I giornalisti italiani presto perderanno il “Tesserino” per far posto ad una “Press Card” più moderna. E’ davvero necessario?
Novità in vista per i giornalisti italiani che, nei prossimi tempi, verranno dotati di una nuova “Press Card” studiata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Dal Consiglio Nazionale dell’Ordine fanno sapere che “il progetto per la Card dei giornalisti costituisce un riferimento di gestione semplificata e sicura di un documento di iscrizione a un ordine professionale”.
Non pochi professionisti dell’informazione hanno espresso perplessità su questo progetto dal momento che, a quando pare, la “Press Card” “potrebbe rientrare nell’ambito dell’IT-Wallet, il sistema di portafoglio digitale che l’Istituto Poligrafico sta implementando insieme con PagoPa (App Io) sotto il coordinamento del Dipartimento per la trasformazione Digitale”.
Tutta questa digitalizzazione è pericolosa per la protezione dei dati personali e sensibili.
Sempre più spesso, infatti, si sente di attacchi hacker ai siti istituzionali, con conseguente furto di materiale in essi contenuto.

Per l’Ordine dei Giornalisti, la cosa importante è che nel nuovo tesserino vi sarà “l’introduzione della scritta PRESS al fine di rendere immediatamente riconoscibile il giornalista italiano, garantendo un’ulteriore sicurezza della persona soprattutto in zone e contesti critici, in particolare in ambito internazionale”.
Di certo vi è che non sarà una “Press Card” ad impedire aggressioni ai giornalisti, mancanze di rispetto nei confronti degli operatori dell’informazione, e altre scene orribili a cui si assiste ormai da anni.
Il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, e l’Amministratore Delegato del Poligrafico, Francesco Soro, “hanno convenuto sull’importanza del progetto-pilota che può rappresentare un ulteriore passo avanti per quanto riguarda l’innovazione delle procedure dell’Ordine dei giornalisti ed anche un’utile esperienza per tutte le professioni ordinistiche”.
La speranza che molti giornalisti – soprattutto iscritti nell’Elenco dei Pubblicisti – hanno è che detta innovazione non sia l’ennesimo aggravio di spesa per gli iscritti all’Ordine.
Il percorso sembra esser iniziato nel migliore dei modi e gli sviluppi sono tutti in divenire.
