Mussolini, fondatore del Partito Fascista italiano, assassinato dai partigiani, è in Paradiso. A dirlo una mistica e un santo.
Nella giornata della Commemorazione di tutti i defunti parliamo della mistica Edvige Carboni che – come riporta “Deo Gratias – Preghiere e letture” – è stata implorata da Benito Mussolini di aiutarlo ad uscire dal Purgatorio.
Le fonti biografiche di Edvige Carboni ci dicono che essa “pregava costantemente per tutte le anime del Purgatorio” in quanto “per concessione divina molte di queste anime le si presentavano per chiedere preghiere e, spesso, dopo la liberazione queste anime le apparivano ringraziandola”.
Edvige Carboni, in uno dei suoi moltissimi scritti, riporta che “mentre stava pregando davanti al Crocifisso, vide delle fiamme e dalle fiamme una voce che disse: “Sono Benito Mussolini. Il Signore mi ha permesso di venire a voi per ottenere qualche sollievo dalla mia sofferenza in Purgatorio. Vi esorto, come un atto di carità, di darmi tutte le vostre preghiere, sofferenze e umiliazioni per due anni, se l’Amministratore lo consente”.
La Fede Cattolica – e lo dice anche Mussolini, parlando con Edvige – prevede che “non si può entrare in Paradiso finché non avrai pagato fino all’ultimo debito con la giustizia divina. Il Purgatorio è terribile per me, perché ho aspettato fino all’ultimo momento per pentirmi”.
Anche se molti – tanti dei quali Sacerdoti e Religiosi – hanno delle remore su queste visioni, bisogna dire che “Edvige Carboni per due anni pregò per l’anima di Mussolini, finché nel 1951, dopo la Comunione, Gesù le disse che l’anima di Mussolini era entrata in Cielo”.
Qualcuno potrebbe dire che queste cose non sono vere e che Edvige Carboni si è inventata tutto.
Noi giornalisti non siamo chiamati a fare un’esegesi delle manifestazioni soprannaturali, dei fenomeni mistici o delle locuzioni. Per questo ci sono il Dicastero per la Dottrina della Fede, la Congregazione per le Cause dei Santi, i Vescovi, i Sacerdoti e i Teologi.
Nostro compito è narrare i fatti accaduti. I giudizi se li fa e se li forma il lettore che ha sicuramente strumenti e materiali a disposizione per costruirsi un’idea propria.
A sostegno degli scritti di Edvige Carboni vi è anche un racconto di Rachele Mussolini che – in un libro – “racconta come la nonna, moglie di Benito Mussolini, era costantemente ossessionata dai sogni del marito. Lo sognava sempre in condizioni pessime, ferito, trapassato dai proiettili, con lo sguardo triste, finché un giorno lo vide sereno, tranquillo, e le disse che dove si trovava in quel momento non c’erano più rancori”.
La nonna di Rachele Mussolini “pensò che fosse stato accolto in Cielo, ma in cerca di conferma si recò da Padre Pio, chiedendogli dove fosse il marito. Padre Pio le rispose dicendole che non c’era motivo di chiederlo a lui, perché già era stato Mussolini a dirglielo quando era venuto a trovarla”.
Padre Pio fu spesso critico nei confronti del Duce e della sua gestione delle politiche militari. Il frate di Pietrelcina soffriva moltissimo nel vedere i nostri giovani al fronte, spaventati, impauriti, doloranti, … Quante mamme ha dovuto consolare quando questi tornavano mutilati, invalidi, o non tornavano affatto.
Ciò nonostante, trovandosi dinanzi la moglie di Benito Mussolini, il santo frate con le stimmate “aggiunse che l’anima di Mussolini si era salvata perché si era pentita dei suoi sbagli”.
Ribadiamo che Padre Pio, nel corso degli anni, aveva più volte detto che “Mussolini avrebbe pagato per le azioni che stava compiendo”. Allo stesso modo, pur sapendo di rischiare in prima persona, il santo fraticello affermò che Hitler sarebbe stato “confinato nell’inferno”.
“Civico 20 News”, attenta testata sulle tematiche vaticane, narra del pensiero di Edvige Carboni che “ci ricorda l’importanza delle nostre azioni durante la vita, perché quello che facciamo sarà giudicato, ma nello stesso tempo ci rende testimonianza della Misericordia di Dio verso i nostri peccati”.
La Chiesa Cattolica, nel Catechismo, scrive che “Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo” (CCC, 1031).
Secondo questo enunciato – tenendo conto che Jorge Mario Bergoglio ha beatificato Edvige Carboni – Benito Mussolini è morto “nella grazia e nell’amicizia di Dio”.
Al numero 1032 del Catechismo della Chiesa Cattolica, Santa Romana Chiesa dice che “se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre, perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione? Non esitiamo a soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere”.
Nella giornata in cui milioni di persone vanno al cimitero a rendere omaggio ai loro cari defunti, è importante riflettere sul perché lo si fa.

Anche il buon padrone si è convertito in punto di morte e sicuramente non aveva avuto una vita esemplare, a Dio nulla è impossibile… affidiamoci alla sua misericordia!
Sono d’accordo con il commento di Rosalba e mi viene anche un po’ da ridere al pensiero che i nostri intelligentoni di sinistra sarebbero capaci di fare una violenta manifestazione contro le ingiustizie del Padreterno che ha perdonato Mussolini
A me piace come scrive il dott. Rovera… detto anzi scritto questo, aggiungo che grazie a Dio poco importa che a beatificare un potenziale Santo in terra sia un FALSO PAPA!
Ringrazio sentitamente per l’apprezzamento e la stima. Proprio perché Bergoglio non è il papa ho citato Edvige Carboni senza il titolo di “beata”.
Grazie davvero per il sostegno che dimostrate in molti a “Civico 20 News” e al suo indegno vaticanista.
Il Buon ladrone non il buon padrone
Ma il Papa non beatifica o non canonizza di testa sua, ma in base alle testimonianze e alla documentazione raccolta da chi segue le cause di beatificazione .