Le Guardie Giurate hanno bisogno di attenzione e chiedono tutele. Non è più tempo di aspettare.
A inizio anno vi avevamo parlato delle Guardie Giurate e del fatto che esse chiedevano rispetto, diritti e considerazione.
A distanza di mesi, nel nostro cammino tra i lavoratori e le condizioni nelle quali si trovano ad operare, abbiamo delle novità: “Il comparto della vigilanza privata è al centro di un momento cruciale. Il sindacato SAV sta portando avanti una riforma attesa da anni, volta a migliorare tutele e condizioni di lavoro”.
A darcene contezza il Dirigente del SAV Guardie Giurate, Tairon Angeloni, che ci ha detto: “la categoria continua a vivere criticità profonde con turni infiniti, stipendi bassi, stress costante. È la vita quotidiana di migliaia di Guardie Giurate e Servizi di Sicurezza in Italia, un settore che garantisce sicurezza con più di 100.000 operatori ma vive nell’insicurezza”.
Parole dure che però obbligano ad una riflessione.
In Italia ci sono 100.000 persone che lavorano per la sicurezza della collettività, seppur in aziende private, e che non vengono riconosciute in alcun modo.
C’è da dire che, in mezzo a tanto oblio, “il sindacato SAV spinge per una riforma attesa da anni con più tutele, migliori condizioni, formazione continua e salari migliori, ma sul campo la realtà è diversa”.
Tairon Angeloni insiste nel parlare di “turni notturni senza adeguato riposo, responsabilità enormi pagate come un lavoro qualunque, poca preparazione per affrontare emergenze sempre più richieste e complesse”.
La domanda che gli italiani onesti e per bene si pongono è sempre la stessa: perché i lavoratori debbono essere trattati così? Sono loro, in fondo, che mandano avanti il “sistema Paese”. Se non ci fosse la classe lavoratrice lo Stato non potrebbe sostenere il welfare. E’ bene ricordarlo.
“Eppure queste donne e questi uomini sono in prima linea, armati non solo di pistola ma di prontezza, coraggio e sacrificio”, specifica Angeloni e non gli si può dar torto.
Ora, però, una riflessione è d’obbligo: “La riforma potrà cambiare le cose? Soltanto una riforma strutturale potrà dar luogo a una nuova fase di crescita. Nel frattempo, chi indossa la divisa continua a garantire sicurezza… spesso senza riceverne in cambio”.
Il Governo Meloni, sin dall’inizio del suo insediamento, ha parlato di sicurezza, di potenziamento dei servizi di vigilanza, e di tutela di chi lavora con impegno e perseveranza. E’ giunto il momento di dimostrarlo.
