Il dissenso verso l’UE è ai massimi storici
Il nuovo sondaggio ECFR pubblicato il 9 settembre 2026 ha la caratteristica di non essere semplicemente un sondaggio “antieuropeista”, ma di essere molto critico nei confronti del modo in cui l’UE e i suoi leader stanno governando l’Europa, pur registrando il desiderio di un’Europa più forte.
Il rapporto, realizzato da European Council on Foreign Relations insieme alla European Cultural Foundation, si basa su 5.834 interviste in sei Paesi: Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito, più un’analisi qualitativa in altri Paesi europei.
I numeri più significativi sono:
- 68% descrive la situazione europea come un deterioramento generale o perdita della normalità.
- Solo 12% parla invece di “risveglio e rinnovamento”.
- 56% ritiene che il futuro dell’Europa sia in pericolo.
- Eppure circa tre quarti degli intervistati vorrebbero, guardando ai prossimi vent’anni, un’Europa più unita, sicura e prospera.
- Solo una minoranza auspica quindi semplicemente “meno Europa” o la fine dell’UE.
Gli europei non stanno necessariamente rifiutando l’Europa, stanno perdendo fiducia nella capacità dell’attuale classe dirigente europea di realizzare l’Europa che desiderano.
ECFR parla infatti di un “imagination gap”, cioè della difficoltà a immaginare un percorso credibile dall’Europa attuale a quella desiderata.
L’Italia è tra i casi peggiori
La percentuale di italiani che considera il futuro dell’Europa in pericolo è 62%, la più alta fra i sei Paesi analizzati:
| Paese | Futuro dell’Europa “in pericolo” |
| 🇮🇹 Italia | 62% |
| 🇩🇪 Germania | 61% |
| 🇫🇷 Francia | 59% |
| 🇵🇱 Polonia | 57% |
| 🇳🇱 Paesi Bassi | 49% |
| 🇬🇧 Regno Unito | 45% |
Il gruppo “negative” interpreta l’Europa soprattutto attraverso:
- declino;
- crisi;
- immigrazione;
- inflazione;
- perdita di controllo;
- sfiducia nelle élite;
- incapacità di affrontare le grandi crisi.
Ed è proprio questo che rende il sondaggio politicamente più pesante di un normale Eurobarometro sulla fiducia.
In sintesi, l’Unione europea è stata capace di compiere una sorta di miracolo, unire gli europei nella guerra contro la dittatura di Bruxelles.

Questa non è l’europa di san Benedetto e di De Gasperi, ma è l’unione delle cosche lobbistiche e della burocrazia che trama contro i cittadini degli stati, considerati come sydduti. La misura ormai è colma.