A Cuneo le persone non si sentono più sicure. Grande delusione nella visione provinciale dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica.

Nonostante il giorno festivo – ed è qui che si vede l’attaccamento di un politico al territorio che lo ha eletto – il Consigliere Comunale di Cuneo, Noemi Mallone, “Fratelli d’Italia”, ha scritto una missiva nella quale, con chiarezza, ha asserito che “non è sufficiente continuare a definire la sicurezza un fenomeno complesso”.
L’avvocato Mallone esordisce dicendo che “se i cittadini sono in vacanza, le problematiche della nostra città certamente non lo sono”. Parole chiare che dovrebbero risuonare come un celeste canto nelle stanze di Piazzetta Raimondo Usmiani, sede della Questura di Cuneo.
Nella serata di ieri, infatti, “alcuni residenti di Corso Dante, all’angolo con Corso IV Novembre, hanno assistito a una violenta rissa tra extracomunitari, documentata da alcuni video. Alcuni dei soggetti coinvolti sembravano, inoltre, essere in possesso di strumenti potenzialmente atti a offendere. Al di là del singolo episodio, ciò che preoccupa è il ripetersi di fatti sempre più frequenti e, in alcuni casi, sempre più gravi”.

Prima di diffondere le parole inviateci dal Consigliere Mallone abbiamo voluto parlarne con alcuni nostri lettori cuneesi.
Il sentimento generale è pressoché il medesimo: si è stanchi della minimizzazione del fenomeno di microcriminalità portato avanti dal Questore di Cuneo, Rosanna Minucci, e dal Prefetto di Cuneo, Mariano Savastano.
I cittadini vogliono sicurezza, pretendono di poter uscire di casa senza essere infastiditi da “risorse” ubriache, extracomunitari fatti di crack, ecc… La narrazione degli ultimi 8 anni mette in luce una città che è ostaggio di gente che non dovrebbe stare qui ma che, inspiegabilmente, continua a creare insicurezza e degrado.

Molto apprezzabile quanto scrive il Consigliere Mallone: “Per quanto si continui a definire la sicurezza un fenomeno complesso, e certamente lo è, non può essere sufficiente continuare a prenderne atto, senza individuare strumenti ulteriori che consentano di contrastare efficacemente queste situazioni”.
Nonostante un dispiegamento assurdo di telecamere di videosorveglianza comunale nessuno vede mai niente e la città è costellata di alcolizzati, tossici, pusher, gente che consuma alcolici in bottiglie di vetro in zone vietate, gente che fa il bagno nelle fontane, ecc…

Noemi Mallone, esponente di spicco di “Fratelli d’Italia” nel Capoluogo della Granda, precisa che bisogna ringraziare le “Forze dell’Ordine per il costante lavoro che quotidianamente svolgono sul territorio”. Parole sacrosante.
Tutti quelli che vengono a Cuneo per lavoro, studio, svago, possono vedere la presenza continua e costante dei Militari della Stazione Carabinieri di Cuneo, con personale appiedato sotto i portici, con la Stazione Mobile in Corso Giovanni Giolitti, …
Bene dice l’avvocato Mallone quando riflette sul fatto che “al loro impegno debbono essere affiancati ulteriori strumenti di prevenzione e di presidio, capaci di incidere concretamente sulle situazioni di maggiori criticità”.

Non si può continuare con la narrazione amena – e al di fuori della realtà – di quelle “meteore” di Sinistra che insistono sul famigerato “Quadrilatero” e che negano la correlazione tra immigrazione e criminalità.
L’immigrazione criminale è una piaga sociale che non può più essere negata.
Fa benissimo Noemi Mallone a dire che “è doveroso interrogarsi sull’efficacia complessiva delle misure adottate, e individuare soluzioni ulteriori, complementari a quelle già messe in campo, senza in alcun modo sminuire l’operato di chi, quotidianamente, garantisce la nostra sicurezza”.

E’ opportuno che il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto, smetta di parlare di “percezione” di insicurezza da parte dei cittadini. E’ offensivo nei confronti delle persone oneste e per bene che vengono vessate da chi pensa di poter fare impunemente quel che vuole.
Il “politicamente corretto” non è veramente più tollerabile.
Assolutamente condivisibile quando il Consigliere Mallone asserisce: “continuare a definire il problema “complesso” non può essere una risposta sufficiente. E’ necessario che l’azione sul territorio produca effetti tangibili. Cuneo non può rassegnarsi all’idea che episodi di violenza e degrado diventino parte ordinaria della vita cittadina”.

Cuneo sta diventando veramente una città insicura, ci sono troppi immigrati che bivaccano ore e ore per le strade, si ubriacano, consumano droghe, … E’ davvero necessario tenerli tutti in città?
Il problema è evidente ed innegabile.
Bene ha fatto il Presidente dell’Associazione “Nuovo Corso Giolitti”, dottor Antonio Moschella, a replicare al Questore Minucci dicendo che “tutto questo deve essere con determinazione governato”.
Tantissimi Cuneesi rimpiangono con nostalgia il Questore Emanuele Ricifari che – con questi “banditi” – adottò il pugno duro e la tolleranza zero.
Celeberrima è la sua frase nella quale, criticando chi delinque e sceglie come vittime i più indifesi, disse: “La cosa più odiosa e vigliacca è che individuavano e sceglievano le vittime più deboli, approfittando delle condizioni di difficoltà malattia e vecchiaia: sono banditi della peggior specie”.
I Cittadini di “Cuneo Centro”, “Quadrilatero”, Corso Giolitti, ma anche della non considerata “Cuneo Sud”, hanno diritto a stare in pace, a vivere sereni, a non essere infastiditi ed ammorbati dalle “risorse” di turno.
Il problema non è chi “si sente violato” nella propria integrità, nella propria sicurezza, e chiama il Numero Unico Emergenze. Il problema – e di problema bisogna parlare – è chi ammorba il tessuto urbano con comportamenti indecenti, intollerabili, che rischiano di sfociare in qualcosa di assai grave.

Pazienza se a Cuneo ci sono politicanti che vorrebbero la chiusura dei CPR, l’eliminazione del Taser, l’incriminazione delle Forze dell’Ordine che mettono in pratica la coercizione dello Stato.
L’Italia è uno stato di diritto dove vige un sistema che affonda le sue radici nelle norme giuridiche. Non si può prestare il fianco all’anarchia e al degrado.

Chi non ama le norme giuridiche italiane, i CPR, il Taser, ha solo da comportarsi come si conviene o, in alternativa, tornarsene da dove è venuto.
Doveroso il plauso al Consigliere Noemi Mallone che ha chiosato con una massima che andrebbe scolpita nella memoria dei “buonisti” e dei “filo-immigrazionisti”: “Anche se la città va in vacanza, la sicurezza dei cittadini non può andarci”.
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha dato un impulso chiaro e tangibile sul fronte della sicurezza. Abbiamo, nel tempo, narrato di decine di espulsioni dal Territorio Nazionale.
L’unica strada percorribile è quella della tolleranza zero.
