I cubani soffrono l’angoscia di un paese che non può garantire altro che repressione e controllo.
Alle 16:30 del 10 luglio 2026, quattro giorni dopo l’ottavo blackout generale in meno di due anni, il Sistema Elettrico Nazionale (SEN) è andato nuovamente fuori servizio. Alle 12:15 del 6 luglio 2026, Cuba era già piombata nell’oscurità. Si tratta dell’ottavo e del nono blackout totale del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) in meno di due anni, da quando questi blackout diffusi hanno iniziato a verificarsi con frequenza nell’ottobre del 2024.
L’Unione Elettrica Cubana ha comunicato sui suoi canali social che le cause dell’interruzione erano sconosciute, come spesso accade.
La crisi dei blackout permanenti.
- Il blackout odierno si aggiunge a una serie di collassi totali del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) iniziati alla fine del 2024.
- Il 18 ottobre 2024, l’arresto imprevisto della centrale termoelettrica Antonio Guiteras ha causato il primo blackout nazionale di questa crisi, e ci sono voluti quasi quattro giorni per sincronizzare il sistema.
- Il 6 novembre 2024, in concomitanza con l’uragano Rafael, si è verificato un altro blackout generale.
- Il 4 dicembre 2024, un “intervento dell’interruttore” ha causato il terzo blackout nazionale, un evento che ha portato a proteste e manifestazioni con pentole e coperchi in diverse città.
- Il 14 marzo 2025, un guasto alla sottostazione di Diezmero ha causato il quarto blackout generale.
- Il 10 settembre 2025, si è verificato il quinto blackout totale, a seguito di un “intervento imprevisto” presso la centrale termoelettrica Antonio Guiteras a Matanzas. Il ripristino completo della rete elettrica ha richiesto più di un giorno e l’interruzione è stata attribuita a un malfunzionamento dei sistemi di controllo di una caldaia.
- Il 16 marzo 2026, un altro blackout nazionale – il sesto in 18 mesi – ha lasciato il Paese senza elettricità. L’azienda elettrica statale, UNE, ha dichiarato di star indagando sulle cause e di aver attivato i protocolli di emergenza; in quel momento, nove delle sedici centrali termoelettriche erano fuori servizio.
- Il 21 marzo 2026, il sistema è andato di nuovo completamente fuori servizio, a soli cinque giorni dal precedente blackout. Si è trattato del settimo blackout nazionale in un anno e mezzo. “La causa della disconnessione totale del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) si è verificata dopo che l’Unità n. 6 di Nuevitas è andata fuori servizio. Da quel momento in poi, si è verificato un effetto a cascata sulle macchine che erano in funzione”, ha comunicato l’Unione Nazionale dell’Elettricità (UNE) su Facebook.
- Il precedente più antico: il blackout totale del 2022. L’isola aveva già subito un collasso di questa portata il 27 settembre 2022, durante il passaggio dell’uragano Ian nella parte occidentale di Cuba. Come spiegò all’epoca Lázaro Guerra Hernández, direttore tecnico dell’Unione Nazionale Elettrica (UNE), il guasto fu causato da due interruzioni consecutive nelle linee di trasmissione tra Matanzas e la centrale termoelettrica Antonio Guiteras, aggravate da uno squilibrio tra l’elevata produzione a est e la bassa domanda a ovest. Il ripristino richiese diversi giorni nelle province occidentali e in alcuni comuni le interruzioni superarono le 70 ore.
Il contesto strutturale
I blackout generalizzati degli ultimi mesi si verificano in un contesto di deficit cronico di produzione: centrali termoelettriche con oltre quarant’anni di attività, carenza di combustibile, petrolio greggio nazionale dannoso per gli impianti e una capacità solare installata insufficiente. Per oggi, 6 luglio, l’Unione Nazionale dell’Elettricità (UNE) aveva previsto un deficit di 2.165 MW durante le ore di punta, a fronte di una domanda di 3.100 MW.
Gli specialisti consultati da elTOQUE hanno spiegato che il sistema elettrico cubano opera al limite della sua stabilità: per funzionare normalmente, dovrebbe mantenere tra i 300 e i 400 MW di capacità di riserva “in funzione” senza essere collegato alla rete, cosa che non avviene sull’isola. Quando una grande centrale elettrica, come quella di Guiteras, che opera con un’unica unità di generazione, va fuori servizio, il calo di frequenza può attivare il sistema di protezione automatico e trascinare fuori servizio il resto del sistema, causando un collasso totale.
La crisi ha innescato un ciclo continuo di proteste. Quartieri dell’Avana, di Santiago de Cuba, di Holguín e di altre località sono stati teatro di manifestazioni con pentole sbattute, incendi di pneumatici e rifiuti e blocchi stradali. Il regime dell’Avana, dal canto suo, ha attuato una riforma economica superficiale che dovrebbe risolvere i problemi economici dell’isola, ma senza intaccare la sua presa sul potere. La pressione dell’amministrazione Trump è stata costante dal gennaio 2025. Nel frattempo, i cubani soffrono l’angoscia di un paese che non può garantire altro che repressione e controllo.
Aggiornamento sul ripristino del sistema elettrico nazionale dopo l’ottavo blackout
Il ripristino del sistema elettrico nazionale procede lentamente e a singhiozzo. L’Unione Elettrica ha comunicato che l’Unità 2 della centrale elettrica Ernesto Guevara è entrata in funzione e ha iniziato ad aumentare il carico. Ha inoltre confermato che le unità Energás Boca de Jaruco e Varadero stanno generando in modo stabile, mentre proseguono le manovre per l’avvio delle unità Mariel 5 e Habana 2.
Nel frattempo, i microsistemi elettrici continuano a funzionare in diverse province per garantire i servizi essenziali. Tuttavia, questi progressi rimangono insufficienti per ripristinare il servizio a livello nazionale e si verificano in un contesto di grave carenza di combustibile, uno dei fattori che ha limitato la capacità di generazione per mesi e rallentato il ripristino del sistema dopo ogni blackout.
Le autorità provinciali segnalano progressi parziali. All’Avana, la compagnia elettrica ha riferito che, alla mattina del 7 luglio, erano state riattivate 14 sottostazioni e 16 circuiti di distribuzione, fornendo elettricità a 48.252 utenze, pari solo al 4,9% della città, oltre a 29 ospedali e due sistemi di pompaggio dell’acqua. A Granma e Santiago de Cuba, gli sforzi rimangono concentrati sulla creazione di microsistemi per garantire il funzionamento di ospedali e infrastrutture critiche, mentre la maggior parte della popolazione resta senza elettricità.
Fonte: elTOQUE
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