Torino, Cattedrale di San Giovanni Battista, Foto di Ezio Marinoni
Il 24 giugno si festeggia il Santo Patrono di Torino, voluto dai Longobardi
Attenzione a non confondere il giorno e la notte del 24 giugno, festa di San Giovanni Battista! Questa festa è un rito, una celebrazione, una festa cristiana, di origine pagana (Litha), che si celebra il 24 giugno di ogni anno.
Il nome Litha, in una deformazione linguistica locale, appare per la prima volta nel testo De temporum ratione del monaco anglosassone Beda il Venerabile (Nortumbria, 672/673 – Jarrow, 26 maggio 735), nel capitolo riguardante le denominazioni dei mesi (Junius Lida, Julius similiter Lida).
Nell’opera Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien il nome Litha indica l’intera stagione estiva.
La notte di san Giovanni Battista è, ovviamente, alla vigilia del giorno di venerazione del santo, quando alla sera è usanza, in molti luoghi e Paesi, accendere fuochi rituali e propiziatori.
L’origine di questa usanza è associata alle celebrazioni per l’arrivo del solstizio d’estate, che cade il 21 giugno nell’emisfero settentrionale, il cui rito principale era quello di accendere un fuoco. Nella versione pagana lo scopo del rito intendeva dare più forza al sole, che a partire da quel giorno inizia a diventare più debole, in quanto le giornate si accorciano sempre più fino al solstizio d’inverno. Inoltre, il fuoco era una funzione purificatrice per le persone che lo guardavano.
Secondo la tradizione, la sera del 23 giugno si usava preparare l’acqua (o rugiada) di San Giovanni: una bacinella d’acqua veniva riempita con fiori, erbe e aromi, lasciata tutta la notte all’aperto, la mattina dopo (giorno di San Giovanni) utilizzata per lavarsi il viso, altro segno di purificazione e rigenerazione, di cui abbiamo perso il significato nella quotidianità moderna Non dimentichiamo che, in antico, quando l’acqua era un bene prezioso e l’igiene personale inferiore a oggi, ogni “lavanda” assumeva un valore.
Le erbe da selezionare per l’acqua di San Giovanni erano: ginestra, papavero, petali di rosa, menta, lavanda, camomilla, timo, rosmarino, artemisia (chiamata anche “assenzio volgare” e dedicata alla dea Diana – Artemide), finocchio selvatico (potente amuleto utile ad affinare l’occhio contro gli inganni) e l’avena (simbolo d’abbondanza, aiuta a effettuare le scelte giuste). l’iperico, la lavanda (chiamata erba di San Giovanni) e il rosmarino.
La notte di San Giovanni Battista è, da sempre, legata a riti e feste, tanto che già Sant’Agostino (354 – 430) la menzionava a proposito della Chiesa africana latina.
Per quale motivo la figura di San Giovanni Battista è così importante? Nato poco prima di Gesù, è colui che prepara la via al Redentore, istituendo il sacramento del battesimo: per questa ragione si giustifica il fatto che sia l’unico tra i Santi che viene commemorato nel giorno della nascita e non in quello della morte, come accade a tutti gli altri, perché il vero “dies natalis” è quello dell’assunzione al cielo. A San Giovanni Battista spetta il medesimo onore che è riservato a Cristo, del quale ricordiamo la nascita a Natale (anche in questo caso, pochi giorni dopo un altro solstizio, quello invernale): colui che avrebbe portato la luce nel mondo e colui che ne prepara la venuta, sono ricordati in coincidenza con due eventi significativi per il ciclo annuale del sole e della natura.
Torino lo ha eletto a suo Santo Patrono, protettore del capoluogo piemontese da tempi remoti. La consacrazione dell’attuale Duomo al Battista è da far risalire ai Longobardi e ad Agilulfo, Re dal 591 al 615; la sua consorte, la Regina Teodolinda, fa proclamare San Giovanni Battista patrono del Regno longobardo. La Cattedrale torinese intitolata al Santo sorge su un’area sacra, anticamente costituita da tre chiese paleocristiane (dedicate a San Salvatore, a Santa Maria de Dompno e a San Giovanni Battista).
Durante i festeggiamenti a lui dedicati, fin dal Medioevo, Torino si fermava per due giorni, per partecipare alle celebrazioni di un rito che era (ed è) una mescolanza tra credenze pagane, tradizione e fede religiosa.
Gli eventi più importanti della attuale festa di San Giovanni Battista a Torino sono:
il 23 giugno, la sfilata pomeridiana in costume d’epoca, con circa duemila figuranti per le vie del centro, organizzata dalla Associassion Piemontèisa, e il Falò serale;
il 24 giugno, la Messa solenne in Duomo, alle 10.30, presieduta dall’Arcivescovo Card. Roberto Repole; alla celebrazione religiosa si affianca la distribuzione dei Pani della Carità, prodotti dai panificatori torinesi e a cura della Famija Turinèisa; la sera, con il favore del buio, i fuochi d’artificio sul Po, che qualche volta sono stati sostituiti da uno spettacolo di droni luminosi.
Il rispetto della tradizione vuole che la sera del 23 giugno, come detto, intorno alle 22.00, si accenda il Falò, in Piazza Castello di fronte a Palazzo Madama; oggi è uno spettacolo coreografico, ma in passato assumeva una valenza di purificazione e di buon auspicio. Quando Casa Savoia era presente a Torino, il fuoco veniva acceso dal figlio minore del Principe e illuminava la piazza per tutta la notte tra il 23 e il 24 giugno. Al centro del Falò viene issata la sagoma di un Toro che, a seconda della direzione in cui sarebbe caduto, avrebbe portato fortuna o sfortuna nell’anno a venire, e il rito si ripete ancora oggi, sotto gli occhi delle televisioni: se il Toro cade verso Porta Nuova, si vuole che l’anno sarà propizio; se l’immagine taurina cade in direzione opposta a Porta Nuova, tradizione vuole che l’anno sarà infausto.
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