“Scrittorincittà” si conferma agorà della cultura e ginnasio del libero pensiero.
Novembre è, per eccellenza, il mese di “Scrittorincittà”, la kermesse letteraria nella quale giungono a Cuneo centinaia di scrittori, accompagnati dai loro editori, per presentare le loro opere, i loro saggi, i nuovi romanzi, alla città, alle scuole, alle categorie di interesse.
Abbiamo ritenuto di chiedere l’accredito stampa e di partecipare ad alcuni dei tantissimi incontri per approfondire quelle tematiche che, al di la di come la si pensi, tengono banco nella dialettica pubblica e nei talk-show televisivi.
Non potevamo non partecipare alla presentazione de “Il volo della libellula”, edito da “Einaudi Ragazzi”, scritto da Paola Predicatori.
L’incontro, il numero 111, si è tenuto ieri, 14 novembre 2025, alle ore 11:00, presso il Cinema Monviso di Via XX Settembre, ed ha visto una folta partecipazione di studenti delle Scuole Secondarie di 2 grado.
Con “Il volo della libellula”, Paola Predicatori ha voluto raccontare, con stile romanzesco, “la violenza di genere attraverso gli occhi di un adolescente in cerca della propria identità”.
L’autrice, in una breve presentazione della sua opera sui canali di “Scrittorincittà”, ha dichiarato: “Il romanzo nasce come grido di rabbia, come grido di protesta, alla notizia dell’ennesimo femminicidio nel nostro Paese. Ormai i numeri sono terribili perché parliamo di 600 donne morte in quattro anni. Questi numeri, se sommati a quelli degli altri Paesi, rappresentano la cifra di un vero e proprio genocidio”.
Parole sinceramente discutibili in quanto, giusto per essere chiari, il “genocidio” è una cosa seria, una condizione metodica che mira alla “distruzione di un gruppo etnico o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui e l’annullamento dei valori e dei documenti culturali”.
Giusto è lanciare l’allarme sul fenomeno della violenza di genere ma usare la parola “genocidio” a casaccio, un po’ come fanno da anni i “flotilli”, è davvero imbarazzante.
Dispiace molto perché la Predicatori è laureata in Lingue e in Lettere ed è una docente. Come direbbe Nanni Moretti: “Le parole sono importanti”.
Nello spiegare la sua opera, l’autrice dichiara: “Il romanzo nasce quando il protagonista, Sandro Pardi, viene lasciato dalla ragazza e quindi qui nasce il dramma: “Tu sei mia”. In questo momento lui incontra una signora, fa amicizia con un altro personaggio, Teresa, che è molto più grande di lui, che è reduce da una sconfitta personale, cioè quella di non essere riuscita ad evitare un femminicidio. Il romanzo nasce principalmente da questo confronto e poi ovviamente il tema si allarga alla costruzione della propria identità, alla costruzione di un amore – tanto per citare Ivano Fossati – e anche come si costruiscono le amicizie, le cose che sono per noi più importanti”.
Nel concludere la sua presentazione, Paola Predicatori ha chiosato: “Mi auguro che sia servito come spunto di riflessione. Io sono convinta che se il cambiamento nel nostro Paese arriverà, arriverà solo dalle nuove generazioni”.

Interessante vedere la sala del Cinema Monviso gremita di giovani, adolescenti, insegnanti. L’argomento è pregno, quanto mai attuale, degno di essere approfondito, spiegato, conosciuto.
Alla base di questa piaga sociale – perché la violenza di genere questo è – ci sono la gelosia estrema, il controllo ossessivo e compulsivo degli spostamenti del partner e delle sue attività di messaggistica sui social, il tentativo pressoché costante di svalutare “l’altra metà della mela” e di isolarla dal mondo sociale.
L’attitudine al controllo richiede assolutamente una poca frequentazione con terze persone che, se accorte, possono allontanare la vittima dalla sua preda.
Chi volesse riflettere sul tema, assaporando questo libro di narrativa per ragazzi e ragazze dai 13 anni in cerca di risposte ai dubbi sull’amore e sull’amicizia, lo potrà acquistare nelle librerie o sulla piattaforma “Amazon”.
