capitale delle risorse umane non gli importa non è il nonno né Giovannino il cugino che è morto giovane

  3. Per un infermiere, essere in sala operatoria per anni, non lo fa diventare un chirurgo. Così, gli Elkann, nipoti dell'”Avvocato”, non saranno mai imprenditori ed industriali, ma piuttosto pippatori e scroccatori. Noi Italiani siamo stati bravi ad essere carrozzieri, motoristi e creatori di stile inconfondibile, oggi siamo alla ricerca di chi ci vende i motori (ciufeca), carrozzierie tutte uguali, auto a pile e operai al prezzo più basso. Questa è la globalizzazione, c’è chi la persegue….

  4. Io non ho competenze specifiche in merito, ma vedo “una luce che si spegne”…forse le modalità di conduzione sono troppo ancorate allo sfruttamento, al potere di casta , anziché ad una reale volontà creativa per il benessere di tutti.
    Solo oggi ho avuto ennesima conferma che negli stabilimenti sopravvissuti,
    Gli operai lavorano senza riscaldamento ad una temperatura di 13 gradi per 8 ore nel periodo invernale…e mi risulta da qualche anno! Difficile intravvedere una ripresa costruttiva!

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