A Gaza la guerra non conosce tregua. Le tensioni non si sopiscono.
Occuparsi di informazione significa fare una delle professioni più belle del mondo. Poter informare chi non sa le cose, o chi le sa ma vuole approfondire, è un privilegio.
Detto questo è bene riportare l’opinione di chi – in un modo o nell’altro – sta facendo qualcosa per Gaza e per la popolazione ivi residente.
E’ dunque opportuno dare spazio a “Save the Children”, Organizzazione non Governativa (ONG), nata nel 1919 allo scopo di fornire tutela e difesa ai minori in giro per il mondo.
Da “Save the Children” tengono a dire: “La violenza senza fine, l’assedio crudele e illegale, il blocco del sistema umanitario guidato dall’ONU, l’uccisione di massa degli operatori umanitari, il divieto dell’UNRWA e l’ostruzione e le minacce di cancellazione delle ONG stanno causando una catastrofe umanitaria che a sua volta sta provocando la carestia”.
Parole forti, senz’altro discutibili, per molti versi opinabili che, però, l’ONG spiega così: “Secondo le relazioni annuali del Segretario Generale, in tutto il territorio palestinese occupato si stanno verificando violazioni gravi contro i bambini a un ritmo senza precedenti. La stragrande maggioranza di queste violazioni è stata perpetrata contro bambini palestinesi, sebbene vi siano state violazioni anche contro bambini israeliani, compresi bambini presi in ostaggio”.
Finalmente anche un’ONG di sinistra come “Save the Children” ha avuto il coraggio di scrivere, nero su bianco, che vi sono state “violazioni contro bambini israeliani” e contro “bambini presi in ostaggio”.
Ci voleva tanto ad ammettere che sono stati i maomettani ad iniziare, il 7 ottobre 2023, entrando nelle case di povere famiglie israeliane e a mettere in atto una carneficina con 1.200 morti, di cui 800 civili?
E’ bellissimo ed edificante leggere che le ONG di sinistra scrivono che “Ogni bambino ha diritto alla sopravvivenza, alla sicurezza e a un futuro”. Esatto: “ogni bambino”, anche i bambini ebrei, anche i bambini di Israele. Detto questo “qualsiasi violazione è inaccettabile”.

Il Primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, forse, sta calcando un po’ la mano sulla repressione dei terroristi palestinesi ma, oggettivamente, come si sconfigge l’Organizzazione Terroristica Islamica “Hamas”, se non con atti forti e determinati?
D’altro canto i terroristi di “Hamas” riescono ad occultarsi e nascondersi nel territorio della Striscia di Gaza grazie a quanti sanno dove latitano i miliziani e non ne denunciano la presenza.
Grazie ad adulti conniventi ed irresponsabili, a farne le spese sono bambini ed anziani.

Si conviene quando vien detto che “La violenza in Cisgiordania sta aumentando a un ritmo allarmante. I bambini subiscono demolizioni di case, sfollamenti, molestie e intimidazioni da parte delle forze israeliane e dei coloni, anche mentre si recano a scuola e durante l’orario scolastico. Le conseguenze sulla loro salute mentale, ancora in fase di formazione, sono devastanti”.
I bambini andrebbero sempre lasciati in pace e non si dovrebbe mostrar loro l’orrore della guerra.
Bene dice “Save the Children” quando afferma di essere “particolarmente allarmata dalla detenzione di bambini palestinesi nel sistema di detenzione militare israeliano, che rappresenta una crisi dei diritti dei bambini di lunga data”.
Una soluzione va senz’altro trovata perché “nessun bambino dovrebbe mai entrare in contatto con un tribunale militare” ma, al contempo, non ha nessuna logica che i genitori dei bambini palestinesi non collaborino con lo Stato di Israele e con l’Occidente per stanare i terroristi di “Hamas”.

Perché non mettersi a collaborare con uno Stato sovrano e legittimo, per contrastare un’organizzazione terroristica di matrice islamica?
Non si riesce a comprendere per quale motivo gli adulti che vivono nei territori palestinesi non collaborino con Israele e con l’Occidente per metter fine alla stagione del terrorismo e dell’orrore della guerra.
Il buon senso impone di concordare con “Save the Children” quando afferma: “I bambini di Gaza hanno urgente bisogno di quanto segue: un cessate il fuoco immediato e definitivo e il rilascio di tutti i bambini privati della loro libertà, compresi gli ostaggi e i bambini detenuti in carceri militari”.

Moltissimi cittadini italiani, specialmente elettori di “Fratelli d’Italia” e della “Lega”, non sono d’accordo quando la nota ONG chiosa che “il governo israeliano deve revocare l’assedio e consentire l’afflusso degli aiuti. L’unico modo per raggiungere questo obiettivo è attraverso un coordinamento senza ostacoli guidato dall’ONU”.
L’ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite, cosa ha fatto dal 7 ottobre 2023 ad oggi? La risposta non necessita, è tutto sotto gli occhi di chi segue la geopolitica senza preconcetti.
Una cosa è sicura: la guerra Israelo-palestinese deve cessare ma non prima di aver messo fine alla piaga purulenta che “Hamas” rappresenta per il territorio palestinese.
Interrompere il conflitto senza aver estirpato “Hamas” sarebbe come curare la polmonite con la vitamina C anziché con gli antibiotici.

Secondo me non c’è nulla che possa giustificare la carneficina in corso a Gaza!!!