Corredemptionis Mysterium è un documento che promette di rimanere nella dialettica teologica.

L’8 dicembre 2025, in occasione della Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il sacerdote e teologo don Alessandro Maria Minutella, ha consegnato ai fedeli del Piccolo Resto Cattolico, a quanti custodiscono il deposito della fede, a quanti cercano la verità nella Chiesa Cattolica fondata da Nostro Signore Gesù Cristo, un documento che merita di essere attenzionato.
Stiamo parlando di “Corredemptionis Mysterium” nel quale il sacerdote palermitano parla del mistero della corredenzione di Maria in un momento nel quale Robert Francis Prevost, conosciuto come Leone XIV, e Victor Manuel Fernandez, in modo improvvido e incauto, hanno “blindato il titolo mariano di Corredentrice, insieme a quello di Mediatrice di tutte le grazie”.
Le parole di don Minutella non fanno una grinza. Il documento vaticano al quale egli fa riferimento è “Mater Populi Fidelis”, “reso noto il 4 novembre 2025 (con la relazione del presule argentino Victor Manuel Fernandez, tenuta due giorni dopo, il 6 novembre)”.
La “Mater Populi Fidelis” ha l’approvazione di Robert Francis Prevost che ha apposto la sua firma il 7 ottobre 2025.
Siamo a parlare di questo argomento in quanto quello preparato da Fernandez risulta essere “un documento inatteso per molti, con una reazione, forse imprevista per gli stessi autori del testo, diffusamente reattiva e reazionaria, che ha fatto emergere un malcontento rilevante in tutto l’orbe cattolico”.

In effetti il malcontento si è fatto sentire in tutto il mondo cattolico. Da più parti si è alzato un “polverone” volto a far arrivare Oltre Tevere il dissenso del popolo santo di Dio che, invece, non accetta la tendenza al “minimalismo mariano” che alberga in quelli che un tempo erano i “Sacri Palazzi”.
Don Minutella non ha dubbi: “Lo sfondo argomentativo di Fernandez consegna una dottrina mariologica minimalista, antitetica, di rottura, criptoluterana, con un orizzonte interpretativo ristretto”.
Il giornalista, in virtù della sua missione a servizio dell’informazione, non può ignorare un libro tanto denso, preciso, argomentato e puntuale nell’esposizione della Dottrina. Il Vaticano ha fatto benissimo ad esprimere la sua posizione: la trasparenza è sempre ben accetta ed apprezzata.

Al contempo, don Alessandro Maria Minutella, in quanto fondatore del “Sodalizio Sacerdotale Mariano” ha fatto cosa egregia nell’esporre le sue argomentazioni teologiche perché il confronto, la dialettica, financo lo scontro (sempre educato e franco) aiutano la fede a progredire e ad essere approfondita.
Don Minutella ha precisato: “Che i pastori supremi della Chiesa debbano produrre documenti per scoraggiare la devozione mariana alla Corredentrice, ritenendola un pericolo per i semplici, pare piuttosto una favola architettata dai più acerrimi nemici della Chiesa stessa”.
Da settimane, ormai mesi, si sta parlando di questa questione che tanta sofferenza ha procurato alle anime semplici che si rivolgono alla Madonna chiedendone la materna intercessione.
A dirlo non è lo scrivente ma “il noto mariologo Manfred Hauke che ha affermato, a seguito della Nota, che i malintesi circa la Corredentrice sono più nel mondo protestante che in quello cattolico, e ha aggiunto: “il titolo ‘Corredentrice’ è l’espressione più breve per esprimere la cooperazione singolare di Maria alla redenzione. Il malinteso che Maria verrebbe messa sullo stesso piano di Gesù è evitato dalla precisazione che la cooperazione di Maria dipende totalmente da Cristo ed è subordinata a Lui. Proibire un breve titolo che esprime una verità centrale insegnata con grande chiarezza dal Vaticano II sarebbe piuttosto difficile”.

Don Minutella, con la correttezza che gli è propria, ha citato queste parole rifacendosi ad un’“intervista pubblicata il 7 novembre 2025, ne La Nuova Bussola Quotidiana”, diretta da Riccardo Cascioli, giornalista di lungo corso e d’esperienza.
Cascioli dirige una testata “di opinione che si propone di offrire una chiave di lettura dei fatti correnti basata sulla Dottrina della Chiesa Cattolica”, come ben si evince dalla lettura del sito stesso.
Quando si parla di questi argomenti è bene ascoltare tutti, vagliare tutte le opinioni, analizzare tutte le posizioni. Dopo aver fatto tutto ciò – come ha ben fatto don Minutella – però bisogna trarre delle conclusioni, metterle nero su bianco e stilare un documento in grado di esprimere con franchezza la propria posizione.
Sicuramente molti saranno d’accordo con Fernandez e Prevost: legittimo. Ci sono migliaia di persone, al tempo stesso, che sposano “in toto” la “Corredemptionis Mysterium” e l’analisi esegetico-teologica del sacerdote palermitano Alessandro Maria Minutella.
Il tempo – che è un sovrano esigente ed ineludibile – saprà dire chi è nel giusto e chi nell’abbaglio.
Per il momento il consiglio è quello di leggere – senza pregiudizi – tanto la “Mater Populi Fidelis” quanto la “Corredemptionis Mysterium” perché non si può prendere una posizione senza sapere ciò di cui si parla.
Ciò che si è notato in questi mesi, invece, è che don Minutella è stato criticato ed attaccato – talvolta anche con linguaggio offensivo ed irriverente – da chi ha letto (forse) solo la Nota di Fernandez.

È inutile che ce la raccontino dai pulpiti del Vaticano! MARIA È CORREDENTRICE!!!! Siamo stanchi del loro minimalismo che odora di protestantesimo! Hanno cercato di farci accettare eresie a palate, fino all’apostasia! Hanno dato retta ai cardinali tedeschi che non si sa perché non abbiano già lasciato la Chiesa! Da quando è arrivato il cataclisma-Bergoglio è diventata di moda la Teologia della Liberazione, ispirata ai rivoluzionari sudamericani con cui Gesù non c’entra niente! Tutto fanno per distruggere il cattolicesimo, spingendo perfino l’occupazione musulmana!!! Come non persuadersi che hanno aperto le porte AL DEMONIO?????
Carissima Margherita, concordo assolutamente in tutto. Il fatto che migliaia di Cattolici non seguono più una virgola di quanto diffuso dal Vaticano la dice lunga.
Migliaia di cattolici a fronte di un miliardo e quattrocento milioni di credenti. Per la precisione.
La Verità non è democratica e sottoposta a verifica demoscopica, anzi, ma il senso della misura non guasta nel tentativo di “afferrarla”. Come stava scritto sulla porta all’ingresso dell’Accademia platonica: non entri qui chi non è un geometra
Di preciso, in che senso Bergoglio sarebbe stato un fautore della Teologia della Liberazione? Forse bisognerebbe ristudiare un pochetto e vedere che ben diversi sono i fatti. Un esempio? Andatevi a leggere Mons. Filippo Santoro (giussaniano e tutt’altro che progressista) sul ruolo di Bergoglio ad Aparecida 2007
Conosco molto bene Aparecida, soprattutto per quanto concerne la Vita Consacrata e il suo impulso al rinnovamento nella Formazione per giungere alla Professione Solenne, Perpetua, Definitiva.
Bergoglio è sempre stato ambiguo: “chi sono io per giudicare i gay” e “c’è troppa frociaggine nella chiesa”.
Lei ed io siamo in disaccordo su tutto ma è il bello della democrazia: esiste “L’unità” ed esiste “Il Giornale d’Italia”. È il lettore che sceglie.
Carissimo,
non sono in disaccordo a priori, ma mi permetto di approfittare di una possibilità data da questo giornale: commentare e interagire. Una testata che è comunque contributo al pluralismo, come lo sono i commenti dei lettori.
Da giornalista, per questo continuo con il tu tra noi, sarei contento che quanto scrivo susciti delle reazioni.
Lei può essere in disaccordo fino a che la aggrada. A me personalmente non mi sposta di una virgola. Fa benissimo a criticare tutti gli articoli per cercare di fare sempre la “lezioncina” ed avere un po’ di visibilità. Per quanto attiene il “tu” se la aggrada continui pure. Io, personalmente, non dò il “tu” a chi non conosco e sono contrario alla confidenza.