9 Ottobre 2026

7 thoughts on “Corredemptionis Mysterium è il documento con cui don Minutella difende la Corredenzione di Maria”

  1. È inutile che ce la raccontino dai pulpiti del Vaticano! MARIA È CORREDENTRICE!!!! Siamo stanchi del loro minimalismo che odora di protestantesimo! Hanno cercato di farci accettare eresie a palate, fino all’apostasia! Hanno dato retta ai cardinali tedeschi che non si sa perché non abbiano già lasciato la Chiesa! Da quando è arrivato il cataclisma-Bergoglio è diventata di moda la Teologia della Liberazione, ispirata ai rivoluzionari sudamericani con cui Gesù non c’entra niente! Tutto fanno per distruggere il cattolicesimo, spingendo perfino l’occupazione musulmana!!! Come non persuadersi che hanno aperto le porte AL DEMONIO?????

    1. Carissima Margherita, concordo assolutamente in tutto. Il fatto che migliaia di Cattolici non seguono più una virgola di quanto diffuso dal Vaticano la dice lunga.

  2. Migliaia di cattolici a fronte di un miliardo e quattrocento milioni di credenti. Per la precisione.
    La Verità non è democratica e sottoposta a verifica demoscopica, anzi, ma il senso della misura non guasta nel tentativo di “afferrarla”. Come stava scritto sulla porta all’ingresso dell’Accademia platonica: non entri qui chi non è un geometra

  3. Di preciso, in che senso Bergoglio sarebbe stato un fautore della Teologia della Liberazione? Forse bisognerebbe ristudiare un pochetto e vedere che ben diversi sono i fatti. Un esempio? Andatevi a leggere Mons. Filippo Santoro (giussaniano e tutt’altro che progressista) sul ruolo di Bergoglio ad Aparecida 2007

    1. Conosco molto bene Aparecida, soprattutto per quanto concerne la Vita Consacrata e il suo impulso al rinnovamento nella Formazione per giungere alla Professione Solenne, Perpetua, Definitiva.
      Bergoglio è sempre stato ambiguo: “chi sono io per giudicare i gay” e “c’è troppa frociaggine nella chiesa”.
      Lei ed io siamo in disaccordo su tutto ma è il bello della democrazia: esiste “L’unità” ed esiste “Il Giornale d’Italia”. È il lettore che sceglie.

  4. Carissimo,
    non sono in disaccordo a priori, ma mi permetto di approfittare di una possibilità data da questo giornale: commentare e interagire. Una testata che è comunque contributo al pluralismo, come lo sono i commenti dei lettori.
    Da giornalista, per questo continuo con il tu tra noi, sarei contento che quanto scrivo susciti delle reazioni.

    1. Lei può essere in disaccordo fino a che la aggrada. A me personalmente non mi sposta di una virgola. Fa benissimo a criticare tutti gli articoli per cercare di fare sempre la “lezioncina” ed avere un po’ di visibilità. Per quanto attiene il “tu” se la aggrada continui pure. Io, personalmente, non dò il “tu” a chi non conosco e sono contrario alla confidenza.

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