Giornalisti nel mirino di parte della Magistratura inquirente. Solidarietà a Claudio Cerasa e a “Il Foglio”.
In questi giorni, parlando del Referendum Giustizia del 22/23 marzo 2026, l’opinione pubblica ha espresso le sue legittime posizioni.
Sul Social Network di Elon Musk, “X”, un coraggioso Davide Scifo, ha scritto: “In un paese normale, dopo frasi come quelle rivolte ai giornalisti de Il Foglio, un magistrato sarebbe già stato costretto a chiarire pubblicamente o a fare un passo indietro. Perché quando un procuratore della Repubblica parla di “fare i conti” con un giornale o di “tirare una rete”, non siamo più nel terreno della critica. Siamo nel terreno delle intimidazioni verso la stampa. Ed è gravissimo”.
Lo scontro tra Giornalisti e Magistratura non è da auspicare ma – in questo caso – è necessario porre l’accento sul fatto che il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha mancato nuovamente di rispetto a chi non la pensa come lui.
Bene ha fatto l’appassionato di politica e comunicazione Davide Scifo a scrivere: “Un magistrato ha un potere enorme: può indagare, accusare, chiedere arresti. Proprio per questo dovrebbe avere il massimo rispetto per la libertà di stampa. Non reagire alle critiche con frasi che suonano come avvertimenti. La stampa in una democrazia deve poter criticare chiunque: politici, imprenditori, magistrati”.
Le parole del Procuratore Gratteri spaventano molti appartenenti alla categoria dei Giornalisti perché le tutele per chi fa informazione sono pochissime. I Magistrati inquirenti, invece, non solo sono ampiamente tutelati ma sono anche – ce lo insegna la storia – prodighi nell’emanare avvisi di garanzia e nel chiedere carcerazioni preventive.
Bisogna sottolineare – con le cristalline parole di Scifo – che “Se chi esercita il potere giudiziario comincia a parlare di “regolare i conti” con un giornale che lo critica, il problema non è il giornale. Il problema è la concezione del potere. La libertà di stampa non è un favore concesso dai magistrati. È un diritto costituzionale”.

Sulla questione – visto che si parla della Costituzione – sarebbe opportuno un pronunciamento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, perché i Magistrati a lui non possono paventare regolamenti di conti.
A Nicola Gratteri, così come a tutti i Magistrati che si comportano in questo modo nei confronti degli Organi di Stampa, va rammentato che chiunque ricopre ruoli così delicati dovrebbe ricordarsi che la libertà di stampa è un diritto costituzionale.
Doveroso esprimere solidarietà e vicinanza al Direttore Claudio Cerasa e a tutti i colleghi de “Il Foglio” per le parole che gli sono state rivolte da chi detiene ed amministra il Potere Giudiziario.
