Ipotesi dagli USA. Prove provate, quasi del tutto no
Dopo esserci occupati di riscaldamento globale e di biocarburanti, da qualche tempo ho riallacciato i contatti oltre oceano con una fonte molto attendibile che mi aggiorna sul lato più oscuro di ciò che accade negli Stati Uniti. Ne è scaturito un fitto dialogo che coinvolge le lobby sioniste all’arrembaggio del mondo, fino al programma americano/israeliano di un esercito comune, e poi: morti sospette dei compagni di merende di Jeffrey Epstein, a suo tempo indicato come agente israeliano e della C.I.A. con legami russi.
Cominciando da questi ultimi: dalla morte di Jeffrey Epstein (10 agosto 2019) e dallo scandalo sulle denunce di abusi su ragazze minorenni esploso il mese precedente, ad oggi, uno dei messaggi pervenuto e tradotto riguarda quanto segue.
Molti “dietro le quinte” lontani da noi. Uno è legato alla ipotesi che il Mossad stia eliminando persone legate alla rete di Jeffrey Epstein, poiché alcuni individui dell’orbita Epstein sono via via incappati in malaugurata disgrazia.
Tuttavia, non sussistono finora prove pubbliche sufficienti per affermare che il Mossad stia eliminando i frequentatori dell’isola di Epstein. L’ipotesi può essere formulata come una domanda investigativa, non come una conclusione.
Infatti, non esiste un numero confermato da riscontri investigativi, ma alcune inchieste sostengono che bene 22 persone legate a vario titolo a Jeffrey Epstein siano decedute in circostanze considerate insolite o misteriose.
il livello di cautela è d’obbligo, poiché nulla è ufficiale, ma è vero che la morte recente di Daniel Siad, descritto dai media come una persona collegata al reclutamento di giovani donne per Epstein, ha riacceso le speculazioni. È stato trovato morto nella sua abitazione di Parigi mentre erano in corso accuse e indagini; le circostanze sono state sottoposte ad accertamenti autoptici. Ma, allo stato delle informazioni disponibili, non c’è una prova che colleghi la sua morte al Mossad.
Ciò nonostante è altrettanto vero che il caso Epstein continua a produrre nuovi documenti, nuove testimonianze e nuove domande. Proprio ultimamente, l’ex dirigente di Barclays Jes Staley è stato interrogato dal Congresso americano sui suoi rapporti con Epstein; il suo nome compare in migliaia di email e il suo legame con il finanziere è oggetto di accertamenti. Questo non significa automaticamente essere obiettivi di prossima eliminazione.
La teoria Mossad-Epstein nasce da elementi reali, tra i quali vi sono: i rapporti di Epstein con personaggi israeliani di alto livello; la sua relazione con l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak; le accuse e le speculazioni secondo cui Epstein avrebbe collezionato materiale compromettente su persone potenti; l’opacità dell’intera rete di rapporti che circondava il finanziere; le circostanze sospette della sua morte in carcere.
Ma da qui a dimostrare che il Mossad stia oggi “sfoltendo” la rete Epstein è complesso.
Il problema è che, quando muore qualcuno già associato a una vicenda altamente controversa, la mente tende a collegare gli eventi: uno muore, un altro muore, entrambi erano collegati a Epstein: dunque qualcuno li sta eliminando. Ma per dimostrare un’operazione di intelligence servirebbero prove operative: comunicazioni, denaro, intermediari, autopsie incompatibili e ufficiali, testimonianze, collegamenti documentati tra gli esecutori e un apparato di eliminazione. Una strada complessa.
Ma questo non significa che ogni domanda debba essere liquidata come “teoria del complotto”. La domanda legittima è: perché il caso Epstein continua a produrre una così grande quantità di zone d’ombra, relazioni con persone potenti e sospetti?
La realtà può essere anche più complessa di una teoria cospirativa. È un intreccio di possibilità. È possibile che Epstein avesse rapporti con uomini d’affari, politici, finanzieri e figure dell’intelligence di diversi Paesi senza essere necessariamente un agente controllato da un’unica struttura. È possibile che abbia raccolto informazioni compromettenti per interesse personale, per ricatto, per potere o per denaro. È possibile che alcuni servizi abbiano cercato di sfruttare le sue relazioni. È possibile che molti segreti siano rimasti in persone legate ad Epstein.
Ma “è possibile” non significa “documentato”. Il vero problema non è dimostrare a tutti i costi che esista una cabina di regia ebraico/sionista. È capire se, dietro una serie di rapporti, morti e coincidenze, esistano prove concrete di un’operazione coordinata. Sul caso Epstein esiste una ricca letteratura, si potrebbe attingere a dismisura, Mossad compreso, ma….
Finché quelle prove non emergono, abbiamo un campo di rumorosi sospetti, non ancora una verità. Prossime ed eventuali da New York.
Carlo Mariano Sartoris
