Torino è ostaggio di maranza e baby gang. I Carabinieri arrestano un 16enne già noto al Tribunale per i Minorenni.
I reati minorili sono sempre più frequenti e più invasivi nella nostra società.

Da diversi mesi, specialmente nelle trasmissioni di approfondimento giornalistico della prima serata di Rete4, si parla della necessità di inasprire le pene per i minorenni che delinquono e di smettere di avere troppa tolleranza nei confronti di maranza, immigrati di seconda generazione, e compagnia cantante.
Ovviamente quando si trattano questi argomenti si viene immediatamente tacciati di “fascismo”, “intolleranza”, “razzismo”. Per la Sinistra nostrana non è concepibile che il popolo chieda legalità.
Nella giornata di ieri, i solerti militari dell’Aliquota Comunicazione e Stampa del Reparto Operativo presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Torino, hanno diramato un Comunicato Stampa nel quale si parla di un episodio avvenuto nella notte del 30 novembre 2025, nella centralissima Piazza Vittorio Veneto, a Torino.
I fatti si sono svolti attorno alle 3:30 del mattino quando un gruppo di giovani, finita la serata di svago, si stava accingendo a tornare a casa.
Dall’Arma comunicano che “un ragazzo, staccatosi dal gruppo di amici, aveva richiamato l’attenzione di una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia San Carlo, a distanza di pochi metri da quella che sembrava essere una rapina appena consumata”.
I Carabinieri di Torino, vista la quantità di reati minorili che si consumano con una frequenza innegabile, hanno ormai l’occhio allenato a certe scene e, infatti, hanno attenzionato un giovane che “si stava allontanando di corsa dopo che aveva fermato un gruppo di tre ragazzi con il pretesto di chiedergli il contatto Instagram, per poi, successivamente dietro minaccia di un coltello a serramanico, incalzarli con una richiesta di denaro”.
Questo tipo di storie sta veramente stancando la cittadinanza onesta e per bene.
All’esame obiettivo dei fatti si può condividere che “il gruppo di ragazzi, per timore che la situazione degenerasse, era riuscito quindi a racimolare 30 euro e a consegnarli al sedicenne, in fuga dopo la richiesta di aiuto ai Carabinieri dell’amico delle vittime”.
Dall’Aliquota Comunicazione e Stampa precisano: “L’inseguimento a piedi del minore, terminato nel giro di poco anche con il ritrovamento del coltello cui aveva tentato di disfarsi durante il tragitto gettandolo sotto un’auto, ha permesso di arrestarlo in flagranza”.
E’ doveroso fare un plauso ai Carabinieri della Compagnia San Carlo che si sono immediatamente messi a disposizione del ragazzo che li ha interessati e, con prontezza, si sono posti all’inseguimento del reo, seppur minorenne.
In un Paese giustificazionista e clemente nei confronti dei minorenni ce delinquono, è assai importante sapere che i Carabinieri non si tirano indietro quando c’è da tutelare un onesto vittima di reato.
Al momento si può dire – al netto del fatto che ci si trova nell’alveo delle indagini preliminari – che “l’autore, classe 2008 e residente a Torino, già scontava la misura della messa alla prova concessa dal GUP Minorenni di Torino per reati contro la persona e il patrimonio. L’arresto è stato convalidato dal GIP dietro richiesta della Procura per i Minorenni di Torino e il sedicenne è ora collocato in comunità”.
Ancora una volta, si vede come la misura della “messa alla prova” non è assolutamente risolutiva perché sono moltissimi i minori che, nonostante questa bonaria concessione del Tribunale, continuano a compiere reati indisturbati, a piede libero.
Nonostante la violazione di una misura, un reato accertato dai Carabinieri, il Tribunale per i Minorenni ha stabilito il collocamento in comunità. Non si capisce per quale motivo non si spalanchino le sbarre del Carcere Minorile per soggetti che delinquono e, nonostante una prima condanna, perseverano nel commettere atti delittuosi.

La tolleranza, oltremodo esagerata, che la Magistratura minorile ha nei confronti di questi soggetti risulta poco credibile ai cittadini onesti e per bene.
Torino è ostaggio di baby gang, maranza, baby delinquenti che sentono chiaro il senso di impunità e l’assenza dello stato di diritto.
Il Governo Meloni sta lavorando sodo per metter mano al codice ma l’opposizione, i sindaci, e buona parte della Magistratura rema contro. Questi sono i risultati.
Il tempo è galantuomo e la storia si impone da se stessa. Come evolverà la situazione a Torino?

La situazione si potrà sbloccare solo con la riforma della giustizia; certo fa ridere i polli una città che è stata capitale, una città colta e con una grande storia, che si consegni in mano a stupidì ragazzotti ignoranti e violenti!! Con gente così ci vorrebbero 4 sberle e poi pigliarli e metterli di peso su un aereo e paracadutarli nel Sahara per vedere come se la cavano a vivere senza rapinare nè farsi mantenere da altri.
Carissima Margherita, urge il referendum sulla Giustizia.
La Magistratura non può avere uno strapotere.