Silvia Sardone rovina il sonno dei membri delle comunità maomettane disseminate per l’Italia. Costoro la denunciano per “islamofobia”.

Negli ultimi giorni dalle comunità maomettane disseminate sul suolo nazionale si sono sollevate una marea di accuse e critiche feroci nei confronti dell’eurodeputato Silvia Sardone, “Lega”, che da anni grida ad una pericolosa ed innegabile islamizzazione dell’Occidente.
Uno dei più acerrimi attacchi a Silvia Sardone li ha proferiti l’Assessore ai Rapporti con Istituzioni Sovracomunali del Comune di Paullo, Abdullah Badinjki, “Per la Città di Paullo”.
Sul suo Profilo Facebook Badinjki ha scritto che Silvia Sardone “Vede un musulmano, tira fuori il telefono; ne vede dieci, registra un video; ne vede trenta raccolti in preghiera in un angolo di un parco, parte il racconto vergognoso dell’islamizzazione e della città in ostaggio”.
Parole assai opinabili visto che l’on. Sardone è all’apice della sua carriera politica ed ha un seguito assai nutrito di elettori che non vogliono vedere le loro cittadine ostaggio di una “cultura” – quella maomettana – che nulla ha a che vedere con quella italiana, europea, occidentale.

L’Unione Europea è nata su radici Giudaico-Cristiane e i Padri dell’Europa unita non avevano affatto in mente di maomettanizzare il Vecchio Continente.
Spiace se Abdullah Badinjki non condividerà queste asserzioni ma gli farebbe bene leggere “Un’altra Europa è possibile” dell’indimenticato monsignor Aldo Giordano.
Probabilmente l’on. Silvia Sardone ha metodi un po’ poco ortodossi nell’esprimere le sue convinzioni ma l’articolo 21 della Costituzione glielo consente. Nessuno, meno che mai chi ha un’altra “cultura” e spesso è italiano per naturalizzazione, ha il diritto di attaccare con violenza e virulenza un Eletto, rappresentante nelle Istituzioni.
Per chi non lo sapesse, l’onorevole Sardone vive sotto scorta di polizia dall’ottobre del 2023 quando dei Maomettani hanno minacciato di morte lei e i suoi figli. Il motivo? La sua posizione “contro l’islamizzazione in Europa, le moschee abusive, l’utilizzo di qualsivoglia foggia di velo coranico”.

Eppure – nonostante questa tragica condizione che dimostra quanto la libertà di pensiero in Italia sia a serio rischio – l’Assessore Badinjki si è sentito in diritto di asserire che Silvia Sardone “è la caricatura di se stessa. Lo stesso copione, lo stesso bersaglio, la stessa propaganda”.
A detta dell’Assessore “Silvia Sardone è pagata dai contribuenti per fare l’europarlamentare, non per essere influencer dell’islamofobia su Tiktok”. Peccato che l’eminente membro della Giunta di Paullo ha omesso di dire che Silvia Sardone, nel suo tempo libero, passa il tempo come meglio crede.

Questo atteggiamento di disistima nei confronti dell’onorevole Sardone è condiviso da moltissimi maomettani in Italia tanto che l’Assessore specifica che l’Europarlamentare “ha già guadagnato una denuncia” che – bisogna precisarlo – non equivale ad una condanna perché in Italia vale il principio di non colpevolezza.
Viene quasi da ridere – non ci fosse da piangere – quando l’Assessore dice che per i colleghi di Silvia Sardone “il mandato è un incarico istituzionale da onorare, un lavoro serio”.

Evidentemente nella sconosciuta cittadina di Paullo non hanno sentito che al Parlamento Europeo siede tale Ilaria Salis, “Alleanza Verdi Sinistra”, detentrice di due condanne definitive: una per invasione di edifici (Sentenza Corte d’Appello di Milano, irrevocabile il 19 maggio 2019) e un’altra per resistenza a pubblico ufficiale (Confermata dalla Cassazione il 03 luglio 2023).
C’è chi va in giro – come fa l’on. Sardone – a documentare l’islamizzazione dell’Occidente, seguendo le asserzioni profetiche della scomparsa Oriana Fallaci, e chi – come fa Ilaria Salis – va in giro per centri sociali, movimenti che fomentano l’occupazione di edifici, ecc…

Gli elettori hanno diritto di scegliere con chi stare. Non è l’Assessore di Paullo che ha in mano l’ago della bilancia.
Il post di Abdullah Badinjki si conclude con una frase ad effetto nella quale si dice che Silvia Sardone gira “l’Europa a registrare video contro i musulmani, alimentando odio e islamofobia”.
Asserzione assai curiosa e bizzarra.
L’Assessore, che ha giurato sulla Costituzione e rappresenta quanti lo hanno votato, sembra non sapere che nell’ordinamento legislativo e giuridico italiano non esiste un reato denominato “islamofobia” e, pertanto, sventolarlo è quantomeno inappropriato.
Nel nostro Ordinamento esiste, invece, l’articolo 604-bis del Codice Penale che punisce con la reclusione chi propaganda “idee fondate sull’odio religioso o istiga a commettere atti di discriminazione e violenza”.
Silvia Sardone non fa nulla di tutto questo ma si limita – in modo oltremodo coraggioso – a raccontare come le nostre città stiano divenendo delle specie di succursali dei peggiori califfati di Iran, Iraq, Siria ed Afghanistan.
E’ reato? Lo deciderà un Giudice. Sino ad allora la libertà di opinione deve essere garantita e tutelata.

Bravissima Silvia, ce ne fossero tante come lei….forse l ‘Italia si potrebbe ancora salvare, ma credo che ormai sia troppo tardi!
Cara Rosalba, non è mai troppo tardi e non si può perdere la speranza perché il Signore è per sempre, il suo trono di generazione in generazione (cfr. Lamentazioni 5:19).
Quando tutto sembra perduto, ricordiamoci che il Signore è con noi.
Vai Sardone, sempre tosta come Salvini.
Che poi, cosa c’é di male a girare i video?
(il grande Salvini)
Rosalba, io ne vedo tantissime che salvano l’Italia, questa benedetta Italia!
Sardone, Cisint, Ceccardi, Simonetta Matone, Angelucci, Durigon, Giulia Bongiorno, Laura Ravetto, Augusta Montaruli, Colosimo, Elisabetta Gardini, Gianfranco Rotondi, Marcello Gemmato, Paola Frassinetti, Furgiuele+Pozzolo, per dire.
Chi può proporre una classe dirigente di questa stessa stoffa?
Li hai sentiti parlare? Le cose che dicono e come le dicono!
Sardone é nella Lega per Salvini Premier, quindi Salvini per primo può salvare l’Italia.
Perché é naturalmente destinato a fare il Premier, sennò mica lo scriveva, giusto?
Mi dispiace moltissimo se tu, Rosalba cara, dici che ormai é tardi.
Oppure ci toccherà far memoria del versetto:
“È perché il monte di Sion è desolato, vi scorrazzano le volpi” (Lamentazioni 5:18)
L’islamofobia è l’antisemitismo del XXI secolo.