Psicologo obbligatorio a scuola? 960 milioni di euro da spendere?
In vista delle sempre più prossime Elezioni Politiche 2027 dalla “Lega” di Matteo Salvini emerge una proposta che ha dell’incredibile e che ha fatto saltare sulle sedie l’Associazione “Pro Vita & Famiglia”.
I leghisti vogliono imporre due ore di psicologo alle Scuole Superiori. Non sarà una scelta opzionale ma bensì obbligatoria.
Sul tema è intervenuto il portavoce di “Pro Vita & Famiglia”, Jacopo Coghe, che alla “Lega” non le ha mandate a dire: “La scuola non è un ambulatorio e crescere non è una malattia. La bozza di legge della Lega vuole imporre a tutti gli studenti delle superiori due ore al mese di “educazione psicologica” obbligatoria”.
Sembra incredibile ma è tutto vero.

Mentre in Italia siamo ammorbati da maranza, immigrati di seconda generazione, delinquenti di ogni “foggia e colore”, per la “Lega” la priorità è quella di prevedere colloqui individuali con lo psicologo e si parla di “18.000 docenti psicoterapeuti da assumere ad un costo di 960 milioni di euro”.
960 milioni di euro che potrebbero essere utilizzati per sistemare l’edilizia scolastica, migliorare il trasporto pubblico locale per collegare gli istituti scolastici con le periferie, ecc… Ma si sa, sono decenni che si mettono gli psicologi ovunque, quasi fosse una condizione senza la quale non si può vivere.
Il problema è che ci sono troppi laureati in psicologia e, in un modo o nell’altro, bisogna collocarli.
Jacopo Coghe specifica che dopo le Scuole Superiori toccherà a Medie ed Elementari. Una vera follia perché “così si medicalizza la scuola e si trasforma la normale crescita dei ragazzi in una questione clinica: la fatica, la tristezza, un litigio tra compagni, diventano sintomi da trattare”.
Il disegno è chiaro: bisogna portare nelle classi le ideologie delle Lobby, quelle che devono veicolare le loro idee alle giovani generazioni per portarle a pensare come il mainstream vuole.
Coghe è cristallino: “chi entrerà in quelle classi? Lo scorso giugno il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha aderito per la prima volta al Roma Pride, con un evento sul “diritto ad essere se stessə”, schwa compreso; l’Ordine della Toscana ha patrocinato il Pride regionale, quello della Liguria ha sfilato in corteo. Se questo è l’orientamento della categoria, il rischio è che quelle due ore non diventino sostegno ma indottrinamento, per giunta obbligatorio per legge”.
Per mesi ci hanno ammorbato con la storia della “famiglia nel bosco”, facendo di un caso singolo e specifico, una questione nazionale. Come mai adesso – ad eccezione di “Pro Vita & Famiglia” – nessuno dice nulla su questa folle proposta che costerà quasi un miliardo di euro ai contribuenti?
Queste iniziative nelle scuole sono pericolose.
“I genitori potranno sapere cosa viene detto ai loro figli? Potranno dire di no?” si chiede il dottor Coghe. Le domande sono lecite e pertinenti.
Ci sono famiglie che hanno già sollevato una questione di legittimità della proposta dal momento che “non esistono leggi o obblighi generali che impongono a un cittadino di rivolgersi a un professionista della salute mentale nella vita di tutti i giorni”.
Nessuno può essere obbligato ad andare da uno psicologo che, per la cronaca, non è un medico. La normativa italiana stabilisce che “in casi eccezionali e gravi previsti dalla legge” può essere emanato un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) che consiste nella “valutazione o intervento psichiatrico d’emergenza”.
Ci deve dunque essere una eccezionalità, gravità ed emergenza.
Le due ore di psicologo obbligatorio nelle scuole non rispondono a questi requisiti e, di conseguenza, è bene che le famiglie si attivino prontamente per impedire questa deriva.
Il dottor Coghe chiude così la sua analisi: “I disagi dei ragazzi si affrontano sostenendo le famiglie e i docenti, non mandando per legge un’intera generazione dallo psicologo. Chiediamo alla Lega di ritirare subito la bozza”.
Le Elezioni Politiche 2027 si avvicinano. Le famiglie votano. Agli elettori l’ardua sentenza.
